
Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua - Comitato Acqua Pubblica Torino
Via Mantova 34 - 10153 Torino - www.acquapubblicatorino.org - Tel. 388 8597492
Il 22 e il 28 settembre prossimo, si incontreranno in Regione i piccoli Comuni della provincia di Torino e di Alessandria che non vogliono rinunciare alla gestione diretta del loro acquedotto ma che il Governo nazionale e regionale impongono invece che sia ceduto al “gestore unico” sia esso pubblico o privato. È un modo per arrivare alla formazione delle 4 grandi Aziende Multiservizi che si spartirebbero il mercato dell’acqua nel nostro Paese.
Finora la Regione Piemonte si è dimostrata arrogante con i deboli e pavida con i poteri forti: i Comuni ribelli sono stati minacciati di commissariamento, sono stati denunciati al TAR (l’ATO3 torinese ha già speso oltre 50 000 euro in parcelle di avvocati) ben sapendo che i bilanci striminziti dei piccoli Comuni non consentono loro di ricorrere ai principi del foro per sostenere le loro buone ragioni: i loro acquedotti sono Beni Comuni, costruiti e gestiti dalla piccola comunità locale, con soddisfazione generale sia per la qualità dell’acqua sia per la modesta tariffa che è meno della metà di quella praticata dal “gestore unico”. E i sindaci si rifiutano di danneggiare i loro cittadini-utenti consegnando il loro acquedotto a un’azienda costituita a scopo di lucro, che imporrà tariffe più che raddoppiate senza garanzia alcuna sulla qualità e gestione partecipativa del servizio idrico.
Ci auguriamo che gli incontri del 22 e 28 settembre preludano a una fase nuova dei rapporti tra piccoli Comuni e Regione Piemonte, che l’Assessore Valmaggia e i suoi funzionari mettano in pratica il principio costituzionale della leale collaborazione tra Enti Pubblici, e che
NO alla gestione mercantile dell’acqua
Solidarietà ai piccoli Comuni che difendono la proprietà e gestione pubblica del Servizio Idrico
Torino, settembre 2016

Tra pochi giorni il referendum sull'acqua pubblica del 12 e 13 giugno 2011 compirà i suoi primi cinque anni.
Cinque anni di vita travagliata, contrastata resa quasi impossibile. Tutti i governi succedutisi da quel giorno hanno tentato in ogni modo di soffocarlo, di cancellarne le tracce.
Prima ci ha tentato il governo Berlusconi reintroducendo tal quale l'obbligo di privatizzazione delle gestioni pubbliche, ma la Corte Costituzionale lo ha stoppato con la storica sentenza del luglio 2012 con la quale ha affermato per la prima volta in Italia il divieto per un governo di reintrodurre le norme abrogate dal popolo sovrano in un voto referendario.
Non è certo andata meglio con i governi Monti e Letta che, evitando lo scontro diretto dimostratosi perdente, hanno cercato ogni modo per aggirarlo con leggi e leggine che incentivassero la privatizzazione senza renderla obbligatoria.
Ora il governo Renzi, con il decreto sui Servizi Pubblici Locali, attuativo della legge Madia sulla Amministrazione Pubblica, ha introdotto evidenti paletti che rendono molto difficoltosa la gestione totalmente pubblica ed ha reintrodotto testualmente la remunerazione del capitale investito che i cittadini avevano sonoramente cassato.
Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua ha per questo lanciato una campagna di raccolta firme per una Petizione Popolare al Parlamento perchè venga rispettato l'esito referendario e ritirato il decreto Madia. Nel prossimo fine settimana la campagna avrà un momento clou che si tradurrà in numerose iniziative su tutti i territori.
A Cuneo, nel consueto stile che contraddistingue il Comitato locale, sono stati organizzati, insieme a Legambiente e Pro Natura, due eventi che si terranno nelle serate di venerdì 10 giugno e lunedì 13 giugno.
Nella prima, presso la sala comunale di via Schiaparelli 11, alle ore 21, saranno presentati due interventi informativi di approfondimento per conoscere meglio due temi che concorrono a formare la campagna per i Referendum Sociali, partita a metà aprile e che ha già raggiunto le 300.000 firme raccolte.
Il prof. Bartolomeo Vigna del Politecnico di Torino presenterà il suo studio sul rapporto tra i cambiamenti climatici e le acque sotterranee nel cuneese, con immagini, calcoli e deduzioni sullo studio delle modificazioni dei ghiaccia e dei nevai nelle grotte di Bossea e sulle nostre Alpi.
Claudio Cavallari, di Pro Natura Torino, presenterà invece le sue osservazioni al nuovo piano della regione Piemonte sui rifiuti, con particolare riguardo alle possibilità concrete di ridurne la produzione ed aumentarne il riciclo, nell'ottica di evitare l'incenerimento ed il sotterramento.
Nella seconda serata, presso la tettoia di piazza Virginio alle ore 21, in un atmosfera più festosa ma non meno impegnata, la sezione ANPI di Mondovì, presenterà lo spettacolo “IL TEMPO È ORA” reading teatrale tratto dal libro di Rosa Maria Massari “Così iniziò quel viaggio”, che ha partecipato alle selezioni per il Festival Museo Cervi di Gattico (RE).
Lo spettacolo sarà preceduto da una lettura collettiva del Comitato Cuneese Acqua Bene Comune, sulla rivisitazione della vittoria referendaria del 2011, confrontata con i testi del decreto Madia citato prima. Al termine verrà offerto a tutti presenti il karcadè di Meru Herbs, bevanda del commercio equosolidale. Tutti i cittadini saranno graditi ospiti ad ambedue gli eventi.
Comitato cuneese Acqua Bene Comune
presso Legambiente, via C.Emanuele III n. 34 , Cuneo
mail:
tel 3893455739

Grotta di Bossea

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L’acqua è una Bene Comune se la sua gestione è partecipativa, come già avviene in molti piccoli Comuni che gestiscono in autonomia il proprio Sistema Idrico Integrato con efficienza, trasparenza ed economicità.
Per la Regione Piemonte invece l’acqua è una merce da gestire a scopo di lucro. Lo dimostra l’ultimo caso riguardante il Comune di COSTA VESCOVATO (AL) che dovrebbe conferire gratuitamente il proprio acquedotto all’azienda pubblico-privata Gestione Acqua SpA di Cassano Spinola (AL) con il risultato che il costo della bolletta salirebbe dagli attuali € 0,46 a € 2.00 per metro cubo (Vedi qui).
Un’interrogazione in merito del Consigliere regionale GRIMALDI (Sel), aveva ricevuto dall’Assessore Valmaggia una risposta che sembrava lasciare aperto uno spiraglio ad una soluzione della vicenda.
Ma una successiva lettera del dirigente regionale ha invece negato drasticamente ogni possibilità: o i Comuni cedono o la Regione interverrà con un Commissario ad acta che imporrà la cessione.
Chiediamo alla Regione Piemonte e alle Autorità d’Ambito locali
- di rispettare il principio della leale collaborazione tra Enti Pubblici sancito dall’Art. 120 della Costituzione: i vari livelli di governo sul territorio devono adottare forme di collaborazione e di concertazione per evitare – al di là delle rispettive posizioni politiche, che possono essere anche non convergenti – l’insorgere di conflitti sul piano amministrativo e, nello stesso tempo, per realizzare interventi più efficaci;
- di sospendere quindi ogni atto ostile al fine di favorire un accordo con i piccoli Comuni che si battono da tempo contro l’esproprio dei loro acquedotti,
- di risparmiare in tal modo notevoli spese legali per i Comuni e per la stessa Regione il cui bilancio non naviga nell’oro.
Il 2 aprile scorso si è riunita a Costa Vescovato un’assemblea pubblica di cittadini e amministratori di Comuni di quell’area, che si trovano nelle stesse condizioni, e che non intendono cedere i loro acquedotti a nessuno.
Hanno partecipato all’assemblea anche i consiglieri regionali OTTRIA (PD) e BERUTTI (Forza Italia) che hanno condiviso la proposta di chiedere una moratoria alla Regione per esaminare in modo approfondito i vantaggi e gli svantaggi economici, ambientali e sociali in base ai quali individuare una soluzione democratica che corrisponda agli interessi dei cittadini, dell’ambiente e della tutela della risorsa acqua.
Al comitato Acqua Pubblica Piemonte è stato chiesto di partecipare alle conseguenti iniziative. Ci attiveremo subito perché alle parole seguano i fatti, perché si scrive acqua ma si legge democrazia.
Torino, 4 aprile 2016

L’acquedotto municipale del Comune di Costa Vescovato (Alessandria) ha ormai 100 anni. È stato costruito con le loro mani dagli abitanti che lo hanno sempre tenuto in efficienza : porta l’acqua fresca e buona della sorgente ai rubinetti delle case, poi alla fognatura e al depuratore per la modica cifra di € 0,46 al metro cubo contro tariffe superiori ai 2 euro/m³ dei gestori circostanti. E il suo bilancio è in attivo.
Sindaco e Consiglio comunale lo considerano un bene comune e non intendono subire la prepotenza di chi vuole costringerli a cedere il loro “gioiellino” a uno dei gestori pubblico-privati dell’ATO6 Alessandrino. Finora hanno resistito con dignità e fermezza a inviti, pressioni, ingiunzioni dello stesso ATO6 Alessandrino e alle circolari della Regione Piemonte firmate dall’Assessore Valmaggia e dal Presidente Chiamparino.
Il Comitato Regionale piemontese Acqua Bene Comune esprime completa solidarietà al Sindaco, Giunta, Consiglio comunale e a tutti gli abitanti di Costa Vescovato, uniti nella difesa del loro acquedotto, chiede pubblicamente all’ATO6 Alessandrino e alla Regione Piemonte di annullare le proprie imposizioni nei confronti di un piccolo Comune che opera nell’interesse dei propri concittadini, dell’ambiente e della tutela della risorsa idrica locale, ritiene che ATO6 Alessandrino e Regione Piemonte non abbiano nemmeno le carte in regola per dare lezioni in questa materia. Infatti :
nel suo sito ufficiale, l’ATO6 ammette che non rispetta le leggi dello Stato:
* dal 2007 non ha più aggiornato il Piano d’Ambito, che deve invece essere rivisto ogni tre anni.
* Non ha ancora istituito il gestore unico per l’Ambito di sua competenza: il 91,8% del Servizio Idrico Integrato è tuttora in mano a diversi gestori idrici: AMAG S.p.A. . di Alessandria, GESTIONE ACQUA S.p.A., Consorzio intercomunale di Madonna della Rocchetta - Società Acque Potabili (SAP) e solo l’8,2% è ancora in capo ai Comuni che effettuano la gestione in economia;
* Dal sito non risulta se e quale seguito abbia avuto l’ APSE - Acque Piemonte Sud Est – S.p.A presentata dalla Deliberazione 28 dicembre 2006 n .36/04 dell’ATO6 come unificazione delle società AMAG S.p.A. e Gestione Acqua S.p.A. in un gestore unico responsabile del Servizio Idrico Integrato nell’ATO6 ?????
La Regione Piemonte non rispetta le leggi dello Stato
* L’ art. 62, Comma 4, Lettera B) della legge 221 /2015 consente ai Comuni con meno di 1000 abitanti la gestione diretta del loro acquedotto
* Né il Presidente né l’Assessore all’Ambiente della Regione, dopo aver predicato con la loro circolare n.2/AMB del 16 marzo 2015 che ci deve essere un gestore unico dell’acqua, si sono mai
attivati per unificare il 90% del Servizio Idrico Integrato dell’ATO6 Alessandrino in mano a AMAG SpA e GESTIONE ACQUA SpA e si accaniscono invece contro l’8,2% in mano ai piccoli Comuni
* Sarebbe davvero curioso che una Regione inerte in questo campo, nominasse ora un Commissario per strappare al Comune di Costa Vescovato il suo acquedotto che serve meno di 1000 abitanti
* Non risulta che l’Osservatorio Regionale per i Servizi Idrici si sia accorto che l’Ato6 non aggiornava più il Piano d’Ambito da ben 11 anni e non abbia quindi sollecitato tale adempimento di legge.
I referendum del 2011 hanno ampiamente indicato la volontà popolare di lasciare rigorosamente
alla gestione pubblica il compito fondamentale di custodire e prendersi cura del principale
“bene comune” che è la risorsa acqua, per le presenti e future generazioni.
E ciò significa, innanzitutto, consentire ai pochi acquedotti comunali ancora in esercizio di proseguire nella loro gestione territoriale,
evitando azioni perentorie contrarie al buon senso e al diritto umano.
I Comitati piemontesi in difesa dell’acqua pubblica non permetteranno alcun “esproprio” autoritario e invitano sin d’ora le Istituzioni ad annullare ogni procedimento contrario ai diritti dei cittadini
di Costa Vescovato come di ogni altro Comune.
Comitato regionale Acqua Pubblica Piemonte – via Mantova 34 – 10153 Torino - Cell. 388 8597492