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Forum italiano dei movimenti per l'acqua Comitato Acqua Pubblica Torino c/o Arci - Via Mantova 34 - 10153 Torino
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Procede inesorabile l’abbassamento per legge del livello di democrazia nel nostro Paese con l’eliminazione del suffragio universale, libero e diretto dei cittadini nelle istituzioni (province, Senato), la drastica riduzione di praticabilità degli strumenti di partecipazione democratica dal basso (leggi di iniziativa popolare e lo stesso referendum), il ricorso ormai abituale al voto di fiducia che ammazza il dibattito in Parlamento.
Ci preoccupa quindi molto la democrazia di secondo livello della Città Metropolitana in sostituzione di quella a elezione diretta della Provincia di Torino.
Altri hanno già evidenziato senza successo gli aspetti negativi della trasformazione in corso:
Finora l’acqua è sta salvata dalla privatizzazione, come sancito dallo Statuto della Provincia che pone tra le sue finalità, quella di:
Art. 2, i) assicurare il diritto universale all’acqua potabile, per la sua peculiarità di bene essenziale alla vita, attraverso la garanzia dell’accesso individuale e collettivo dei cittadini alla risorsa.
Art. 63bis - Servizio Idrico
1. La Provincia assume tra i propri fini quello di una forte regolazione pubblica tesa alla salvaguardia degli interessi degli utenti e si impegna a:
a) considerare l’acqua un bene comune non privatizzabile e di conseguenza il servizio idrico integrato come privo di rilevanza economica. Pertanto la Provincia garantisce, nell’ambito delle proprie competenze, che gli eventuali utili generati dalla gestione del servizio idrico integrato siano reinvestiti nel servizio stesso;
b) garantire che la proprietà della rete di acquedotto, distribuzione, fognatura e depurazione sia pubblica e inalienabile;
c) assicurare ai cittadini dei Comuni del territorio provinciale la massima qualità ed efficienza del servizio idrico integrato, la tutela delle acque, l’uso razionale della risorsa, l’accessibilità per tutti, l’equità delle tariffe tramite un sistema che tuteli le fasce deboli e favorisca il risparmio idrico.
Sono principi che non muoiono con la Provincia
ma devono continuare a vivere nello Statuto della Città metropolitana
Ai nostri Sindaci, che faranno tutti parte della Conferenza metropolitana, chiediamo di far valere quei principi e introdurli da subito e integralmente nello Statuto che avranno poi il compito di approvare.
Torino, 15 luglio 2014
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Con il referendum del 2011 oltre 26 milioni di italiani hanno cancellato il profitto dalle bollette dell’acqua.
Con la campagna dell’Obbedienza Civile abbiamo applicato il Referendum
riducendo la bolletta dell’acqua della quota abrogata per legge.
SMAT S.p.A. è arrivata a minacciare di chiudere i contatori
Nel Gennaio 2013 il Consiglio di Stato ha dato ragione a noi
E ora SMAT S.p.A. ci restituisce ……. LE BRICIOLE
Con l’Obbedienza Civile un migliaio di utenti singoli o amministratori di condominio di Torino e provincia hanno chiesto alla SMAT S.p.A. di obbedire alla legge e quindi ridurre le bollette dell’acqua delle quote non più dovute dal 21 luglio 2011, data di entrata in vigore dell’esito referendario.
Per il periodo dal 21 luglio al 31 dicembre 2011 SMAT S.p.A. deve restituirci il 15,35% della tariffa
Ma l’ Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas - AEEG e successivamente in nostri Comuni membri dell’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale - ATO3 Torinese – hanno escogitato spericolate acrobazie di ingegneria finanziaria per ripristinare sotto mentite spoglie (oneri finanziari) il profitto nella tariffa dell’acqua, come se il Referendum non fosse mai avvenuto. E dopo la sentenza a nostro favore del Consiglio di Stato, hanno cercato ogni appiglio per restituire il meno possibile, e nemmeno a tutti gli utenti. Hanno infatti deliberato che la restituzione della ridicola differenza rispetto alla precedente tariffa avverrà
- solo per il periodo dal 21 luglio al 31 dicembre 2011
- solo per una quota fissa di € 8,68
- solo alle utenze domestiche, escludendo quindi tutte le utenze artigianali, commerciali, industriali, agricole, ecc
In questi giorni stanno arrivando le bollette SMAT S.p.A. per il periodo di fatturazione 1° trimestre 2014 sulle quali alla voce : “Restituzione remunerazione del capitale investito” figura l’accredito di una cifra esigua, lontanissima dal 15,35% della bolletta 2011, illegittimamente incassata da SMAT S.p.A.
SMAT S.p.A. intende metterci di fronte al fatto compiuto. Ma non finisce così:
* Al Tribunale di Torino pende ancora la causa di Obbedienza Civile intentata da un grosso utente SMAT S.p.A. sostenuto dal nostro Comitato
* i bilanci SMAT S.p.A. evidenziano utili eccessivi: quello del 2013 chiude con addirittura € 42 milioni di utile spremuto dalle nostre bollette dell’acqua che devono quindi ribassare
* Il Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua ha presentato Appello al Consiglio di Stato per l’applicazione integrale dell’esito referendario:
fuori l’acqua dal mercato, fuori i profitti dall’acqua.
Torino, 8 luglio 2014
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Signor Sindaco,
Il bilancio 2013 della Smat spa è disponibile ai soci, così come previsto dall’art. 2429 del codice civile, durante i quindici giorni che precedono l’assemblea. Lei ha quindi avuto tutto il tempo di prenderne visione. Non riusciamo perciò a spiegarci le ragioni del suo voto favorevole.
- Ha analizzato la situazione finanziaria, economica e il risultato d’ esercizio della sua partecipata?
- L’ha sottoposta all’esame del Consiglio comunale perché – a sensi dell’Art. 42 del TUEL - esercitasse i suoi poteri di indirizzo sulle aziende partecipate, da riportare nell’assemblea dei soci SMAT?
- Ha esercitato le funzioni inerenti il “controllo analogo” in merito all’approvazione del budget, del piano industriale, del piano degli investimenti, dell’indirizzo strategico della società per azioni SMAT ?
Da parte nostra ne possiamo parlare solo ex-post, basandoci sul testo che abbiamo potuto visionare parecchi giorni dopo l’assemblea del 25 giugno, e ci risulta che :
Le Tariffe : non rispettano ancora l’esito referendario!
- la “remunerazione del capitale investito” abrogata dal referendum continua ad essere applicata sotto il nuovo nome “oneri finanziari” vera e propria falsità lessicale e di sostanza.
- la tariffa presa a base per gli aumenti annuali è quella del 2012 che include, come ben noto, la “remunerazione del capitale investito”
- ciò ha comportato un aumento del 16,2% della tariffa 2014 rispetto a quella del 2012.
La tariffa 2013
Non inganni il dato relativo alla tariffa media di €1,4640/mc. In realtà la tariffa deliberata dall’Ato3 per il 2013 è di € 1,5371, con specifiche riduzioni a favore di certe categorie sociali o territoriali (reddito ISEE, Comunità Montane ecc.).
Il fatturato
Il fatturato è aumentato rispetto al 2012 di ben 62 milioni circa, conseguenti all’aumento della tariffa e all’iscrizione di un oscuro ed enigmatico conguaglio su “partite pregresse” ante 2012, riferite a maggiori riconoscimenti tariffari e maggiori ammortamenti citati nella delibera Ato3 n. 530 del 15/05/14 per complessivi 44 milioni! Tale ulteriore “bastonata” sulle bollette degli utenti verrà loro addebitata in rate a partire dal 2014 fino al 2016.
L’utile
Nella sostanza l’incremento dell’utile da 23 milioni del 2012 a 42 milioni del 2013 è dovuto agli aumenti sulle bollette dell’acqua dei suoi concittadini ai quali, Signor Sindaco, lei così impone una tassa surrettizia con una modalità che è la negazione della trasparenza del bilancio.
Distribuzione dell’utile
Nella citata assemblea dei soci SMAT del 06/05/2014, lei ha accettato che l’80% dell’utile rimanga in azienda per finanziare gli investimenti e che solo il 20% del dividendo, pari a € 8.125.515 complessivi, sia distribuito ai soci, (contro € 11.634.303 del 2012) Questo minore introito è compensato però dalla riduzione del 50% della bolletta dell’acqua dei Comuni soci, approvata an che dal Suo delegato di Area Omogenea nell’ATO3 Torinese con delibera n. 522 del 20 marzo 2014.
Non le è venuto in mente che a fronte di un utile di quell’entità, la prima cosa da fare è la riduzione della tariffa?
Non le pare che sia questa l’ennesima dimostrazione che finché sarà gestita da una Società per Azioni la nostra acqua sarà trattata come una merce dalla quale estrarre profitti e non come un Bene Comune da gestire con trasparenza ed efficienza, con criteri di solidarietà, equità , tutela della risorsa naturale e dell’ambiente? E che a tal fine la forma giuridica adeguata è l’Azienda Speciale di diritto pubblico? Rispetterebbe l’esito referendario e metterebbe SMAT al riparo dalla privatizzazione.
Grazie dell’attenzione.
Torino, 7 luglio 2014
Scarica la lettera [.pdf, 205 kb]
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Il prossimo mercoledì 25 giugno i Comuni soci SMAT sono chiamati ad esprimere il loro voto sul bilancio SMAT dell’anno 2013.
È l’occasione per verificare quanto i singoli Comuni abbiano influito sulle scelte del Consiglio di Amministrazione, nei confronti del quale hanno compiti di indirizzo e controllo, conferiti dall’Art. 42 del Testo Unico Enti Locali.
Ricordiamo in particolare il rispetto dell’esito referendario che comporta:
Il bilancio SMAT 2013 non riflette nessuno di tali adempimenti, se non un accantonamento di fondi in vista della restituzione sopra citata.
A tale proposito il Comitato provinciale Acqua Pubblica Torino ribadisce che - per il periodo 21 luglio- 31 dicembre 2011 il rimborso non può essere decurtato a una cifra insignificante e tanto meno limitato alle sole utenze “domestiche” con esclusione – ingiusta e discriminatoria – delle utenze artigiane, commerciali, industriali ecc.
Infine, nel prendere atto che con l’Approvazione del Bilancio 2013 cessa il mandato dell’attuale Consiglio di amministrazione SMAT, il Comitato scrivente chiede che:
Torino, 19 giugno 2014