
Forum italiano dei movimenti per l'acqua
Comitato provinciale Acqua Pubblica Torino
Tel. 388 8597492
Comunicato stampa
LE RECENTI MODIFICHE SOCIETARIE ALL'INTERNO DELL'AZIONARIATO DI ASP SpA
RICHIEDONO INFORMAZIONI E RIFLESSIONI.
Convocata una riunione pubblica su piattaforma Zoom allargata a tutti i cittadini e ai consiglieri comunali di Asti e Torino: giovedì 15 ottobre.
I Comitati a tutela dell'Acqua Pubblica di Asti e di Torino esprimono una comune valutazione in merito al cambiamento degli assetti proprietari della società multiservizi ASP SpA che gestisce primari servizi pubblici ad Asti.
Constatano
l'accresciuto ruolo di IREN a seguito dell'aumento della quota posseduta dal Gruppo IREN ora pari al 75% della società NOS SpA, socio di minoranza (al 45%) in ASP SpA, ex municipalizzata posseduta per il rimanente 55% dal Comune di Asti.
Considerano
con legittime preoccupazioni questa crescita del ruolo di IREN in quanto si accompagna ad analoghe recenti penetrazioni nella gestione del servizio idrico nella nostra regione che paiono chiaramente finalizzate alla strategia mirante a rendere IREN come soggetto centrale in vista della creazione di un gestore unico regionale, di impianto privatistico sia nella forma giuridica che nel perseguimento degli obiettivi.
Questa strategia diventa evidente se si tiene presente che, in base ai bilanci del Gruppo IREN, il settore acqua, con il suo elevato Margine Operativo Lordo, è il perno finanziario del Gruppo.
Ricordano
che non il solo Comune di Asti è interessato, ma anche quello di Torino, nella sua qualità di partecipante al patto di sindacato di governo di IREN e preminente negli altri due soci di NOS: GTT (socio unico proprietario) e SMAT (socio di maggioranza).
Denunciano
la totale esclusione dei rispettivi Consigli Comunali da ogni forma di coinvolgimento in questa vicenda, che esemplifica la totale irrilevanza cui si vogliono ridurre gli organismi elettivi della democrazia di prossimità e l'inesistenza dell'applicazione del principio della leale collaborazione che dovrebbe guidare i rapporti tra amministrazioni, massime quelle elettive, e che nel caso astigiano mostra come le ex municipalizzate torinesi concorrano alla divisione di utili di gestione che, al contrario, andrebbero destinati a rafforzare l'operatività di ASP SpA.
Ricordiamo che NOS è entrata nel capitale di ASP attraverso un esborso iniziale di 16.500.000 euro e che i bilanci 2016/2017/2018 di ASP si sono chiusi con un risultato complessivo di +6.028.852 euro prima delle imposte e +4.696.114 euro al netto delle imposte. Dal 2002 al 2018 il Comune di Asti ha incassato un dividendo pari a 9.339.489 euro mentre il socio privato NOS ha introitato 5.266.727 euro.
Secondo il bilancio 2018, il Servizio Idrico Integrato ha raccolto il 27,27% dei ricavi dell'intera ASP, che sono pari a 40.357.597 euro; significa un fatturato per il solo settore idrico di 11.005.516 euro. Nel bilancio non risultano evidenziati i costi relativi alla parte idrica, ma da precedenti documenti di consulenti incaricati dal Comune rileviamo che nel 2016 risulterebbero pari a circa 9.688.000 euro a fronte di ricavi pari a circa 12.177.000 euro. Parrebbe, dunque, un risultato per il solo settore idrico pari a +2.489.000 euro (il bilancio ASP 2016 ha registrato utili pari a 2.877.514 euro prima delle imposte).
Invitano e sollecitano
all'attenzione e vigilanza la Cittadinanza di entrambi i Comuni a fronte dell'intensificarsi di manovre di carattere finanziario che mirano allo stravolgimento della funzione dei Pubblici Servizi e, parallelamente, le Istituzioni dei due Comuni a rendere pubbliche le strategie che intendono sviluppare nel breve e medio periodo per garantire il miglior percorso per l'azienda ASP SpA e per servizi sempre più efficaci ai cittadini.
Intendono promuovere
comuni azioni miranti alla documentazione e informazione della cittadinanza in vista di ogni possibile mobilitazione di cittadini e lavoratori delle aziende di servizio in difesa dei servizi pubblici, a cominciare da quello della gestione dell'acqua, contro i tentativi striscianti di ulteriore privatizzazione.
Primo appuntamento: giovedì 15 ottobre, ore 21 su piattaforma Zoom.
https://us02web.zoom.us/j/89060647607?pwd=a25WZlZCSEtNM1dqeXpYb1FTNGkydz09 ID riunione: 890 6064 7607 - Passcode: 879699
La partecipazione deve essere limita a max. 100 persone . Per ulteriori informazioni inviare una mail a:

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Comitato regionale Acqua Bene Comune Piemonte
www.acquabenecomunetorino.org - Cell. 388 8597492 -
Il Consiglio di Stato, con la sentenza 3971 del 19 giugno scorso ha restituito al TAR Piemonte la responsabilità di mettere ordine nella gran confusione pseudo-giuridica provocata da Atena-IREN ora ASM, da ATO2 e da Ato2Acqua. Invece di praticare la Costituzione che prescrive la leale collaborazione fra istituzioni pubbliche, queste si sono scatenate a suon di carte da bollo e parcelle di avvocati in ogni sorta di attacchi alla Comuni Riuniti srl al solo scopo di indebolirla e appropriarsi delle sue risorse idriche .
Ora, il TAR Piemonte non potrà più sorvolare sui motivi pretestuosi, le mistificazioni, le ricostruzioni fuorvianti con cui si è tentato di fare lo “spezzatino” di Comuni Riuniti, per poter distruggere un’esperienza di gestione diretta, partecipata, coerente con la volontà popolare, ribadita ancora nel Referendum del 2011 dal 94% dei votanti biellesi-vercellesi-alessandrini.
IL NOSTRO VOTO VA RISPETTATO
Nel dubbio che qualche emulo di Luca Palamara alberghi anche da queste parti, e che il destino di Comuni Riuniti sia deciso in cene riservate o nelle segrete stanze
I CITTADINI DEVONO SAPERE
- non esiste alcuno dei motivi di annullamento previsti all’Art. 19 della Convenzione ATO2 – Comuni Riuniti srl e ATO2Acqua
- non rispettare passivamente le direttive di ARERA (Autorità nazionale finanziata dai gestori idrici) soprattutto nella definizione della tariffa, è a nostro avviso segno di salute mentale: vedi le elucubrazioni algoritmiche truffaldine di ARERA per speculare sull’acqua, ripetute anche nell’ultima delibera n. 235 del 23 giugno 2020 pagg. 27 e 28):

- inadempiente è invece ATO2 e la Regione Piemonte che chiude gli occhi sul fatto che il Piano d’Ambito dell’ATO2 è fermo al 2014, in violazione del DMLP 1° agosto 1996, Art. 8 che prescrive aggiornamenti triennali “allo scopo di monitorare l’andamento del servizio ed eventualmente adottare tempestivamente le necessarie misure a fini di efficienza, trasparenza, risparmio idrico, tutela ambientale e della qualità dell’acqua”
Documento indispensabile per una politica idrica comune, che porti finalmente gli attuali sei gestori operanti sul territorio, compresa la renitente ASM/IREN, al gestore unico previsto dalla legge.
Dal TAR Piemonte ci aspettiamo: verità giustizia e trasparenza
Luglio 2020


Mercoledì 27 marzo 2019, la Conferenza dei Rappresentanti di Egato4 Cuneese, ha votato la delibera di affidamento del SII in provincia di Cuneo per i prossimi 30 anni, a CoGeSi, società Consortile totalmente pubblica.
Dal 1° luglio 2019 il gestore unico CoGeSi subentrerà agli attuali gestori totalmente pubblici (ACDA, SiSi, CALSO, Infernotto). Per i comuni attualmente gestiti da aziende miste o private il percorso sarà un po' più lungo: ci vorranno circa 15 mesi per concludere le procedure di subentro adottate dall’autorità nazionale ARERA. Stabilito il Valore Residuo di subentro da versare ai gestori uscenti a copertura dei costi di investimento non ancora ammortizzati, il nuovo gestore avrà sei mesi di tempo per regolare i pagamenti ed altri tre per subentrare operativamente. Il tutto si dovrà concludere entro il 31 dicembre 2020.
Venerdì scorso 21 dicembre 2018, presso la sede della CGIL di Cuneo si è svolto l'incontro programmato tra la Segreteria Territoriale ed il Comitato Cuneese Acqua Bene Comune. Oltre al segretario generale Masera, erano presenti il segretario ed il responsabile acqua della categoria FILCTEM ed una RSU dell'ACDA. L'incontro era stato precedentemente richiesto dal Comitato per un chiarimento in merito alle motivazioni portate a sostegno dello sciopero indetto dalla categoria per lo scorso lunedì 17 dicembre.
In particolare il Comitato desiderava capire quale era la posizione della CGIL e della FILCTEM in merito alla proposta di legge per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato in discussione in questi giorni alla Commissione Ambiente della Camera (PdL Daga).