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 INIZIATIVA ON LINE

Dalla delibera della Giunta Popolare di Torino  del 15 Ottobre 1945, al referendum del 2011: la vocazione pubblica della gestione dell’acqua a Torino e Provincia è un dato storico. Abbiamo la possibilità di aggiungere un nuovo importante capitolo a questa storia con la trasformazione di SMAT SpA in azienda speciale consortile di diritto pubblico. Gli esperti hanno certificato l’assenza di veri ostacoli verso questo obiettivo.

Il 5 e il 12 giugno 2020 l’Assemblea dei Comuni soci SMAT è convocata allo Stadio Olimpico di Torino per decidere se rispettare finalmente la volontà popolare e avviare la trasformazione di SMAT- Società per azioni di diritto privato in Azienda Speciale Consortile di diritto pubblico.

Gli avversari della trasformazione citano sempre il “cattivo esempio” di Napoli, il Comune che ha attuato il Referendum del 2011 e fin dal luglio 2012 ha trasformato la propria azienda idrica ARIN Spa in Azienda speciale di diritto pubblico ABC- Acqua Bene Comune Napoli.

Sindaci, assessori e consiglieri comunali del territorio torinese sono invitati a verificare direttamente e di persona, la fondatezza delle accuse rivolte alla gestione di ABC Napoli, e ricevere una informazione di prima mano e qualificata sui risultati conseguiti da ABC Napoli in questi primi 9 anni di operatività, nell’incontro on line con

Sergio D'Angelo,

commissario dell'azienda speciale ABC Napoli

sulla piattaforma ZOOM al seguente link:

https://us02web.zoom.us/j/84144704200?pwd=WWtDSzc0cDNPUGhwNXJwd2FzRTJ3dz09

l’incontro sarà registrato


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S.M.A.T.

Società Metropolitana Acque Torino o Società Multisportiva Atletica Taurinense ?

(sfida tra Scattisti e Maratoneti)

Il Consiglio d'Amministrazione di SMAT ha convocato l’ assemblea dei soci (i Comuni) per l'inizio di Giugno con all'ordine del giorno, la scelta se procedere alla trasformazione di Smat, ossia al suo abbandono della forma di Società per azioni  (commerciale a fine di lucro come recita il codice civile) per rivestire quella pubblica.

Curiosa la sede scelta: lo Stadio Olimpico di Torino. Forse  ispirandosi allo scattismo del nostro olimpionico concittadino Livio Berruti, a cui va la nostra sincera simpatia? Certo non alla sua signorilità.

È nota la contrarietà del vertice di Smat a questa trasformazione,  e vien da pensare che la scelta del luogo – propizio al distanziamento sociale imposto dal coronavirus -  sia stata voluta per far sentire  rapidamente, con scatto atletico, ai Sindaci dei Comuni soci SMAT la sola  voce contraria alla ripubblicizzazione, approfittando dell’ oggettiva limitazione di agire e di far sentire la propria voce in cui si trovano invece i sostenitori della ripubblicizzazione dell'acqua?

Tanto l'arbitro della pubblica opinione è assordato dalla sola tifoseria mediatica rimasta in campo (o sugli spalti): gli ultras del mercato.

La platea dei Sindaci entrerà nello Stadio, guidata dagli allenatori del CdA di Smat, dalla porta di Via Filadelfia: forse una garbata gentilezza per la nostra Sindaca, per dimostrare che in fondo  il  “controllo analogo” c’è?

Con agile scatto e complicità mediatica ci si prepara a segnare (almeno nelle intenzioni) un punto  contro la ripubblicizzazione.

Aveva torto de Coubertin: l'importante non è partecipare, l'importante e non far partecipare l'avversario!

Curiosamente, nello stadio provvisoriamente adibito a questa insolita disciplina atletica, si trova anche,  cosa ormai rara nei nuovi stadi, la torre della Maratona. La torre che serviva  ad annunciare l'arrivo in lontananza dei maratoneti prossimi al termine delle loro fatiche.  Questo ci fa piacere, perché noi non siamo degli scattisti pronti ad approfittare della momentanea difficoltà dell'avversario. Ci piace paragonarci a dei maratoneti perché è da lunghi anni che ci battiamo per l'acqua pubblica e, anziché stancarci, ci abbiamo preso gusto.

Forse gli improvvisati velocisti beneficeranno di un vantaggio mentre noi siamo costretti ad attendere la fine dell’emergenza sanitaria per esercitare la pienezza dei nostri diritti costituzionali. Ma lo faremo, in ogni caso. Torneremo a essere presenti nei mercati e nelle piazze di Torino e Provincia per parlare con la cittadinanza - che molti pretendono di rappresentare ma si rifiutano di ascoltare -, torneremo  a esercitare il diritto di presenziare alle riunioni dei Consigli Comunali, torneremo a chiedere i Consigli Comunali aperti e promuoveremo iniziative democratiche anche raccogliendo le firme dei cittadini negli spazi pubblici restituiti alla comunità.

Faremo tutto ciò ben consapevoli che l'ultima e più' importante gara olimpica è la Maratona!

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Torino, Maggio 2020

 


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La trasformazione di SMAT

da Società per Azioni di diritto privato

 in Azienda Speciale Consortile di diritto pubblico

 

Analisi e considerazioni sui pareri degli esperti
“di comprovata competenza e notoria indipendenza”
commissionati da SMAT S.p.A e trasmessi ai 288 Comuni soci
in previsione dell’Assemblea nella quale dovranno votare se sviluppare il percorso di trasformazione
 di SMAT S.p.A. in Azienda Speciale Consortile

 

 Torino, Marzo 2020

 

Scarica il Dossier sulla trasformazione di SMAT [.pdf 424 KB]

Allegato 1: Deliberazione della Giunta Popolare di Torino, 15 ottobre 1945 [.pdf 4,4 MB]

Allegato 2: Il voto referendario [.pdf 59 KB]

Leggi l'Abstract del Dossier "Gli esperti confermano: nessun VERO ostacolo alla trasformazione di SMAT"

 

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Impedire la privatizzazione dei servizi pubblici locali

per garantire i diritti fondamentali e il diritto al futuro

  Che ci fa SMAT ad Asti?

E perché il Gruppo GAVIO, il Gruppo IREN e GTT vogliono mandarla via?

 

In un contesto particolarmente drammatico come quello dell’emergenza sanitaria del Coronavirus, riteniamo importante  prendere la parola  per  contrastare la definitiva privatizzazione dei servizi pubblici locali di ASTI e avviare invece il percorso che porti alla loro effettiva gestione pubblica e partecipativa. Scelta indispensabile per garantire  diritti fondamentali quali il diritto alla vita, alla salute, finanche il diritto di accesso all’acqua.

Diritti minacciati gravemente dal diffondersi del virus ma ancor più da politiche trasversali che hanno ridimensionato fortemente il Sistema Sanitario Nazionale e finanziato l’espansione del privato, creando così le condizioni odierne, ad un passo dal rischio collasso e mettendo concretamente in pericolo la vita di migliaia di persone.

 

Per queste ragioni intendiamo denunciare il tentativo di definitiva privatizzazione dell’Azienda Servizi Pubblici – ASP di Asti, e proporre una strada alternativa che punta alla sua ripubblicizzazione.

Con un atto poco garbato, probabilmente intenzionale, il Sindaco di Asti, ha praticamente sfiduciato l’ing. P. Romano presidente di SMAT SpA, dalla carica di presidente di NOS- Nord Ovest Servizi, azienda pubblico-privata di Asti che detiene il 45% del capitale di ASP – Azienda Servizi Pubblici di Asti della quale il Comune di Asti controlla la maggioranza del 55% del capitale.

Si viene così a scoprire che le Aziende municipali di Torino si sono insediate nell’Azienda multiservizi pubblici di Asti insieme al secondo operatore autostradale mondiale, quel gruppo Gavio che gestisce tutte le autostrade del Piemonte.

SMAT vi partecipa per il 10% ma ha la presidenza di NOS, dalla quale Gavio, IREN (con AMIAT al seguito)  e GTT la vogliono sfrattare. 

Un’affollata seduta di uno  specifico Consiglio comunale monotematico  avrebbe dovuto chiarire la situazione e delineare il futuro dell’Azienda di Servizi Pubblici astigiana. Sollecitato a pronunciarsi, il sindaco ha fatto il pesce in barile e nessuna rassicurazione è emersa nemmeno per il futuro dei lavoratori ASP.

La posta in gioco, è la gestione dell’acqua sulla quale  IREN vuole mettere le mani, come ha fatto con l’acquedotto di Vercelli e sta cercando di fare con la Compagnia delle Acque della Valle d’Aosta.

L’acqua non è una merce

Fuori l’acqua dal mercato : l’alternativa è possibile

Il Comune di Asti, l’Autorità d’Ambito 5-Astigiano Monferrato possono uscire da una situazione a quanto pare senza sbocchi, con scelte politiche alternative fondate sull’attuazione della volontà popolare espressa dal Referendum.  SMAT trasformata in Azienda consortile di diritto pubblico può contribuire efficacemente alla costituzione di un soggetto gestore del SII e dei Servizi Pubblici Locali di Asti, di proprietà e gestione pubblica  e partecipativa, senza scopo di lucro.

Al Sindaco di Asti chiediamo una scelta politica e amministrativa chiara e determinata, di collaborazione con il Comune di Torino e l’ATO3 torinese, considerato che:

-          un soggetto gestore di questo tipo nell’ATO5 astigiano esiste già: il Consorzio dei Comuni per l’Acquedotto del Monferrato,

-          l’ assemblea dei Comuni soci SMAT sarà convocata prossimamente per decidere se proseguire  verso la trasformazione di SMAT in Azienda speciale consortile di diritto pubblico,

-          analogo percorso di trasformazione può fare Asti Servizi Pubblici S.p.A.,

-          Una convenzione tra questi tre soggetti di diritto pubblico può  integrare le loro attività, realizzare sinergie e rappresentare un momento aggregante per gli altri due operatori idrici esistenti nell’ATO5.

Lo ha fatto Amburgo, con la benedizione della Corte di Giustizia UE, perché non Asti?

SMAT e ASP trasformate in Aziende consortili di diritto pubblico  possono  svolgere un ruolo determinante nel campo dei Servizi Pubblici Locali:  darebbero vita finalmente al gestore  unico del Servizio Idrico Integrato d’Ambito 5-Astigiano Monferrato prescritto dalla legge, con qualche poltrona e prebenda in meno, ma  molto più forte e agguerrito  anche rispetto alle mire del privato, ai pericoli del malgoverno e alle sfide del cambiamento climatico.

Torino - Asti 20 marzo 2020


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Riceviamo dalla Città di Torino - Segreteria Assessore ambiente, energia, e altro - la seguente mail:

"A causa dell'attuale emergenza sanitaria ci è stato comunicato che le sale della Formazione, tra cui la sala Bobbio non sono disponibili per convegni o incontri fino a nuove disposizioni.

Spiace pertanto comunicare che non sarà possibile ospitare l'incontro previsto per il prossimo 14 marzo." 


La sicurezza a cui teniamo per noi stessi e per tutti i nostri invitati al Convegno del 14 marzo 2020 in Sala Bobbio, ci induce a prendere atto della suddetta comunicazione e a rinviare il Convegno stesso alla data del 18 aprile prossimo.


Analoga misura preventiva per la sicurezza dei nostri Sindaci non risulta essere applicata a tutt'oggi dal Consiglio di Amministrazione  SMAT, visto che non ha ancora revocato né rinviato l’assemblea dei Comuni soci del 26 marzo 2020. Ci chiediamo quanti Sindaci, che sono la massima autorità sanitaria locale, in questo periodo di emergenza sanitaria  avranno il tempo materiale di partecipare all’Assemblea,  e la serenità intellettuale per discutere e decidere sull’unico punto all’ordine del giorno:  se sviluppare il percorso di trasformazione di SMAT S.p.A. in Azienda Speciale Consortile.


Non è una decisione da poco, va assunta con consapevolezza, serenità ed equilibrio. Non è una scelta ideologica ma ispirata al bene comune, di cui l’Acqua è un fondamentale paradigma.


Ci auguriamo che il Consiglio di Amministrazione SMAT  ne sia consapevole.


Comitato provinciale Acqua Pubblica Torino

Torino, 7 marzo 2020

     


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Torino, 4 marzo 2020

Ai Sindaci, Assessori e Consiglieri dei Comuni in indirizzo

Il verbale di convocazione dell’Assemblea dei Soci SMAT del 26 marzo prossimo contiene informazioni ai Soci scorrette, distorte e addirittura non vere, e tali da orientare in modo fuorviante il loro voto nell'Assemblea del 26 marzo, quando dovranno decidere se sviluppare il percorso di trasformazione di SMAT S.p.A. in Azienda Speciale Consortile

Vi chiediamo di dedicare un po’ del vostro  tempo, non più di 10 minuti,  alle nostre considerazioni al documento che il Consiglio di Amministrazione SMAT Vi ha inviato in allegato alla delibera di convocazione dell’assemblea.

Grazie per l'attenzione

Il Comitato provinciale Acqua Pubblica Torino

 

Verbale CdA SMAT del 30 gennaio 2020

Le nostre considerazioni

 

1. Controllo delle aziende

 

 

Le aziende in house (SMAT) e quelle Speciali possono essere considerate come enti che rappresentano delle vere e proprie articolazioni della P.A. atteso che gli organi di queste sono assoggettate a vincoli gerarchici facenti capo alla 'Pubblica amministrazione” medesima.

SBAGLIATO

L’affidamento in house della gestione del SII non trasforma SMAT, azienda di diritto privato, in ente e tanto meno in una  articolazione della Pubblica Amministrazione. Non è assoggetta a vincoli gerarchici della PA se non per il controllo analogo dei Comuni sulla sua gestione del servizio idrico.

da non confondere con

l’AZIENDA SPECIALE CONSORTILE,  ente strumentale della Pubblica Amministrazione, alla quale i Comuni singoli o consorziati affidano la gestione diretta – non in house – del SII. È assoggettata ai vincoli gerarchici nei confronti della PA, come previsto dall’art. 114 del TUEL.

 

Gli organi di una SPA sono: l’Assemblea dei soci, il CDA e il suo Presidente, l’Amministratore Delegato.

Gli organi delle Aziende Speciali Consortili sono: Consigli Comunali per gli atti fondamentali (Budget economico triennale, bilancio di esercizio, variazioni di bilancio, rendiconto della gestione), Assemblea Consortile, CdA, Presidente, Direttore. Pertanto, gli atti fondamentali devono essere approvati da 288 Consigli Comunali.

CONTRADDIZIONE

Prima si dice che SMAT rappresenta un’articolazione della  PA: in tale caso avrebbe gli stessi organi e procedure dell’Azienda Speciale.

Ora invece si smentisce, ammettendo che SMAT non è un’articolazione della PA, e questo è considerato un vantaggio perché la esime dall’obbligo – a cui sono invece tenute le Aziende Speciali – di far approvare i bilanci SMAT da tutti i 288 Consigli Comunali perché  i soci NON sono i Sindaci, ma i Comuni.

Le competenze dei Consigli comunali sui servizi pubblici locali (art. 42 TUEL)  non sono “lacci e lacciuoli” ma fondamenti della democrazia istituzionale locale, forse scomodi per chi mal sopporta “indirizzi e controlli”.

 

[….] mentre nella S.p.A. è l ‘Amministratore Delegato che ha la titolarità sui temi di organizzazione operativa e pianificazione finanziaria, nell'ASC queste attività vengono portate in capo al Direttore cui spetta per legge la responsabilità gestionale.

È SOLO UNA DIFFERENZA DI FORMA E DI COSTI

SMAT ha un Amministratore Delegato e un Direttore Generale.

L’Azienda Speciale avrà solo il Direttore Generale. Un “dirigente” e una lauta remunerazione in meno.

Per la qualità del servizio idrico nulla cambia, non dipende dalla qualifica ma della qualità del “dirigente”.

La gestione degli utili con l’attuale impegno convenzionale tra Comuni Soci SMAT prevede che possano, essere distribuiti fino a un massimo del 20% ai Soci, mentre in caso di Azienda speciale Consortile, la distribuzione dell'utile, al netto delle riserve obbligatorie, viene deliberata di volta in volta dall'Assemblea Consortile.

INCOMPRENSIBILE

Forse chi ha scritto il documento non sa che i rapporti tra i Comuni e lo Statuto, nell’Azienda Speciale, sono, come disposto dall’art. 31 del TUEL, regolati dalla Convenzione ex art. 30.

Per SMAT è un’ eccezione, per le ASC è la norma.

La convenzione, per l’ASC, può prevedere e regolare la distribuzione - o la non distribuzione -  di eventuali utili .

 

2. Procedure di approvazione del bilancio

 

 

Attualmente per entrambe le tipologie aziendali il Bilancio viene approvato dall'Assemblea con differenti procedure amministrative.

Per le Aziende Speciali Consortili, il bilancio deve essere approvato dal singoli Comuni e tali delibere di approvazione devono essere allegate al bilancio approvato dall'Assemblea Consortile per consentire il deposito del bilancio stesso che deve avvenire entro il 31 maggio di ogni anno.

NON È UN PROBLEMA!

Sembra, quasi, che le società come SMAT non debbano depositare il bilancio.

Esse lo devono depositare entro 30 giorni dalla data di approvazione che avviene dopo un iter procedurale che inizia in marzo e si chiude, normalmente, dopo 3 mesi con il deposito che avviene, per le società come SMAT, il 31 maggio scadendo il termine per l’approvazione il 30 aprile.

In alcuni casi, come SMAT spa, il termine per approvazione del bilancio è previsto per il 30 giugno e il deposito entro il 30 luglio.

Per le Aziende Speciali Consortili, il tutto è molto più semplice. L’unico termine previsto per il deposito è quello del 31 maggio.

Il fatto che i bilanci debbano essere approvati dai Consigli Comunali non è una lungaggine ma  una questione di partecipazione istituzionale che coinvolge anche le  minoranze, in sostanza è DEMOCRAZIA, che dovrebbe essere la parola d’ordine per un Ente Locale e che, comunque, non è un ostacolo o un impedimento.

Potrebbe essere invece un incentivo a una partecipazione meno passiva rispetto all’attuale.

3. Reperimento di capitali per investimenti o rifinanziamento del debito a condizioni migliorative

 

 

In caso di trasformazione il regime applicabile sarebbe più sfavorevole per le ASC e porterebbe necessariamente a tassi di interesse più elevati.

PURA E SEMPLICE ILLAZIONE

I tassi di interesse dipendono dalla capacità di trattativa e dalla qualità, anche del bilancio, dell’ASC.

Forse le regole per l’Azienda Speciale Consortile, considerate  impropriamente  una limitazione dell’autonomia gestionale, tranquillizzano maggiormente i finanziatori

 

Inoltre, le rate di ammortamento di un finanziamento/prestito obbligazionario, sommate a quelle relative ai prestiti precedentemente contratti, non devono raggiungere complessivamente una somma annuale superiore al terzo delle entrate ordinarie accertate in base al rendiconto dell'anno precedente.

Nello specifico, il rimborso dell'attuale emissione su mercato regolamentato a sostegno degli investimenti supera il limite previsto dalla legge.

NON È VERO

L’affermazione che il rimborso dell’attuale emissione supera il limite previsto dalla legge   è priva di fondamento.

La norma prevede che sono le rate dei finanziamenti/prestito obbligazionario e di quelli contratti in precedenza che non devono superare l’ 1/3 delle entrate ordinarie (la voce di bilancio “valore della produzione”, non è dissimile dalle entrate ordinarie).

Nel 2018 il valore della produzione di Smat spa è stato di € 399.422.809, un terzo è € 133.140.936.

Le rate di ammortamento mutuo, nel 2018, sono ammontate a € 48.943.133.

La differenza tra il terzo del valore della produzione e le rate dei mutui in corso consentirebbe nuovi finanziamenti per € 1.324.107.430,93

Esiste il problema del prestito obbligazionario che dovrà essere rimborsato integralmente alla scadenza (2024) che può portare al superamento del 1/3 ma che potrebbe rappresentare un problema anche  per SMAT S.p.A..

 

Inoltre, in caso di Azienda speciale vige il divieto di stipulare contratti di finanziamento o di emettere prestiti obbligazionari al fine di rifinanziare ii debito esistente: tale limite non consente di ottenere i significativi risparmi conseguibili con il miglioramento delle condizioni

IL PARADOSSO!

Ben venga un vincolo alle ragioni e alle logiche dell’indebitamento.

Fosse esistito anche per le società, SMAT spa :

1.         non si sarebbe accollata un mutuo di CIDIU spa, pari € 15.166.603, contratto per finanziare un impianto di compostaggio e accollato per pagare l’acquisto di azioni proprie;

2.         non avrebbe emesso 135milioni di euro di obbligazioni con durata di 7 anni per finanziare investimenti ancora in fase di inizio lavori e che dovranno essere rimborsati prima della fine lavori

 

4. Effetti causati dal recesso dei soci e ipotesi di scenario possibile

 

Al socio assente, dissenziente o astenuto in deliberazione sulla trasformazione societaria compete il diritto di recesso.

SMAT quindi potrebbe essere tenuta a sostenere un conseguente esborso per la liquidazione delle partecipazioni sociali dei soci recedenti.

In particolare, i soci non pubblici come CIDIU, FCT e Patrimonio Città di Settimo non avendo alcun interesse o possibilità di restare in SMAT ASC, non potrebbero che invocare ii diritto di recesso per un ammontare che supera i 55 milioni di euro e in ogni caso lo stesso potrebbero fare altri soci, vanificando la capacità aggregativa sviluppata in tutti questi anni e che consente di attuare una gestione omogenea su area vasta.

IL DIRITTO DI RECESSO - ex. ART. 2437 DEL CODICE CIVILE -  E’ SACROSANTO

e per il CIDIU è doveroso, non essendo un’azienda idrica e nemmeno totalmente pubblica.

Infatti, la  procedura di recesso è già iniziata e ha portato alla riduzione della quota azionaria di CIDIU in SMAT dal 15,06338% del capitale sociale all’attuale10,20868%.

Può essere completata con l’assegnazione ai Comuni soci CIDIU del residuo 10,20868% di azioni SMAT.

 

5. Conseguenze sul personale dipendente

 

 

A differenza di quanto avviene per le S.p.A., la disciplina applicabile alle ASC sconta problema della mancanza di una regolamentazione unica ed omogenea, nonché di riferimenti certi cui connettere l'organizzazione aziendale dei rapporti di lavoro.

NON E’ UN PROBLEMA

Ai  lavoratori che passano da una S.p.A. ad un'azienda speciale si continua ad applicare  lo stesso contratto nazionale di riferimento del “settore merceologico”. In specifico, per quanto riguarda il servizio idrico, il CCNL che vige per tutti i lavoratori del settore è quello denominato “Federgasacqua”, che viene stipulato dalle Organizzazioni sindacali e datoriali del settore chimico e affini. Quindi, sotto questo profilo, non produce alcuna differenza la natura giuridica dell'azienda di appartenenza, perché l'elemento distintivo ai fini dell'applicazione contrattuale è quello, appunto, del settore merceologico di appartenenza.

In relazione alla situazione previdenziale, si può affermare che la maggior parte dei dipendenti aveva optato - alla data del 31/03/2001, in cui vi è stato il passaggio della società da un regime di legislazione pubblica ad una privatistica - per la continuità di versamenti nella cassa previdenziale CPDEL/ex INPDAD e di conseguenza, se la SMAT ritornerà ad essere un'azienda pubblica, non avrebbero nessun tipo di danno dal punto di vista previdenziale avendo una continuità di versamenti nella cassa CPDEL.

I dipendenti assunti dopo il 01/04/2001, iscritti d’ufficio nel FPLD - Fondo pensioni lavoratori Dipendenti INPS - avrebbero sì un cambio di regime contributivo, diventando anche essi iscritti alla CPDL/ex INPDAD, ma in ragione del fatto che in gran parte sono lavoratori che andranno in pensione con il sistema contributivo (sistema applicato a chi ha versato contributi esclusivamente a partire dal 01/01/1996) potranno accedere alla pensione stessa con il regime del cumulo, che prevede un calcolo pro quota per ogni Cassa Previdenziale interessata, non avranno di fatto alcuna variazione dell'assegno pensionistico.

La differenza, infatti, di calcolo della pensione, tra CPDL e FPLD, si verifica nel sistema retributivo dove la CPDL ha un calcolo decisamente favorevole.