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Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua - Comitato Acqua Pubblica Torino

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Emissione di obbligazioni SMAT?


Sperando di averla fatta franca facendoci pagare due volte la stessa acqua negli anni dal 2008 al 2012, e incassando così 46 milioni di euro più del dovuto, SMAT ora ci riprova e cerca di fare altri soldi con l’emissione di obbligazioni per 100 o 150 milioni di euro.
Sostiene di averne bisogno per finanziare le grandi opere previste nel suo Piano Investimenti, tradotto nel Piano d’Ambito 2016-2033 adottato ma non ancora approvato dai Comuni dell’area metropolitana.
Questa volta però sembra che i Comuni non la bevano!

La Giunta comunale di Torino si è divisa tra chi si è sempre adeguato al volere di SMAT e chi invece FINALMENTE rivendica al Comune il ruolo di governo del Sistema Idrico Integrato che gli compete per legge e che SMAT abitualmente scavalca.

Ci auguriamo che questo nuovo atteggiamento prevalga nel Comune di Torino, e negli altri Comuni dell’area torinese, che siano messe in discussione le scelte di SMAT per le grandi opere e che sia invece privilegiato un vasto programma di opere minori ma indispensabili e urgenti per tutelare la risorsa acqua sotto l’aspetto della qualità, del risparmio idrico e della stessa bolletta:
* definendo le aree di salvaguardia per tutte le 1669 captazioni esistenti ed inserendo i misuratori sui prelievi idropotabili per evitare emungimenti dannosi alla falda,
* riducendo drasticamente i volumi di acqua prelevata dai 350.000.000 metri cubi/anno attuali ai volumi di circa 170-180.000.000 metri cubi/anno effettivamente necessari a servire l’utenza dell’area metropolitana,
* sostituendo le tubazioni colabrodo e quelle in cemento-amianto

Si tratta di interventi veramente strategici, molto meno costosi delle grandi opere sognate da SMAT, e che non richiedono coperture finanziarie ardite come l’emissione di obbligazioni proposta da SMAT che presenta aspetti molto negativi e preoccupanti :
- aumento delle tariffe di almeno il 41% da qui al 2033,
- eccessivo indebitamento che dovrebbe poi essere ripianato dai Comuni che probabilmente non ce la faranno e saranno costretti, come sperano gli ostinati fautori della privatizzazione di SMAT, a
- vendere in tutto o in parte l’azienda ai privati com’è già avvenuto per l’Azienda Elettrica, per l’inceneritore e per AMIAT.

Riassumendo: prima i Comuni, con una procedura aperta alla partecipazione, definiscono in sede ATO le priorità di investimento, poi si definisce il piano finanziario individuando anche le eventuali necessità di reperire ulteriori risorse, quante e con quali modalità, esercitando così quel “controllo analogo” che, ricordiamo, è il presupposto dell'affidamento diretto a SMAT.

Chiediamo quindi a tutti Comuni membri dell’Autorità d’Ambito di riprendersi in mano il BUON GOVERNO del Sistema Idrico Integrato torinese, di rispettare le leggi e l’esito del Referendum del 2011, e di impartire a SMAT le direttive adeguate.

Se qualche “manager” si è montato la testa, un secchio di buona acqua potabile gliela può raffreddare. E non sarebbe nemmeno uno spreco.

Il Comitato provinciale Acqua Pubblica Torino
Torino, 19 febbraio 2016

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 Patto di stabilità

Lunedì 8 febbraio ore 21:00

Centro Culturale Lombroso 16 - via Lombroso 16, Torino

 

Poveri Comuni: ma davvero i soldi non ci sono?

 

Sotto la spinta delle politiche governative di austerity, fiscal compact, patto di stabilità interno, i Comuni privatizzano le società controllate e riducono i servizi ai cittadini.

In questo contesto può ancora esistere un futuro di governo democratico del territorio, che consenta ai Comuni di rispondere alla loro tradizionale funzione di garanti della solidarietà sociale e amministratori dei beni comuni? Le scelte dei governi succedutisi negli ultimi anni fanno temere di no.

Ma è proprio vero che è la mancanza di risorse che impedisce ai Comuni di continuare a svolgere i propri compiti o si tratta piuttosto dell’applicazione indiscriminata di politiche neo-liberiste a tutti gli ambiti della vita sociale a rendere inevitabile la privatizzazione dei servizi e dei beni comuni?

Guidati dagli spunti di

Marco BERSANI - Attac Italia,

Stefano RISSO - Comitato Acqua Pubblica Torino,

parleremo di risorse per cercare insieme un’altra risposta: informandoci, confrontandoci, incominciando ad agire per essere cittadini e non sudditi.

~

ATTAC - Associazione per la Tassazione delle Transazioni finanziarie e l’Aiuto ai Cittadini

Comitato torinese www.attactorino.org Cell. 347 944 37 58

Comitato provinciale Acqua Pubblica Torino www.acquapubblicatorino.org – Cell. 388 859 74 92

in collaborazione con

La Piazza lista civica - www.listalapiazza.it

 

 

 Il Comitato Acqua Pubblica Torino è felice, fiero, sollevato, soddisfatto di dichiarare chiusa la raccolta fondi denominata SOS113 Emergenza Diritti (*).

Dopo quasi 2 anni i 32.500 euro di spese legali comminati da Tar e Consiglio di Stato per aver difeso i servizi pubblici torinesi, sono stati raccolti.

Finalmente possiamo respirare più liberamente! Grazie a tutti/e coloro che hanno contribuito.

Ci avete aiutati non solo dal punto di vista economico ma ci avete anche permesso di superare l’effetto depressivo di una sentenza che vuole i cittadini sottomessi di fronte alle leggi di mercato, e la sensazione di impotenza derivante dal renderci conto dell’inaccessibilità della giustizia per i Quivis de Populo, gente comune (così ci hanno definito i giudici).

Resta forse da superare l’irritazione provata verso i giuristi che - salvo splendide eccezioni – ci hanno guardato con compassione dicendo “ma perché non avete fatto ricorso tramite un’associazione di consumatori? Almeno vi avrebbero riconosciuta la legittimazione ad agire” …è così difficile far passare il concetto che siamo cittadini con dei diritti da far valere e non consumatori che pagano per le merci di cui necessitano?

Grazie all’affetto e alla solidarietà ricevuta abbiamo resistito e siamo ancora in piedi…tant’è che non smetteremo di chiedervi oboli per la causa: i referendum del 2011 hanno indicato la strada verso un altro mondo possibile, e sebbene la nostra pratica politica sia imperfetta e ci esponga talvolta a subire batoste, non cesseremo di percorrerla.

Abbiamo un programma per il 2016 pieno di iniziative (anche legali…ARGH!)!!!!
Un grande abbraccio a tutti voi amici, grazie di cuore!

(*) Perché 113? A questo punto dovreste saperlo! E’ l’articolo della Costituzione che ci avrebbe tutelato nei confronti delle scellerate decisioni del Comune di Torino…se solo il tribunale lo avesse preso in considerazione