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Forum italiano dei movimenti per l'acqua

Comitato provinciale Acqua Pubblica Torino

Via Mantova 34 - 10153 Torino

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Tel. 388 8597492

 

Col Referendum del 12 e 13 giugno 2011 i cittadini italiani hanno abrogato la norma che faceva rientrare nella tariffa del servizio idrico la componente dell’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito” (art. 154, co. 1, d. lgs., n.152/2006). 
La finalità referendaria era l’eliminazione della componente della tariffa relativa ai profitti.
Nonostante l’esito abrogativo del referendum (proclamato con D. P. R. 18 luglio 2011, n. 116), la componente abrogata ha continuato ad essere addebitata in bolletta ai cittadini/utenti.
 
Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha sostenuto i cittadini/utenti del servizio idrico nell’autoriduzione della somma indicata in bolletta pari alla componente della “adeguatezza della remunerazione del capitale investito” abrogata. 
La Campagna di Obbedienza civile (così definita) non è stata intesa come disobbedienza alla legge bensì come applicazione della legge in vigore dopo l’esito del Referendum. Ed è stato chiesto alla giustizia amministrativa di riconoscere che la determinazione del calcolo della tariffa - stabilita dall’AEEGSI, Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico - ancora oggi comprende (illegittimamente) anche la componente tariffaria abrogata.
 
Tuttavia, poiché il Consiglio di Stato ha respinto tale richiesta, i cittadini/utenti del servizio idrico, che in questi anni si sono impegnati nel rispetto dell’esito referendario, si trovano oggi esposti alle richieste dei gestori per la restituzione delle somme non versate, relative alla componente tariffaria autoridotta.
 
Il mancato pagamento dell’importo indicato in bolletta non può tuttavia considerarsi alla stregua di un inadempimento contrattuale dettato dalla volontà del cittadino/utente di non adempiere ad obblighi di legge o ad obblighi contrattuali. 
La pratica dell’autoriduzione è infatti espressione dell’impegno civile, dell’informazione/partecipazione e dell’assunzione di responsabilità diretta da parte del cittadino che, attraverso di essa, ha inteso difendere l’esito del Referendum del 2011.
 
Chiediamo pertanto ai nostri Sindaci, 
che sono a capo delle Istituzioni rappresentative delle Autonomie locali, 
enti di prossimità dei cittadini coinvolti,
 di impegnarsi affinché l’ATO, ente di governo del servizio idrico:
 
- riconosca il valore della Campagna di Obbedienza civile come pratica dei cittadini nel rispetto e nella difesa della democrazia;
 
 e di conseguenza, 
 
- assuma le necessarie iniziative affinchè il gestore non richieda  agli utenti - in qualunque forma - la restituzione delle “somme non versate per autoriduzione”.
 
 
Torino, 29 giugno 2017

 

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Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

 Comunicato Stampa 

 

Obbedienza Civile: una battaglia per la democrazia

Perché al danno (della sentenza del C.d.S.) non si aggiunga la beffa (dei gestori),

riconosciamo l’alto valore dell’Obbedienza Civile.

 

Eravamo convinti (insieme a 27 milioni di nostri concittadini) di vivere in uno stato di diritto.

Eravamo convinti che bastasse un referendum (istituto costituzionalmente garantito) per escludere dalla mercificazione acqua e s.p.l., e cioè per cancellare la finalità di lucro dalla loro gestione ...!

Ma così non è.

A sei anni dai vittoriosi referendum del 2011, per la giustizia amministrativa fare profitti sull’acqua è perfettamente legittimo!


I fatti. Con la vittoria del 2° quesito referendario del 2011 è stata abrogata la norma che prevedeva la “remunerazione del capitale”, pari al 7% del capitale investito per il servizio idrico integrato.

AEEG

A sei anni dai referendum per l’acqua pubblica, il C.d.S. respinge il ricorso del Forum Acqua sul metodo tariffario dell’AEEGSI. La mobilitazione continua.

Il 26 maggio u.s. è stata diffusa la sentenza del Consiglio di Stato con cui si stabilisce che il ricorso promosso dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua e Federconsumatori contro il metodo tariffario del servizio idrico elaborato dall'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico non è stato accolto.

La pronuncia, in sostanza, conferma la tesi, già fatta propria dal TAR Lombardia, secondo cui la copertura integrale dei costi del servizio (c.d. “full cost recovery”) comprende anche il “costo” del capitale proprio investito, giustificando tale scelta con il fatto che l'orientamento pressoché generale della scienza economica fa rientrare nella nozione di “costo” anche quello di “costo-opportunità”, nel senso del valore del mancato impiego del fattore produttivo in altra attività comunque profittevole.

A questo punto, però, il Consiglio di Stato, dimentica di rilevare, o fa finta di non comprendere, che, sulla base della normativa e della stessa teoria economica dominante, questa nozione di “costo economico” equivale nella sostanza alla remunerazione abrogata con il referendum.

Ci tocca, quindi, constatare che la lettura prodotta dal Consiglio di Stato ripropone l'assunto per cui il servizio idrico è sottoposto alle logiche del mercato e del profitto in spregio alla volontà popolare.

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Il 26 maggio 2017 è stata diffusa la sentenza del Consiglio di Stato con cui si stabilisce che il ricorso promosso dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua e Federconsumatori contro il metodo tariffario del servizio idrico elaborato dall'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico non è stato accolto.

Leggi il Comunicato Stampa del Forum italiano dei movimenti per l'Acqua "Per il Consiglio di Stato fare profitti sull'acqua è legittimo!" (31 maggio 2017)

Il Comitato provinciale Acqua Pubblica Torino – in contatto con gli Altri Comitati Acqua italiani – cercherà di individuare le iniziative  più efficaci per non disperdere le energie espresse nella campagna Obbedienza Civile,  e per perseguire  con nuove forme d’impegno e di lotta l’attuazione  della volontà popolare espressa dal secondo quesito referendario del 2011.

 

 

La Campagna di Obbedienza Civile (2011-2017)

Il popolo italiano ha votato a favore dei referendum per l’acqua pubblica ma i governi ed i gestori non stanno applicando il volere popolare. Abbiamo diffidato gli organi competenti a tutti i livelli, abbiamo inviato esposti alle procure ma non è stato sufficiente. Stiamo studiando altre azioni legali che però, purtroppo, daranno il loro risultato tra diversi anni.

Adesso è il nostro momento di applicare la legge.

Come? Pagando la giusta bolletta, secondo quanto dice la legge. Dal 21 luglio 2011, solo due voci devono concorrere alla bolletta: i costi operativi e l’ammortamento degli investimenti. Invece, oltre a questo, continuiamo a pagare la remunerazione del capitale investito, contro cui ha votato la maggioranza degli italiani. A Torino e in provincia questa componente incide, arrotondando per difetto, per il 15% della bolletta! La Campagna di Obbedienza Civile è partita in tutta Italia, e consiste nell’inviare un reclamo al gestore e nel pagare solo la giusta tariffa. Ci sarà un risparmio economico ma il valore della campagna è soprattutto:

l’acqua non è una merce ed il voto del popolo va rispettato!

bolletta e forbici

 

Collage cittadini che tagliano la bolletta

 

Il popolo italiano ha votato a favore dei referendum sull’acqua ma i governi ed i gestori non stanno applicando il volere popolare. Abbiamo diffidato gli organi competenti a tutti i livelli, abbiamo inviato esposti alle procure ma non è stato sufficiente. Stiamo studiando altre azioni legali che però, purtroppo, daranno il loro risultato tra diversi anni.

Adesso è il nostro momento di applicare la legge.

Come? Pagando la giusta bolletta, secondo quanto dice la legge. Dal 21 luglio 2011, solo due voci devono concorrere alla bolletta: i costi operativi e l’ammortamento degli investimenti. Invece, oltre a questo, continuiamo a pagare la remunerazione del capitale investito, contro cui ha votato la maggioranza degli italiani. A Torino e in provincia questa componente incide, arrotondando per difetto, per il 15% della bolletta! La Campagna di Obbedienza Civile (link sito nazionale) è partita in tutta Italia, e consiste nell’inviare un reclamo al gestore e nel pagare solo la giusta tariffa. Ci sarà un risparmio economico ma il valore della campagna è soprattutto:

l’acqua non è una merce ed il voto del popolo va rispettato!

Segui le istruzioni per aderire alla campagna!(triforcazione)

Leggi anche le risposte alle domande frequenti (FAQ)(FAQ)