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Forum italiano dei movimenti per l'acqua

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Comunicato Stampa 
sul bollettino della vittoria del PD ( o di Pirro ?) 


L'Acqua non si vende

Prendiamo visione dell’ineffabile bollettino della vittoria del PD di Cuneo sulla futura azienda provinciale di gestione dell’acqua nella quale assorbire le attuali 7 aziende idriche cuneesi.

Il tono di sufficienza con cui il PD getta via le idee e proposte del Movimento dell’acqua per la creazione di una Azienda speciale di diritto pubblico per il governo e la gestione senza scopo di lucro del Servizio Idrico Integrato nella provincia di Cuneo, dimostra l’assenza di rispetto per la volontà popolare espressa nel Referendum del giugno 2011 da 27 milioni di italiani. Il PD ha fatto altrettanto a Torino, a Vercelli, a Reggio Emilia, e i molti altri Comuni e Regioni italiane. È un atteggiamento ideologico e antistorico, contraddetto in Europa, negli Stati Uniti e nel resto del mondo da un processo di ripubblicizzazione dell’acqua che è arrivato a coprire interi paesi come la Francia e la Germania.
Non avevamo alcun dubbio sul fatto che il PD avesse “lavorato ai fianchi” e non solo “al fianco” dei propri sindaci, per impedire che l’acqua sia gestita come bene comune e non come merce, per tradire l’esito del secondo referendum che ha abrogato il profitto sull’acqua.

Lo abbiamo già visto all’opera a Torino, a Vercelli, in molti altri Comuni del Piemonte. Lo abbiamo visto distruggere con ostinazione quella consonanza tra Sindaci e cittadini, tra istituzioni e popolo nell’affermare il valore non mercantile dell’acqua bene indispensabile per la vita, emersa con il Referendum. Una consonanza che il PD ha progressivamente demolito per far ritornare tutto come prima del Referendum, per soffocare la voce dei cittadini, per rimanere indietro anche in questo campo rispetto al resto del mondo!

Per loro questa sarebbe la modernità
Noi abbiamo in mente il futuro

Torino, 7 luglio 2015

Segui questo link per approfondimenti.

Il 2 luglio 2015, 250 sindaci del cuneese sono stati chiamati al voto per esprimersi sul futuro della gestione del servizio idrico. Pubblichiamo il Comunicato Stampa del Comitato cuneese Acqua Bene Comune relativo all'esito delle votazioni. 

 

Comitato cuneese Acqua Bene Comune
presso Legambiente, via C.Emanuele III n. 34 , Cuneo
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170 facce sono state messe


Cuneo: il pubblico fuoriNon intendiamo in alcun modo annoverarci tra coloro che dichiarano sempre di aver vinto: oggi abbiamo perso una importante partita per l'acqua pubblica.
Il percorso democratico iniziato con la convocazione della Assemblea Generale dei Sindaci di Ato4 cuneese,  ora è andato perso e si tornerà ad una decisione di secondo livello dove pochi rappresentanti assolveranno  autonomamente ad un compito che spettava a tutti i sindaci.

Da un lato siamo pienamente soddisfatti di aver contribuito ad offrire a 170 primi cittadini questa unica possibilità di partecipare, mai verificatesi a questo  livello dalla nascita dell'ambito idrico. Dal lato opposto siamo invece profondamente delusi per come è stata  utilizzata questa opportunità. Se molti sindaci, soprattutto di piccoli comuni, hanno espresso chiaramente la loro  posizione per la posizione pro o contro la gestione totalmente pubblica, mettendoci personalmente “la faccia”,  come chiesto da 4514 cittadini, altri hanno preferito attendere lo schieramento dei big per fare una mera  operazione di “fidelizzazione”.

Un documento di sintesi presentato dal presidente della provincia Borgna, ha reso palese immediatamente che si trattava di un soffertissimo punto di compromesso, blindato, raggiunto tra i rappresentanti delle sette sorelle e che non avrebbe permesso agli altri 163 di apportarvi alcuna integrazione e/o modifica.

Nel documento veniva data alla Conferenza dei Rappresentanti una indicazione non vincolante per l'assunzione di una delibera quadro che contemplasse la scelta di un modello gestionale “ da individuarsi in una società unica provinciale a partecipazione pubblica....”. Una dizione a dir poco vaga che, come qualche sindaco ha fatto notare, poteva benissimo voler dire l'1% o il 99% di proprietà dei comuni. Non pareva nemmeno rassicurante il fatto che di seguito si citasse la revoca della gara d'appalto fatta, sempre su nostra pressione, nel 2014, perchè quella gara riguardava la concessione integrale del servizio ad un privato. La sua revoca perciò  non escludeva affatto la forma gestionale mista dove l'affidamento avviene a società che ricerca con propria gara sul mercato il socio privato. Oltretutto nella formulazione non veniva nemmeno rispettato il vincolo del  “controllo pubblico” che secondo i sindaci da Alba, Bra, Fossano, Saluzzo e Savigliano sarebbe garanzia di rispetto del voto referendario. Se il documento fosse stato così univocamente interpretabile, non sarebbe comprensibile perchè i sindaci di Fossano e Priocca, espressisi così chiaramente per la gestione mista, abbiano poi votato a favore del documento Borgna.

A questo punto, Fabrizio Biolè, portavoce dei 19 sindaci firmatari della proposta di modifica dell'art.16 della convenzione, ha presentato un emendamento con il quale proponeva di introdurre la dizione “partecipazione totalmente pubblica” e chiedeva di porlo in votazione.
Nel suo secondo intervento il presidente Borgna sembrava voler affermare che questo vincolo sarebbe stato  rispettato per suo impegno personale al quale si doveva dare la massima fiducia. Non avendo alcun dubbio sulle sue buone intenzioni, ai 19 firmatari ed al Comitato non sembrava assolutamente sufficiente per garantire il  punto di arrivo finale, essendo ben chiaro che in politica le fiducie si accordano esclusivamente con espressione di voto. Né risultava comprensibile perchè ciò che era stato espresso chiaramente a voce, non potesse essere formalizzato nel documento.

Nella successiva votazione il rappresentante del comune di Cuneo, Guido Lerda, votava contro l'emendamento, disattendendo così palesemente l'indicazione ricevuta alla unanimità dal suo consiglio comunale. Anche il presidente Borgna veniva meno all'impegno assunto formalmente in sede di consiglio comunale e più volte ripetuto sui giornali, secondo il quale si sarebbe attenuto alle indicazioni dei sindaci, spendendo invece il suo 25% contro l'emendamento piuttosto di astenersi. Queste due posizioni determinavano un immediato posizionamento per il voto contrario di un rilevante numero di sindaci, che comunque, depurato del peso della provincia e del comune di Cuneo, superava appena di poca percentuale quello dei favorevoli.

Apprezziamo grandemente i tantissimi sindaci, soprattutto di comuni piccoli, ma anche di alcuni medi come Borgo San Dalmazzo, Busca e Villafalletto che comunque hanno mantenuto ferme le indicazioni ricevute dai loro consigli comunali. Ci spiace constatare che altri abbiano preferito adeguarsi. Successivamente, mentre diversi sindaci iniziavano ad abbandonare la sala, veniva posta in votazione prima la proposta dei 19 e poi il documento Borgna in versione originale senza emendamento. Essendo ben chiaro che ormai i giochi erano stati fatti, nella confusione determinatasi anche per la non impeccabile gestione fatta dalla presidente Sibille, i presenti votavano a gran maggioranza (del resto non raffrontata col numero di sindaci rimasti), contro la proposta dei 19 ed a favore del documento Borgna.

A seduta ormai conclusa, il sindaco di Ormea, Giorgio Ferraris, accusava il Comitato di intransigenza ed i 19 di poca astuzia politica, tacciandoli di aver messo in serio pericolo il percorso verso la gestione pubblica: peccato che in precedenza non avesse speso una parola a favore di questa scelta.

Dopo la partita persa, continueremo a giocare il campionato, con una attenta presenza a tutte le sedute della Conferenza dei rappresentanti, cadenzate mensilmente. Soprattutto monitoreremo attentamente che i rappresentanti di aree omogenee di pianura e di montagna (unioni montane?) attuino attentamente gli obblighi di consultazione di tutti i sindaci del territorio e rispettino pienamente le indicazioni ricevute, verbalizzandole e rendendo pubblici i verbali. Si eviterà così di far passare come decisioni assunte alla unanimità quelle che
invece sono informali consultazioni interpretate dai rappresentanti delegati.

COMITATO CUNEESE ACQUA BENE COMUNE: tel.3893455739
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Contatti per zone: Oreste B. 3384714566 (Albese)- Oreste D. 3201425545 (Cuneese)- Ezio 3405204771 (valli
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Scarica questo Comunicato Stampa [pdf 75 KB]

Per approfondire:

Leggi gli articoli pubblicati su La Stampa del 3 luglio 2015

Leggi l'articolo sul quotidiano online TargatoCN.it del 24 giugno 2015: "Gestione dell'acqua, quale futuro? 250 sindaci il 2 luglio sono chiamati al voto"

 

La campana della democrazia suona per l'acqua pubblica in tutta la Granda


Per ricordare agli amministratori la scelta del gestore unico per tutta la provincia per il servizio idrico integrato che avevano assunto nella Assemblea generale dei sindaci dell'Ato4 tenutasi il 2 luglio scorso

Leggi il servizio su La Stampa ed. Cuneo del 16 settembre 2015

Come fare per ricordare agli amministratori gli impegni (scelta del gestore unico per tutta la provincia per il servizio idrico integrato, con percorso trasparente entro il 30 settembre) che essi stessi avevano assunto nella Assemblea generale dei sindaci dell'Ato4 tenutasi , dopo la richiesta di una quarantina di sindaci, il 2 luglio scorso?

In quella occasione, presenti 180 sindaci del cuneese, si poteva e si doveva decidere sulla ripubblicizzazione dell'acqua, come i molti cittadini presenti si aspettavano, perchè questa era stata la scelta degli italiani nel 2011 quando votarono in modo inequivocabile ai referendum.
Invece no. Il Presidente della Provincia e sindaco di Cuneo Federico Borgna chiese e ottenne, mettendo in votazione un documento presentato seduta stante, ancora tempo per fare ulteriori valutazioni ed approfondimenti con l'aiuto di esperti e tecnici della Regione. Tutto il percorso ,chiaro e trasparente, sarebbe stato reso pubblico con aggiornamenti mensili, mediante la convocazione di apposite Conferenze d'Ambito.

La scadenza del 30 Settembre si avvicina e non sappiamo nulla di questi lavori (nell'unica conferenza dell'ATO4 tenutasi il 24 agosto si è discusso e votato altro): complimenti per la
trasparenza!
Sarà dunque una vera e propria campana (opera di un artigiano locale) che molto realisticamente con i suoi rintocchi ricorderà ai nostri amministratori il tempo che scorre, partendo da Cuneo con un presidio davanti alla Provincia, sede delle riunioni dell'EGATO, il 19 settembre dalle ore 18,30 alle 24,00 con apericena, animazione musicale e letture.

" La campana della democrazia " sarà la voce, pacata ma decisa, dei cittadini che chiedono il rispetto dei referendum e giorno dopo giorno suonerà a Savigliano, Mondovì, Saluzzo, Fossano, Bra, Alba con la speranza che alla fine del percorso la Democrazia abbia la meglio sulle mere valutazioni tecnico-economiche e sugli interessi di mercato dei privati.

Ancora più decisi di questo, dopo che l'8 settembre il Parlamento Europeo, come chiesto da oltre 2 milioni di cittadini europei ha sancito che: “l'acqua è un bene vitale e necessario per la dignità umana e non può essere trattata come una merce.... i servizi idrici devono essere esclusi da accordi commerciali, come il TTIP ( accordo tra Unione Europea e Stati Uniti a vantaggio delle Multinazionali privatizzando i servizi pubblici); e che la Commissione Europea è tenuta, altresì, a non promuovere la privatizzazione dei servizi idrici nel contesto delle misure di austerità escludendo l'acqua, i servizi igienico-sanitari e lo smaltimento delle acque reflue dalle regole del mercato interno.

Più chiaro di così ! Chi era che ci ricordava continuamente che ce lo chiedeva l’Europa?

I rintocchi risuoneranno in tutta la Provincia in base al seguente calendario:

    Sabato 19 serata iniziale (dalle 18,30 alle 24) con animazione musicale, letture e apericena a Cuneo davanti alla Provincia
    Lunedi 21 a Savigliano dalle 18.30 alle19.30, davanti al municipio
    Martedi 22 a Mondovi dalle 11.30 alle 12.30, davanti al municipio
    Mercoledi 23 a Saluzzo dalle 12 alle 13, Porta Santa Maria
    Giovedi 24 a Fossanodalle 18 alle 19, davanti al municipio
    Venerdi 25 a Bra dalle 10 alle 11, davanti al municipio
    Sabato 26 ad Alba dalle 12 alle 13, davanti al municipio

Invitiamo i cittadini a essere presenti insieme a noi, quando il suono della campana ricorderà agli amministratori che il tempo sta per scadere! Invitiamo anche tutti i sindaci delle città coinvolte, a venire a rompere il muro del silenzio ed a dare ai cittadini le dovute informazioni.
Nel frattempo venerdì 18 abbiamo partecipato a Vercelli ad un convegno regionale piemontese sulle
strategie da mettere in atto per contrastare le aggregazioni societarie tendenti a rafforzare sul
territorio le grandi multiutility nazionali (specificatamente IREN) mentre informiamo che domenica 20 ci sarà a Napoli una riunione del Coordinamento nazionale del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua.
Nella stessa giornata parteciperemo a Cuneo alla Carovana della Pace per riaffermare che l'acqua, attualmente fonte di guerre per l'approvvigionamento, non deve avere frontiere e deve essere garantita universalmente a tutte le persone, evitando di essere concausa di molte migrazioni.
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Comune di VERCELLI : non privatizzare l’acqua

 

Con la delibera n. 174 in discussione in questi giorni, il Sindaco di Vercelli e la sua maggioranza pongono le premesse della privatizzazione dell’Azienda Comunale di Servizi ATENA SpA che gestisce anche il Servizio Idrico Integrato.

Atena ha già affidato al mercato i servizi pubblici di Gas , Energia ed Ambiente. Il Servizio Idrico rischia di fare la stessa fine, malgrado l’esito referendario del 12 e 13 giugno 2011 abbia stabilito che l’acqua deve essere di proprietà e gestione pubblica senza scopo di lucro.

Quello che nella delibera n. 174 appare come la cancellazione di un errore del 2002 (le reti scorporate dal patrimonio di ATENA SpA vengono ora riportate all’interno della Società con un’operazione di fusione per accorpamento) apre invece la porta ad un’operazione di ingegneria finanziaria studiata per mesi nelle segrete stanze, all’insaputa dei cittadini. Dalle poche informazioni ora disponibili si deduce che la comunità vercellese ne esce perdente sotto ogni aspetto: economico (il Comune perde la maggioranza del pacchetto azionario della futura azienda multiservizi), sociale (la gestione del Servizio Idrico Integrato è attuata a scopo di lucro degli azionisti e non nell’interesse della collettività), istituzionale (il Comune, si riduce a socio di minoranza di un’azienda di diritto privato, rinuncia ai doveri/poteri di gestione e controllo su Atena che detiene a sensi dell’art. 42 del Testo Unico Enti Locali). Il tutto a vantaggio del socio privato disponibile a versare i 50 milioni di aumento di capitale previsti dall’operazione.

Riteniamo inammissibile che una prospettiva del genere non sia portata a conoscenza della cittadinanza e che i vercellesi- i veri proprietari di ATENA – non vengono consultati sul futuro della loro azienda e in particolare del Servizio Idrico.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua chiede – come in altri Comuni italiani – che il Servizio Idrico venga scorporato da ATENA SpA e la sua proprietà e gestione senza scopo di lucro siano affidate ad un’Azienda Speciale consortile di diritto pubblico a gestione partecipativa, attuando così la volontà popolare espressa anche a Vercelli dal 94,01% dei votanti al Referendum del 12 e 13 giugno 2011.

Torino, 21 giugno 2015