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Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua - Comitato Acqua Pubblica Torino

Via Mantova 34 - 10153 Torino - www.acquapubblicatorino.org - Tel. 388 8597492

 

La Regione Piemonte disponga una Moratoria

sull'esproprio degli acquedotti dei piccoli Comuni

e adotti il principio costituzionale della leale collaborazione tra Enti Pubblici

 

L’acqua è una Bene Comune se la sua gestione è partecipativa, come già avviene in molti piccoli Comuni che gestiscono in autonomia il proprio Sistema Idrico Integrato con efficienza, trasparenza ed economicità.

Per la Regione Piemonte invece l’acqua è una merce da gestire a scopo di lucro. Lo dimostra l’ultimo caso riguardante il Comune di COSTA VESCOVATO (AL) che dovrebbe conferire gratuitamente il proprio acquedotto all’azienda pubblico-privata Gestione Acqua SpA di Cassano Spinola (AL) con il risultato che il costo della bolletta salirebbe dagli attuali € 0,46 a € 2.00 per metro cubo (Vedi qui).

Un’interrogazione in merito del Consigliere regionale GRIMALDI (Sel), aveva ricevuto dall’Assessore Valmaggia una risposta che sembrava lasciare aperto uno spiraglio ad una soluzione della vicenda.

Ma una successiva lettera del dirigente regionale ha invece negato drasticamente ogni possibilità: o i Comuni cedono o la Regione interverrà con un Commissario ad acta che imporrà la cessione.

Chiediamo alla Regione Piemonte e alle Autorità d’Ambito locali

- di rispettare il principio della leale collaborazione tra Enti Pubblici sancito dall’Art. 120 della Costituzione: i vari livelli di governo sul territorio devono adottare forme di collaborazione e di concertazione per evitare – al di là delle rispettive posizioni politiche, che possono essere anche non convergenti – l’insorgere di conflitti sul piano amministrativo e, nello stesso tempo, per realizzare interventi più efficaci;

- di sospendere quindi ogni atto ostile al fine di favorire un accordo con i piccoli Comuni che si battono da tempo contro l’esproprio dei loro acquedotti,

- di risparmiare in tal modo notevoli spese legali per i Comuni e per la stessa Regione il cui bilancio non naviga nell’oro.

Il 2 aprile scorso si è riunita a Costa Vescovato un’assemblea pubblica di cittadini e amministratori di Comuni di quell’area, che si trovano nelle stesse condizioni, e che non intendono cedere i loro acquedotti a nessuno.

Hanno partecipato all’assemblea anche i consiglieri regionali OTTRIA (PD) e BERUTTI (Forza Italia) che hanno condiviso la proposta di chiedere una moratoria alla Regione per esaminare in modo approfondito i vantaggi e gli svantaggi economici, ambientali e sociali in base ai quali individuare una soluzione democratica che corrisponda agli interessi dei cittadini, dell’ambiente e della tutela della risorsa acqua.

Al comitato Acqua Pubblica Piemonte è stato chiesto di partecipare alle conseguenti iniziative. Ci attiveremo subito perché alle parole seguano i fatti, perché si scrive acqua ma si legge democrazia.

Torino, 4 aprile 2016

Costa Vescovato

Acquedotto municipale di Costa Vescovato

La “prepotenza” dei burocrati contro

la dignità e fermezza dei rappresentanti del popolo

L’acquedotto municipale del Comune di Costa Vescovato (Alessandria) ha ormai 100 anni. È stato costruito con le loro mani dagli abitanti che lo hanno sempre tenuto in efficienza : porta l’acqua fresca e buona della sorgente ai rubinetti delle case, poi alla fognatura e al depuratore per la modica cifra di € 0,46 al metro cubo contro tariffe superiori ai 2 euro/m³ dei gestori circostanti. E il suo bilancio è in attivo.

Sindaco e Consiglio comunale lo considerano un bene comune e non intendono subire la prepotenza di chi vuole costringerli a cedere il loro “gioiellino” a uno dei gestori pubblico-privati dell’ATO6 Alessandrino. Finora hanno resistito con dignità e fermezza a inviti, pressioni, ingiunzioni dello stesso ATO6 Alessandrino e alle circolari della Regione Piemonte firmate dall’Assessore Valmaggia e dal Presidente Chiamparino.

Il Comitato Regionale piemontese Acqua Bene Comune esprime completa solidarietà al Sindaco, Giunta, Consiglio comunale e a tutti gli abitanti di Costa Vescovato, uniti nella difesa del loro acquedotto, chiede pubblicamente all’ATO6 Alessandrino e alla Regione Piemonte di annullare le proprie imposizioni nei confronti di un piccolo Comune che opera nell’interesse dei propri concittadini, dell’ambiente e della tutela della risorsa idrica locale, ritiene che ATO6 Alessandrino e Regione Piemonte non abbiano nemmeno le carte in regola per dare lezioni in questa materia. Infatti :

nel suo sito ufficiale, l’ATO6 ammette che non rispetta le leggi dello Stato:

* dal 2007 non ha più aggiornato il Piano d’Ambito, che deve invece essere rivisto ogni tre anni.

* Non ha ancora istituito il gestore unico per l’Ambito di sua competenza: il 91,8% del Servizio Idrico Integrato è tuttora in mano a diversi gestori idrici: AMAG S.p.A. . di Alessandria, GESTIONE ACQUA S.p.A., Consorzio intercomunale di Madonna della Rocchetta - Società Acque Potabili (SAP) e solo l’8,2% è ancora in capo ai Comuni che effettuano la gestione in economia;

* Dal sito non risulta se e quale seguito abbia avuto l’ APSE - Acque Piemonte Sud Est – S.p.A presentata dalla Deliberazione 28 dicembre 2006 n .36/04 dell’ATO6 come unificazione delle società AMAG S.p.A. e Gestione Acqua S.p.A. in un gestore unico responsabile del Servizio Idrico Integrato nell’ATO6 ?????

La Regione Piemonte non rispetta le leggi dello Stato

* L’ art. 62, Comma 4, Lettera B) della legge 221 /2015 consente ai Comuni con meno di 1000 abitanti la gestione diretta del loro acquedotto


* Né il Presidente né l’Assessore all’Ambiente della Regione, dopo aver predicato con la loro circolare n.2/AMB del 16 marzo 2015 che ci deve essere un gestore unico dell’acqua, si sono mai

attivati per unificare il 90% del Servizio Idrico Integrato dell’ATO6 Alessandrino in mano a AMAG SpA e GESTIONE ACQUA SpA e si accaniscono invece contro l’8,2% in mano ai piccoli Comuni


* Sarebbe davvero curioso che una Regione inerte in questo campo, nominasse ora un Commissario per strappare al Comune di Costa Vescovato il suo acquedotto che serve meno di 1000 abitanti


* Non risulta che l’Osservatorio Regionale per i Servizi Idrici si sia accorto che l’Ato6 non aggiornava più il Piano d’Ambito da ben 11 anni e non abbia quindi sollecitato tale adempimento di legge.

I referendum del 2011 hanno ampiamente indicato la volontà popolare di lasciare rigorosamente

alla gestione pubblica il compito fondamentale di custodire e prendersi cura del principale

“bene comune” che è la risorsa acqua, per le presenti e future generazioni.

E ciò significa, innanzitutto, consentire ai pochi acquedotti comunali ancora in esercizio di proseguire nella loro gestione territoriale,

evitando azioni perentorie contrarie al buon senso e al diritto umano.

I Comitati piemontesi in difesa dell’acqua pubblica non permetteranno alcun “esproprio” autoritario e invitano sin d’ora le Istituzioni ad annullare ogni procedimento contrario ai diritti dei cittadini

di Costa Vescovato come di ogni altro Comune.

 

Comitato regionale Acqua Pubblica Piemonte – via Mantova 34 – 10153 Torino - Cell. 388 8597492

Comitato Cuneese Acqua Bene Comune

Dare gambe per camminare


Per l'Ambito Idrico Ottimale n.4 del Cuneese il mese di dicembre è davvero importante, ed in particolare la data del 28. Risale infatti al 28 dicembre 2006 la delibera che affidò le attuali gestioni fino al 2017. Da allora, tutti gli anni, nel mese si dicembre, si sono tenute riunioni della Conferenza dei Rappresentanti degli Enti Locali che hanno adottato importanti delibere sulla gestione del servizio idrico integrato in provincia di Cuneo.

Ovviamente anche il 2015 non poteva essere da meno. È stata infatti fissata per il prossimo lunedì 28 dicembre, alle 14,30, presso la sala Giolitti del palazzo della provincia, la Conferenza d'Ambito che dovrà varare il cronoprogramma degli adempimenti necessari per fare camminare il progetto della gestione interamente pubblica dell'acqua.

L'impegno deriva dalla poco convincente e decisamente nebulosa delibera dello scorso 16 novembre con la quale venne formalizzata la scelta di un lungo percorso per stabilire se i dati economici-finanziari, giuridici e tecnici, forniti da approfonditi studi affidati a consulenti esterni, consentiranno di dare finalmente attuazione alle scelte che i cittadini hanno compiuto con il voto referendario del 2011.

Ma per camminare occorrono solide gambe e solo da ciò che sarà scritto nella delibera del 28 potremo capire se i nostri amministratori vogliono veramente fornirle o se tentenneranno ancora.

I segnali in questi giorni sono molteplici e spesso discordanti tra di loro. A livello nazionale continua lo stillicidio di articoli di legge, emendamenti alle leggi di stabilità, decreti attuativi e norme dell'autorità di regolazione che tutti sembrano andare nella direzione di rendere difficoltoso per i comuni di fornire ai cittadini servizi pubblici in forma diretta.

A livello locale si riscontrano prese di posizione spesso in contrasto tra di loro. Se da un lato la segreteria provinciale del PD ha finalmente rotto il silenzio prendendo ufficialmente posizione per la gestione interamente pubblica, dall'altro alcuni sindaci della stessa area politica, direttamente od indirettamente continuano a sostenere la gestione mista.

Nelle scorse settimane il gestore misto Alpiacque (Fossano, Saluzzo, Savigliano) ha fatto pubblicare su alcuni organi di stampa un paginone nel quale rivendica il suo presunto diritto ad allungare il suo affidamento a tutto il 2024 invece che cessare nel 2017 come stabilito dalla delibera originaria di quel 28 dicembre 2006. Ma l'azienda Alpiacque può permettersi di parlare autonomamente senza aver prima ottenuto il consenso dei soci pubblici che detengono il famoso 51% delle azioni?

L'azienda privata EGEA che, tramite la controllata Tecnoedil, gestisce direttamente il servizio ad Alba e Bra ed è socio di maggioranza relativa nella stessa Alpiacque nonché nell'altra mista ALSE, ha invece fatto pubblicare con ampio risalto le devoluzioni elargite ai comuni sul suo territorio. Ma, essendo tutto il gruppo EGEA gestore unicamente di servizi pubblici (gas, teleriscaldamento, energia elettrica, rifiuti ed acqua) i cui proventi derivano direttamente dalle bollette degli utenti, non sarebbe stato molto più corretto ammettere che sono i cittadini- utenti che hanno devoluto tali somme, non gli imprenditori privati che la governano?

Ecco perché continuiamo a nutrire serie preoccupazioni che le gambe che saranno fornite al nuovo gestore totalmente pubblico potrebbero essere gracili e non adatte al ruolo che lo attende. Ad esempio se sarà chiesto al nuovo gestore di fornire garanzie bancarie per gli investimenti da realizzarsi per tutti i prossimi 30 anni di validità del nuovo piano d'ambito, prima ancora di avergli affidato la gestione, ciò significherà averlo gambizzato prima ancora che iniziasse a camminare.

Se si continuerà a favoleggiare di indennizzi astronomici ai gestori uscenti, si renderà conseguentemente insostenibile l'impegno finanziario che ne deriva e si terrorizzeranno molti sindaci, soprattutto di piccoli comuni, che vedono le loro casse vuote da tempo. Senza contare che a beneficiare di questi indennizzi saranno, oltre il socio privato, in alcuni casi altri comuni più grandi (leggasi Fossano, o la Unione Montana Alta Langa) che ad oggi detengono quote societarie favolose, a scapito di altri soci dello zerovirgola %!

Noi ci appelliamo ancora una volta alle dichiarazioni fatte dal presidente della provincia, alle posizioni sostenute dalla maggioranza dei comuni, compresi Alba, Bra, Cuneo, Mondovì, dai tanti, tantissimi sindaci di piccoli-medi comuni che intendono onorare il voto dei cittadini. Ma per fare questo occorre coraggio e determinazione politica che a volte abbiamo avuto difficoltà a riscontrare. Chissà che questo nuovo 28 dicembre possa essere quello definitivo per la gestione pubblica dell'acqua nell'Ambito Idrico Ottimale della provincia di Cuneo!

Anche per contribuire al raggiungimento di questo traguardo, abbiamo chiesto alla presidente Bruna Sibille di poter distribuire a tutti i 20 conferenzieri il libro “L'acqua pubblica è il futuro”. Nel libro,che può essere chiesto al Comitato, vengono illustrati da ricercatori universitari, i 325 casi di ripubblicizzazione della gestione dell'acqua in 37 diversi paesi del mondo, soprattutto in Francia e USA, verificatesi negli ultimi 15 anni.

Possa essere di buon auspicio per tutti noi, amministratori compresi.

COMITATO CUNEESE ACQUA BENE COMUNE: tel.3893455739
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Contatti per zone: Oreste B. 3384714566 (Albese)- Oreste D. 3201425545 (Cuneese)- Ezio 3405204771 (valli Gesso,Vermenagna,Stura)- Stefania 3384493689 (Fossanese)- Rosa 3495372854 (Monregalese)- Fulvio 3311143501 (Saluzzese,Val Varaita)- Gianni 3281494760 (Braidese)- Mario 3291475791 (Saviglianese)

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Già rinviata la Conferenza da poco convocata per il 20 ottobre

Lo scorso venerdì 17 ottobre, è stata pubblicata all'albo pretorio di EGATO4, la comunicazione del rinvio al 16 novembre della Conferenza d'Ambito prevista per il 20 che avrebbe dovuto ufficializzare i contenuti del Documento Programmatorio per la gestione pubblica dell'acqua in provincia di Cuneo.

La decisione era nell'aria da alcuni giorni ed è stata presa in una riunione del Comitato Esecutivo di mercoledì 14 ottobre. A questa riunione avrebbe partecipato di persona il sindaco di Fossano, Sordella, che nei giorni precedenti aveva sollevato, con grande enfasi, critiche al documento che era stato varato il 24 settembre, anche con l'assenso del suo vicesindaco Paglialonga. Il condizionale è d'obbligo perché tali sedute non sono aperte al pubblico e non vengono diramati resoconti o comunicati informativi.

Sordella aveva preparato un documento, poi sottoposto a diversi sindaci della sua area, con il quale chiedeva la suddivisione del territorio in due zone: una da affidare a gestione interamente pubblica e l'altra a gestione mista privata-pubblica.

Ci preoccupa molto che il motivo del rinvio venga indicato nella comunicazione ( http://pubblicazioni1.saga.it/publishing/AP/index.do?org=ato4_cuneo ), con il fine di “meglio istruire quanto verrà posto in discussione e di integrare l'ordine del giorno”.

Avevamo in precedenza apprezzato il contenuto del documento programmatorio che andava nel verso chiesto dai cittadini con il voto referendario del 2011. In seguito avevamo fermamente dissentito dai contenuti e dal percorso antidemocratico della controproposta Sordella.

Temiamo che si stia cercando un compromesso al ribasso che, pur facendo un passetto avanti rispetto alla risoluzione proposta dal presidente della provincia Borgna nell'Assemblea del 2 luglio, faccia un lungo salto
all'indietro rispetto al Documento Programmatorio, lasciando libero uno spiraglio per una gestione partecipata da soci privati.

Sarebbe alquanto imbarazzante che gli amministratori locali facenti parte della Conferenza accettassero questo pericoloso compromesso quando addirittura l'amministratore delegato di EGEA, Pierpaolo Carini, ha
pubblicamente dichiarato di non essere per nulla preoccupato dalla perdita del servizio idrico in quanto la sua azienda multiservizi ricava utili da ben altri settori più redditizi (gas, teleriscaldamento, energia, rifiuti....).

Sarebbe altrettanto imbarazzante che si permettesse ad un singolo sindaco (l'assenso di altri rimane tutto da dimostrare), di ribaltare sia il voto dell'assise plenaria cui parteciparono 170 sindaci che le conclusioni finali del tavolo istituzionale con la regione Piemonte.

Noi pensiamo che il sindaco di Fossano, trovatosi spiazzato dal diniego regionale a suddividere l'ambito in due e dalla mancata condivisione del suo documento da parte dei sindaci di Alba e Bra, stia cercando, forse con la mediazione del sindaco di Savigliano, Cussa, di portare a casa un qualche risultato.

Chiediamo a tutti gli altri Conferenzieri (circa una ventina) di non prestarsi a questo gioco e di mantenere salda la barra sulla scelta della gestione in house interamente pubblica.

Per questi motivi il Comitato Cuneese Acqua Bene Comune chiede nuovamente a tutti i 250 sindaci della provincia, a partire dai 49 che nei loro consigli comunali approvarono l'ODG per la gestione totalmente
pubblica, il loro impegno a fianco dei cittadini perché la delibera prevista ora per il 16 novembre, recepisca correttamente il loro voto in quell'Assemblea ed i contenuti del documento programmatorio.

Rivolge ancora a tutti i cittadini l'invito ad essere presenti presso la sala Giolitti del Palazzo della Provincia a Cuneo, il giorno 16 novembre 2015 alle ore 14,00 per ribadire la preminenza dello specifico voto referendario su ogni altro voto amministrativo locale, basato su programmi generalisti, ancorché parzialmente dissonanti da questo.

Tutti insieme esprimeremo il nostro apprezzamento per quegli amministratori che persevereranno in questa importante scelta di democrazia, nel rispetto del voto referendario del 2011, evitando che altri la stravolgano.

COMITATO CUNEESE ACQUA BENE COMUNE: tel.3893455739
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Da La Stampa, edizione di Cuneo del 20 ottobre 2015 Scarica l'articolo [pdf 300 KB]

La Stampa di Cuneo del 20/10/2015