
COMUNICATO STAMPA
Forum italiano dei movimenti per l'acqua
Comitato Acqua Pubblica Chieri
Comunicato stampa
Ci piace partire dalle fine, dal grande boato di felicità che è divampato tra le mura del Consiglio Comunale una volta approvata la proposta di delibera di iniziativa popolare per
modificare lo Statuto del Comune di Chieri, piccola città di 36.000 abitanti in Provincia di Torino.
Una proposta che già da tempo fa discutere il nostro piccolo paese. Una proposta sottoscritta da oltre 1600 cittadini che con entusiasmo ci hanno appoggiato per tutto il
percorso.
Eravamo in tanti ad aspettare le conclusioni incerte del Consiglio Comunale minuto per minuto, secondo per secondo.
Fino alla fine siamo rimasti appesi ad un filo tra la paura di non farcela e la paura che la proposta fosse rimandata. Appesi alle voci di corridoio di chi diceva "Rimandiamo la
proposta ad un altro consiglio", "Convochiamo di nuovo la Commissione per discutere nel merito la proposta”.
Dopo che il Comitato Acqua Pubblica Chieri ha incontrato tutti i gruppi consiliari per spiegare la delibera, dopo che ha sostenuto una Conferenza dei Capigruppo in cui ha
illustrato la proposta, dopo aver sostenuto una Commissione per chiarire tutti i punti, dopo aver dato la sua piena disponibilità per qualsiasi chiarimento, qualcuno dei consiglieri ha
deciso,durante la seduta del Consiglio Comunale, di porsi in maniera ostile verso una delibera su cui precedentemente convergeva.
Qualcuno ha trovato punti che avrebbe preferito emendare e visto l'impossibilità ha cercato di rimandare la proposta di delibera di iniziativa popolare ad un prossimo Consiglio
Comunale e riportare il tutto in Commissione.
La delibera è passata con maggioranza qualificata anche e malgrado le ostilità di alcuni consiglieri. 21 voti su 31 degli aventi diritto hanno deciso di appoggiare la delibera.
Di certo la battaglia non è finita, è ancora lunga. Bisognerà sorvegliare che le scelte popolari non siano ritoccate nei prossimi mesi, nei prossimi anni. Bisognerà continuare e
rilanciare la battaglia per l'acqua come diritto e bene comune. Noi crediamo di avere ancora le forze per farci sentire e per continuare questa lotta affinché nulla sia vano.
Che dire e che cosa si può fare dopo questo risultato?
Leggi l'articolo sul Corriere di Chieri
tel.333-6872146
www.acquapubblicatorino.org/torinosud
Il consiglio comunale di Nichelino ha approvato il 30 Novembre 2010 una modifica dello Statuto cittadino dove si dichiara il servizio idrico privo di rilevanza economica, quindi non privatizzabile.
Ci rallegriamo molto per questa importante decisione, e chiediamo ai nostri amministratori di continuare su questa strada facendo valere questa deliberazione anche nei luoghi dove si decide il futuro del nostro acquedotto, e cioè l’assemblea di SMAT e ATO3 (l’autorità garante in materia di servizi idrici) - dove anche il nostro Comune ha una propria rappresentanza.
Invitiamo altresì ad appoggiare la richiesta di moratoria, affinché la messa a gara dei servizi pubblici locali - acqua compresa - sia sospesa fino al momento in cui i cittadini potranno decidere di ciò che è loro tramite il referendum, e di fare tutto quanto in loro potere per mantenere la gestione pubblica del nostro acquedotto.
Questo richiede la trasformazione di SMAT in azienda di diritto pubblico, per gestire la nostra acqua come un Bene di tutti e non una merce per pochi.
L’Azienda di diritto pubblico (Consorzio, Azienda speciale)
* non opera a scopo di lucro, né di speculazione perché non entrano in gioco interessi e capitali privati: la bolletta non sarà più maggiorata del 7% per garantire un margine di profitto minimo agli investitori, come accade ora.
* nella tariffa sono compresi i costi di esercizio e una quota di finanziamento per la manutenzione degli impianti e per gli investimenti. La sua gestione deve essere trasparente come l’acqua, efficiente, equa, solidale e partecipata dai lavoratori e dagli utenti.
* è una libera scelta che i Comuni possono fare, sancita dalla legge e dalla giurisprudenza italiana ed europea
* non è soggetta all’art. 23bis L.133/08 che impone la privatizzazione dei Servizi pubblici locali quando sono gestiti da società di diritto privato come le Società per Azioni, a Responsabilità Limitata, ecc.
* non fa profitti, quindi non paga l’IRPEF e mantiene così milioni di euro sul nostro territorio
Per questi obiettivi si sono espressi oltre 1.400.000 italiani/e che hanno chiesto di sottoporre a Referendum le leggi che impongono di privatizzare l’acqua e i servizi pubblici locali.