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Ancora un’inqualificabile sentenza del Tribunale di Torino

Di nuovo le aule giudiziarie del Tribunale di Torino vengono usate per portare avanti la repressione di un movimento.

Infatti, dopo l’arresto di Nicoletta Dosio, ora tocca all’attivista NoTav Dana Lauriola pagare con una pena sproporzionata l’aver partecipato ad una manifestazione durante la quale è stato aperto un casello autostradale e consentito il libero transito dei veicoli, con conseguente perdita di 700 euro di pedaggi alla società privata Sitaf.

Per il tribunale, questo danno si traduce in 2 anni di reclusione, senza nessuna considerazione per la libertà del cittadino di manifestare e fare opposizione.

A questo punto ci tocca pensare che forse si correvano meno rischi al tempo del re longobardo Rotari, che per evitare vendette e faide aveva stilato un comodo tariffario proporzionato all’entità del danno, tutto compreso, dallo schiaffo all’omicidio.

Possibile che 2000 anni di storia ed evoluzione del diritto non ci abbiano messi al riparo da vendette e abusi?

Torino, 17 settembre 2020

DanaLibera


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A Fulvio

e alla Sezione 68 Martiri dell'ANPI di Grugliasco

  

I vostri auguri di buon 25 Aprile  si sono incrociati con la decisione del Comitato Acqua Pubblica Torino di richiedere (se consentito dallo statuto dell'ANPI) l'associazione alla Sezione 68 Martiri dell’ ANPI di Grugliasco.

È la prima volta che il nostro Comitato chiede di aderire a una realtà organizzata. Cosa fondamentalmente diversa dall'adesione a specifiche campagne, come già avvenuto in passato.

Questa richiesta si basa su alcuni elementi.

Il primo, ovvio,  è la vostra e nostra comune condivisione della Costituzione come documento fondante, non solo della Repubblica ma, tramite la cultura che esprime, dell'intera società italiana, come certo non è ancora, ma come certamente dovrebbe essere.

Questa nostra richiesta avviene nel 75° anniversario della Liberazione, ricorrenza con un forte significato simbolico nel segnare il passaggio dalle memorie individuali, necessariamente limitate nel tempo, al dato perenne della Storia.

Non meno importante l'eccezionalità del momento con l'impossibilità di partecipare fisicamente a manifestazioni pubbliche. Oltre al limite emotivo a una partecipazione diretta, emerge la consapevolezza che quest'emergenza (e le future prevedibili emergenze) porteranno in futuro rischi gravissimi  per la Democrazia e per la nostra Costituzione.

Affrontare il futuro con fermezza e salda coscienza crediamo sia la più alta lezione che ci lascia la  Resistenza, insieme alla consapevolezza dell'indissolubilità del legame tra la Resistenza contro il Fascismo e  la Resistenza per la Democrazia e la Civiltà.

Di questa testimonianza l'ANPI è valido portatore e per questi motivi  chiediamo l’associazione alla Sezione 68 Martiri di Grugliasco.

Buon 25 Aprile 2020 dal Comitato Acqua Pubblica di Torino

 

   


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In quest'Italia immersa nel dramma del virus, si apre un incongruo spazio la richiesta di danni a 29 Consiglieri comunali torinesi da parte dell'ex ministro e senatore Carlo Giovanardi.

Non pago delle atroci dichiarazioni rese su Stefano Cucchi, vuole essere pagato perchè quei consiglieri hanno osato censurarle, forti dell'ormai accertata verità dei fatti.

Ai 29 consiglieri comunali di Torino tutta la nostra solidarietà.

A Giovanardi un invito a riflettere sulle sue parole e, magari, anche sulla legge sulle tossicodipendenze che porta la sua firma, che ha contribuito a riempire le carceri di migliaia di sventurati.

A Ilaria Cucchi un abbraccio, come piccolo antidoto all'ennesima, sia pur piccola e ridicola, iniezione di dolore che ha subito.

Torino, 16 marzo 2020

 

 

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ATTAC  Associazione per la Tassazione delle Transazioni finanziarie e l’Aiuto ai Cittadini

Comitato torinese – via Mantova 34 – 10153 Torino – Cell. 347 9443758

  

Quando tutto sarà privato, saremo privati di tutto

è questo l’obiettivo di Appendino?

Subalterna ai grandi interessi finanziari e speculativi, incapace di difendere i risparmiatori torinesi vittime delle banche che non riconoscono interessi sui loro risparmi ma poi li prestano al Comune a interessi che toccano il 5%, anche per Appendino il cappio del debito è diventato l’alibi per ogni privatizzazione dei servizi e dei beni pubblici.

Ora tocca alla Cavallerizza, un complesso di grande valore storico, culturale, urbanistico e immobiliare: 47.000 metri quadrati nel cuore del centro cittadino.

Lasciato andare in malora perché quel che interessa agli speculatori non è l’arte o la storia ma il suolo, anche coperto di macerie, ma prezioso per costruire alberghi e residenze di lusso, attività e locali di alto bordo, e rovinare anche i Giardini Reali con un parcheggio sotterraneo come previsto dal Piano Regolatore.

A maggio 2014 Assemblea Cavallerizza 14:45, un gruppo eterogeneo di cittadine e cittadini, si è opposto a questo disegno, chiamando la città a condividere  gli obiettivi di un’occupazione durata 5 anni, che ha prodotto sensibilizzazione, interesse, partecipazione e la proposta di autogestione, presentata al Comune di Torino nel maggio 2018 per scongiurare la privatizzazione e dare nuova vita e funzioni pubbliche all’intero complesso della Cavallerizza.  Quella proposta è stata stravolta,  sfigurata, tradita nelle segrete stanze del Comune, tra pochi intimi, all’insaputa di quasi tutti  i promotori e dell’intera città.   Gli ultimi occupanti l’hanno accettata in cambio della promessa da potervi far ritorno in futuro … !?!.  e con la benedizione del Prefetto e della Sindaca hanno sgomberato il campo lasciando via libera alla privatizzazione di quel bene pubblico, allo scempio urbanistico e alla speculazione immobiliare, all’insegna della trovata di certi accademici per i quali bisogna “privatizzare per non privatizzare" sic!

Ora il Consiglio comunale compie un altro passo verso la completa privatizzazione di Cavallerizza.  Con l’approvazione di un apposito Regolamento, istituisce la Fondazione Beni Comuni, uno strumento giuridico-economico di diritto privato, al quale conferire il bene pubblico Cavallerizza, e altri beni pubblici che sono di tutti noi, per farli scorrere fuori dal controllo del consiglio comunale verso la  proprietà privata, il mercato, la speculazione che non arricchiscono ma depredano la comunità.

Il presidio del 25 novembre 2019 dalle ore 17 - davanti al Comune

ha lo scopo di rivolgere un estremo appello al Consiglio comunale: respingete la delibera sul Regolamento dei beni comuni che apre le porte alla privatizzazione del patrimonio cittadino, bloccate il percorso delle privatizzazioni, difendete gli interessi veri della nostra comunità, altrimenti, quando tutto sarà privato, saremo privati di tutto.

Torino, 21 novembre 2019