Le bandiere del Comitato Acqua Bene Comune affidate a Barbaroux

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Si sono svolte oggi in tutta Italia le manifestazioni di protesta per il mancato rispetto dei referendum del 2011 in cui gli Italiani avevano votato a favore dell'acqua pubblica.
L' autorità per l'energia elettrica e il gas, che regola le tariffe che paghiamo sull'acqua ha reitrodotto la "remunerazione del capitale investito" (che il referendum aveva abolito), semplicemente cambiandogli il nome. Ora si chiama : "costo della risorsa finanziaria".
Tutto questo è vergognoso. Anche il Comitato Cuneese Acqua Bene Comune ha manifestato oggi in Piazza Galimberti.
Il Comitato ha scelto di coinvolgere anche uno dei simboli cuneesi: il monumento a Giuseppe Barbaroux che fu Ministro Guardasigilli del Regno di Sardegna e fece promulgare lo Statuto Albertino. Se fosse vivo oggi, siamo certi che si batterebbe con noi contro questo scandalo.
Abbiamo deciso di lasciare le bandiere sul Monumento.
Le toglieremo quando sarà rispettato il voto degli Italiani.

Comitato Cuneese Acqua Bene Comune

Stemma del Comune di Rivalta

Il Comune di Rivalta contro SMAT

L’Amministrazione comunale chiede che l’utile netto del 2011 venga restituito ai cittadini, così come sancito dal referendum che ha abrogato il profitto sull’acqua

Il 14 dicembre si è svolta l’assemblea dei soci SMAT con all’ordine del giorno la distribuzione della quota del 44% dell’utile netto d’esercizio 2011.

E’ la seconda volta che la delibera viene portata in assemblea poiché un mese fa non era stata approvata grazie ai comuni di Rivalta e Avigliana che si erano astenuti, non ravvisando nella composizione del bilancio una quota sufficientemente significativa da destinare alla restituzione ai cittadini del 7% della remunerazione del capitale, così come determinato dalla schiacciante vittoria referendaria.

Nella proposta di ripartizione posta ieri in votazione nulla è cambiato e dunque la posizione dei comuni di Rivalta e Avigliana si è riconfermata, rafforzata dalla medesima scelta operata dai comuni di Nichelino, Chivasso, Vinovo, Rubiana e Settimo Rottaro: queste Amministrazioni si schierano dalla parte del rispetto della volontà referendaria. Purtroppo, malgrado il fronte si sia ampliato, questa volta la delibera è stata approvata e il voto contrario di Rivalta, Nichelino, Chivasso e Settimo Rottaro e l’astensione di Avigliana, Vinovo e Rubiana non sono bastati a bloccarla ancora una volta.

Poiché la delibera è stata approvata questi stessi comuni hanno pubblicamente dichiarato che intendono vincolare la quota di utile relativa al periodo 21 luglio-31 dicembre 2011 alla restituzione ai cittadini.

E’ stata anche avanzata esplicita e formale richiesta a SMAT  affinché provveda a tale restituzione tramite bolletta per quanto riguarda i cittadini di Rivalta, mentre gli altri comuni individueranno altre forme di restituzione.

Alcuni Amministratori dei sette comuni hanno supportato la loro posizione con delibere di giunta o di
consiglio comunale e intendono proseguire sulla strada, auspicata dal movimento per l’acqua pubblica, che deve portare alla restituzione ai cittadini della quota di remunerazione del capitale, così come sancito dall'esito del referendum.


Mauro Marinari, sindaco di Rivalta di Torino
Gianna De Masi, assessore all’Ambiente di Rivalta di Torino

Stemma del Comune di Nichelino

Nichelino si batte per il rispetto dell'esito del referendum sull'acqua pubblica

Il Comune di Nichelino non demorde nella sua battaglia per il rispetto di quanto deciso dai cittadini che hanno approvato il referendum sull’acqua pubblica. Martedì scorso è stata approvata dalla giunta comunale una delibera che sancisce l’accantonamento, per poi restituirlo agli utenti, della remunerazione del capitale investito, come stabilito dalla vittoria referendaria. Nichelino ha chiesto all’assemblea dei soci Smat sul bilancio che l’accantonamento sia fatto dalla Smat per tutti i Comuni, ma in attesa che lo faccia il gestore territoriale dell’acqua, la delibera ha impegnato il Comune di Nichelino ad accantonare la cifra sulla ripartizione degli utili spettante a Nichelino, per vincolarla a tale scopo. Di seguito i punti salienti della delibera approvata dalla giunta:

a. Richiedere all’assemblea Smat che il bilancio preveda un accantonamento sufficiente per la restituzione ai cittadini dell’incidenza del 15,35% sulla bolletta dell’acqua per l’anno 2011, e del 16,32% per il 2012, pari alla remunerazione del capitale investito, così come determinato dalla schiacciante vittoria referendaria.
b. Astenersi dall’inserire nell’entrata della proposta di Bilancio Previsionale 2013, da sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale di Nichelino, quanto spetterebbe al Comune di Nichelino dalla ripartizione degli utili, e ciò in coerenza con l’esito del secondo quesito referendario
c. Impegnarsi, qualora l’assemblea della Smat deliberi comunque una ripartizione degli utili tra i Comuni soci, a vincolare tali proventi alla loro restituzione ai cittadini utenti.
d. Operare affinché gli altri Comuni soci di Smat condividano tale posizione e rispettino in tal modo la volontà popolare espressa dalle risultanze del Referendum del 12-13 giugno 2011.
e. Evidenziare in sede di assemblea dei soci Smat che il Consiglio Comunale della Città di Torino con Mozione n. 66 del 9 luglio 2012 ha impegnato il suo rappresentante ad attivarsi presso l’Autorità d’Ambito e il Consiglio di Amministrazione di Smat a eliminare la voce “remunerazione del capitale investito” in attuazione della lettera del secondo quesito referendario del 12 e 13 giugno 2011.
f. Di attivarsi presso l’Anci, affinché tutti i Comuni italiani intervengano con determinazione chiedendo al Governo di non inserire la proprietà e la gestione pubblica delle risorse idriche nei prossimi eventuali provvedimenti sulle liberalizzazioni e privatizzazioni, prendendo immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano.


«Abbiamo portato la delibera, come esempio di buona politica, all’assemblea Smat di sabato consegnandola agli atti – spiega l’assessore alla Trasparenza e Legalità di Nichelino Diego Sarno - Nell'assemblea precedente la delibera in oggetto non era passata. Tre Comuni si erano astenuti: noi, Rivalta e Avigliana (i primi e insieme a porre la questione referendum). All’assemblea di sabato Rivalta, Chivasso, Settimo Torinese e Nichelino hanno votato contro e Vinovo, Avigliana e Rubiana si sono astenuti. Abbiamo quindi allargato la base dei Comuni che pongono la questione del rispetto del Referendum. Un’altra vittoria è che l’assessore della Provincia di Torino Roberto Ronco abbia dichiarato che aprirà un tavolo speciale sul tema referendum, cosa che abbiamo chiesto nella prima assemblea Smat di un anno fa».


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banner comitato cuneese

 

ABBIAMO APPRESO

 

Abbiamo appreso dal giornale online della provincia di Cuneo che ieri, 16 luglio, all'interno del Consiglio provinciale, è stato affrontato l'argomento relativo al funzionamento dell'Autorità d'Ambito Idrico n.4 del Cuneese. Dall'articolo non è dato sapere quale fosse il testo della interrogazione presentata dal consigliere Varrone. Dalla risposta della presidente Gancia si evince che riguardasse il funzionamento di questa autorità, la sua organizzazione ed il motivo di così poche convocazioni: una nel 2011, nessuna nel 2012.


Vorremmo informare le 250.000 persone che in provincia di Cuneo hanno votato SI ai referendum del 2011 e le quasi 9.000 che hanno sottoscritto la richiesta di ritiro della delibera 15/2010, su come stanno effettivamente le cose.


Nella risposta la presidente ringrazia innanzitutto, per il lavoro svolto, il consulente esterno ing. Piovano che ha terminato il suo mandato. Saremmo interessati a conoscere i motivi che hanno determinato la scelta di ricorrere ad un consulente esterno, costato per due anni più di 218.000 € e se gli obiettivi fissati sono stati raggiunti. Vorremmo anche conoscere se questa cifra è stata prelevata dall'1,5% pagato dagli utenti del servizio idrico sulle bollette.


Successivamente la presidente dice che l'attuale assetto dell'A.ATO4 è determinato da legittime scelte fatte dalle amministrazioni precedenti la sua: vorremmo sapere perchè nonostante la convenzione sia ormai del 2004 e dal 2006 venga prelevata in bolletta la quota dell'1,5 % destinata al funzionamento dell'ATO, questo continui a rimanere organizzato come “settore” della provincia e non abbia assunto organizzazione autonoma.


Sempre la signora Gancia, passa poi ad informare come degli oltre 14 milioni di € incassati dal gettito tariffario dell'8% a favore delle comunità montane per l'assetto idrogeologico, ad oggi siano stati destinati poco più di 3 milioni ed imputa ciò alla mancata presentazione di progetti da parte delle stesse. Se ciò corrisponde al vero, chiediamo alle comunità montane della provincia di specificare se sui loro territori non hanno di questi problemi.


Infine la presidente afferma che attualmente non è possibile convocare l'assemblea perchè alcune realtà territoriali non hanno provveduto a nominare i loro rappresentanti in seno alla conferenza. Ci pare questa una situazione particolarmente grave: gli abitanti dei comuni e delle comunità montane inadempienti devono essere immediatamente informati del perchè di queste mancate nomine.


Ricordiamo a tutti i componenti della Conferenza dei Rappresentanti degli Enti Locali, che a norma della convenzione vigente, la richiesta di convocazione può essere anche presentata dai rappresentanti espressione di almeno 1/20 delle quote totali: possibile che non si riesca a raggiungere questo minimo?

Chiediamo infine che la Conferenza, convocata al più presto, affronti il problema legato alla applicazione degli esiti referendari del 2011 e statuisca finalmente l'apertura al pubblico delle sedute che ora avvengono a porte chiuse.


COMITATO CUNEESE ACQUA BENE COMUNE
Un referente: Oreste Delfino, tel. 3201425545 mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Scarica il Comunicato Stampa [pdf 65 kb]