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Malgrado la volontà dei cittadini si sia espressa in senso contrario, con tutte le modalità previste dalla nostra Costituzione fino al Referendum del 2011,la privatizzazione dei servizi pubblici continua. Si  afferma che sia sufficiente una quota azionaria, sempre più esigua col passare del tempo, in mano pubblica per garantire una finalità orientata al Bene Comune: 
 
E’ FALSO.

L'ingresso di capitale privato orientato al profitto, serve solo a giustificare la radicale mutazione del ruolo della presenza pubblica: non più tutela dell'interesse dei cittadini ma utilizzo dei beni comuni per estrarre risorse in modo da nascondere lo strozzamento della finanza locale provocato dei tagli ai trasferimenti statali.
Ma non si tratta solo di denaro.   I processi di privatizzazione hanno espropriato i cittadini non solo della proprietà di aziende che le generazioni passate hanno costruito per le necessità di del bene comune, ma mettono in pericolo la conservazione di preziose risorse naturali e finirebbero inevitabilmente per anteporre lo scopo di lucro al benessere e alla stessa salute dei cittadini. Per rispondere a questa minaccia occorre conoscerne con precisione i vari aspetti e i rispettivi collegamenti. Esaminiamo insieme un caso concreto che ci tocca tutti da vicino:  IREN AMIAT TRM 
 
VENERDI 15 GIUGNO, ore 17,30  Caffè Basaglia, via Mantova 34, Torino -  Invitiamo tutte e tutti a partecipare.
 
Interverranno
Stefano Risso - Attac Torino
Oscar Brunasso, Laura Piana -  Rifiuti Zero Piemonte
Pino Cosentino - Attac Genova
 
Documentazione:
 
 
 
 
 
 
Video:
 
 

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aperitivo benefit & presentazione del nuovo progetto letterario

SABATO 16 GIUGNO
dalle ORE 19
BLUES PER LE TERRE NUOVE
Presentazione libro con l’autore Wu Ming 1


Aperitivo benefit pro Forum italiano dei movimenti per l’acqua bene comune – 10 €. E’ gradita la prenotazione. Evento promosso da: Comitato Acqua Pubblica Torino www.acquabenecomunetorino.org

info e prenotazioni: 3497228058

Humus 2018 - l'estate fertile al Cecchi Point apre il Cortile agli eventi dal 6 giugno al 14 luglio
in caso di pioggia l'evento sarà all'interno degli spazi della Casa del Quartiere Cecchipoint HUB Multiculturale
via Cecchi 17/21 Torino 
 
Evento facebook qui

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ApeDebito
 
Il debito non dorme: Corte dei Conti sveglia! 
4 giugno, ore 12 - via Bertola 28, Torino 
La nostra città vive ormai da più di un decennio sotto il peso di un debito il cui effetto è stato quello di rilanciare gli affari del blocco di potere cittadino e ridurre sempre di più il benessere della popolazione. 
Il 4 giugno saremo sotto la sede torinese della Corte dei Conti, perché quest'ultima, nonostante le inchieste da anni aperte su debito e bilancio del Comune, finora ha prodotto solamente un Piano di rientro dal debito dell'ente che soffoca le vertenze sociali sviluppatesi in città in questi anni. Vertenze quali quella abitativa, quella sui servizi educativi, quelle riguardanti la destinazione dei molti immobili abbandonati all'uso speculativo: tutte hanno trovato la medesima risposta, “Non si può fare nulla perché è necessario prima pagare il debito.” Un’Amministrazione eletta dai cittadini per chiudere la stagione del Comune amico delle banche, ha confermato invece l'alleanza con i principali istituti finanziari nazionali. 
 

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Le Olimpiadi del 2006 avranno reso famosa Torino in tutto il mondo e convogliato più turisti in città, ma le hanno anche fatto vincere la medaglia d’oro della città più indebitata d’Italia.

Nel 1996 il Comune aveva un avanzo finanziario di 98 miliardi di lire. Poi ebbe inizio una forte politica di indebitamento e di avvio di cospicue opere pubbliche, che incrementarono progressivamente la situazione debitoria della città, con un debito che giunse a 1,6 miliardi di euro nel 2003, quando era già salita la “febbre olimpica”, a 2 miliardi nel 2005, a 2,8 miliardi nel 2006 e a 3,1 miliardi nel 2009. I dati ufficiali relativi all’intera operazione Torino 2006 evidenziano una spesa complessiva pari a 3.435 milioni di euro. Ad oggi la situazione debitoria della città, come mostrano le cifre dovuta in gran parte all'evento olimpico, è stimata in 5 miliardi con le partecipate.