RIPRENDIAMOCI LA CASSA

Video estratti dal dibattito in Consiglio Comunale sull'Ordine del Giorno Artesio e altri (Torino In Comune +5Stelle) sulla Cassa Depositi e Prestiti  approvata dal Consiglio comunale di Torino lunedì 13 febbraio 2017.

 

Intervento della consigliera Artesio

Intervento del consigliere Lorusso e votazione finale

 


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Con tutto il rispetto per il presidente e per i/le componenti della I e VI Commissione del Consiglio comunale di Torino, è questa l’impressione ricevuta dall’audizione di SMAT del 28 novembre 2016.

Ci aspettavamo ben altro, anche se l’oggetto della convocazione di SMAT davanti alle due Commissioni riunite riguardava solo lo “stato di realizzazione degli interventi di grande infrastrutturazione previsti nel Piano d’Ambito 2016-2033”, oggetto molto limitato rispetto all’impegno assunto dal Consiglio Comunale il 31 marzo 2016 che richiedeva l’audizione di SMAT anche per evidenziare “…per ciascun intervento infrastrutturale le forme di finanziamento utilizzate a copertura, nonché l'incidenza dell'autofinanziamento da tariffa” e inoltre di riferire “sullo stato di applicazione dell'articolo 95 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152 (misurazione dei prelievi idrici) e del Regolamento regionale 15/R dell'11dicembre 2006 (aree di salvaguardia) a tutela e risparmio della risorsa idrica”.

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L’ACQUA NON TAPPA I BUCHI

Gli utili a riserva facoltativa del bilancio SMAT coprano la riduzione della bolletta dell’acqua

L'acqua non tappa i buchi

La richiesta del Comune di Torino di prelevare alcuni milioni di euro dalla riserva del bilancio SMAT per tappare il buco di bilancio del Comune è stata bocciata dalla maggioranza dei Comuni Soci.

Si è così evitata un’operazione non trasparente né corretta. E si sono rispettate le regole dell’Atto Costitutivo, dello Statuto e della Convenzione tra Comuni soci SMAT che non consentono di usare l’azienda come un bancomat per coprire i buchi di bilancio del Comune, fosse anche – come sostiene il gruppo consiliare 5Stelle - “per garantire i servizi pubblici alle fasce più deboli della popolazione”. Per far questo si inizi una sacrosanta battaglia per la revisione del patto di stabilità e sugli strumenti di finanza pubblica.

Ricordiamo che – per legge - la tariffa dell’acqua deve coprire tutti i costi di gestione. Se la gestione è buona, essa produce avanzi di amministrazione che devono quindi rimanere…nell’acqua, per gli investimenti necessari a migliorare la qualità della Preziosa Risorsa - che non può essere considerata alla stregua di una merce - o per diminuire le tariffe, cosa questa che non farebbe male alle fasce più deboli della popolazione non solo di Torino ma di tutta l’area metropolitana.

Considerate le disponibilità finanziarie dell’azienda Smat spa, proponiamo, PERCHE’ NO ?, di distribuire l’utile straordinario di 10 milioni di euro a noi utenti quale diminuzione delle tariffe, il tutto nella visione che gli utili della nostra azienda, frutto delle tariffe che tutti noi paghiamo, rimangano nel circuito virtuoso della sola gestione dell’acqua che vogliamo pubblica, partecipativa e senza scopo di lucro.

Chiediamo pertanto che quei soldi vengano destinati a un conguaglio positivo della bolletta, restituendoli ai cittadini che evidentemente hanno pagato l'acqua più cara del dovuto!

 

Torino, 2 novembre 2016

 

 

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SMAT non è un bancomat

Il Movimento  5Stelle proverà di nuovo il 28 ottobre prossimo a prelevare da SMAT alcuni milioni di euro per coprire i buchi di bilancio del Comune. Ci aveva provato nell’Assemblea dei Comuni soci SMAT il 14 ottobre scorso ma gli erano mancati i voti.
 
L’ ex assessore Lavolta, con una sua Mozione, indica al Movimento 5Stelle la strada per prelevare  da SMAT i soldi che gli servono: fare come ha sempre fatto il PD e procurarsi i voti mancanti  dai suoi Sindaci dei grandi Comuni della cintura (e magari il PD ci mette una buona parola).

Pochi, maledetti e subito :  l’inciucio è fatto

Il M5Stelle esegue e presenta in extremis una Mozione che autorizza  la Sindaca “… a richiedere in assemblea l’erogazione straordinaria finalizzata agli scopi previsti dall’attuale  convenzione (sic!)” 


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Elezioni del Consiglio Metropolmontano

Il 9 ottobre Sindaci e Consiglieri comunali dell'ex provincia di Torino saranno chiamati ad eleggere il nuovo Consiglio metropolitano.

Il sistema elettorale architettato dalla legge Delrio 56/2014 che ha istituito le città metropolitane è fortemente sbilanciato: anticipando la riforma Madia, i piccoli comuni scompaiono sotto il peso della città capoluogo, il cui Sindaco peraltro diventa per legge anche Sindaco metropolitano.

Eppure le competenze della Città metropolitana sono strategiche proprio per quei servizi a rete che interessano l'intero territorio travalicando i confini dei singoli comuni: il servizio idrico integrato, la raccolta dei rifiuti, i trasporti.

Sulla gestione di questi servizi spesso ha prevalso il peso politico del comune capoluogo attraendo su di sé il grosso dei sempre più scarsi investimenti, dimenticando che il territorio della Città metropolitana di Torino, a discapito del nome, è per oltre la metà montano, caratterizzato da vaste superfici spesso impervie, poco popolate ma ricche di risorse naturali, acqua, foreste, biodiversità, paesaggio, dalle quali la qualità della vita del capoluogo stesso dipende.

Il Comitato Acqua pubblica Torino auspica che i Sindaci e i Consiglieri comunali chiamati alle urne il 9 ottobre scelgano di esprimersi per un Consiglio metropolitano consapevole che le grandi sfide che ci attendono possono essere affrontate solo riconoscendo, anche attraverso l’elezione diretta del Sindaco metropolitano, il giusto ruolo dei piccoli comuni, piccoli per popolazione ma non certo per superficie e risorse. Piccoli comuni che devono essere resi in grado di garantire la tutela del territorio attraverso una attenta gestione finalizzata alla custodia per le generazioni future delle risorse naturali sempre più minacciate dalla speculazione finanziaria e di conseguenza sempre più strategiche, come l'acqua.

Combattere lo spreco idrico alla fonte monitorando i prelievi, tutelare la qualità dell'acqua, garantire l'accesso a tutti al quantitativo minimo vitale garantito, impedire che sulla gestione dell'acqua vengano realizzati profitti e speculazioni, garantire che i proventi delle tariffe del servizio idrico integrato siano utilizzati esclusivamente per migliorare il servizio stesso, queste sono le priorità che ci aspettiamo vengano poste all'ordine del giorno dell'agenda politica della nuova Amministrazione metropolmontana.


Perché si scrive acqua, si legge democrazia.

Torino, Settembre 2016