Mercoledì 13 aprile: Riunione del Comitato Referendario torinese 2 SÌ per l’Acqua Bene Comune

Mercoledì 13 aprile ore 21 presso ARCI – via Cernaia 14 – Torino con il seguente ordine del giorno:

Mercoledì 13 aprile ore 21 presso ARCI – via Cernaia 14 – Torino con il seguente ordine del giorno:
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Mercoledì 6 aprile alle ore 21
Presso Arci – via Cernaia 14 – Torino
Con il seguente ordine del giorno:
1. - il 5 maggio sera Paolo Carsetti della Segreteria nazionale del Forum sarà ad Asti per un’iniziativa di quel Comitato. Riusciamo ad “utilizzare” Paolo anche a Torino e/o dintorni?
2. - Lancio della campagna “Una bandiera per ogni balcone”, aggiornamento sulla 3 giorni dell'acqua, iniziative di autofinanziamento : Non arrivano notizie di nuove iniziative tranne quella di Incursioni Saporite il 29 aprile al Circolo De Amicis v. allegato. Altri??
3. - Materiale informativo: dobbiamo decidere quale stampare e in che quantità. Per guadagnare tempo comincio ad avanzare una proposta:
* 30.000 pieghevoli con la data del referendum – ricordarsi di correggere REREferendum…)
* 10.000/20.000 volantini A5 Fronte/Retro con i quesiti referendari, l’invito al finanziamento e, se ci sta, l’elenco dei promotori e sostenitori (sollecitare quote di adesione mancanti)
4. - Artisti per l’Acqua . aggiornamento e formalizzazione. L’iniziativa con i Subsonica sta avendo molto successo, bisogna farlo sapere! Fede e Beppe sono pregati di mettere giù un breve pezzo, poco più di un elenco, per il sito locale e nazionale.
5. - L’acqua e le religioni: aggiornamento di Silvana, Sandra e Mauro
6. - Procedure e adempimenti elettorali: siamo già in grado di dare molte informazioni su come muoversi nei singoli Comuni (si veda anche la mail e allegati mandata in lista il 2 aprile scorso da Giorgio Gardiol) .
7.- Incontri con i candidati Sindaco: aggiornamento
Come sempre, tanta carne al fuoco, perciò … siate puntuali.
A mercoledì 6 aprile
Mariangela

presso ARCI – via Cernaia 14 – 10122 Torino
www.acquapubblicatorino.org Tel. 388 8597492
Signor candidato Sindaco
Poche settimane dopo le elezioni amministrative nella nostra città, che La vedono nell'importante ruolo di candidato sindaco, si terranno, insieme ad altri, i due Referendum per impedire la privatizzazione dell'acqua. Vale appena la pena di ricordare che il primo di questi Referendum punta ad abrogare la norma che obbliga le collettività locali a privatizzare tutti i servizi pubblici, primo fra questi quello idrico.
Non sta a noi ricordarLe quanto la norma che si vuole abrogare mortifichi la plurisecolare autonomia comunale e i principi di sussidiarietà e decentramento scritti nella nostra Carta Costituzionale, fingendo di ignorare, per deliberata scelta ideologica, lo spazio per la gestione pubblica dei servizi locali esplicitamente previsto dal diritto dell'UE. I Referendum sono stati richiesti da 1.402.000 cittadini, fra di loro decine di migliaia di torinesi.
Questa breve premessa serve a introdurre le richieste che, come Comitato locale promotore del Referendum, Le formuliamo a nome delle molte migliaia di Suoi concittadini sottoscrittori dei Referendum.
Le chiediamo di impegnarsi a rispettare, in caso di vittoria elettorale, la previsione statutaria del nostro Comune (introdotta con un’iniziativa popolare promossa da questo comitato e sostenuta da oltre 12.000 firme) con cui si statuisce la natura pubblica dell’acqua e della sua gestione.
Le chiediamo di garantire, nei limiti della funzione di Sindaco che dovesse assumere, l’adeguatezza dell’informazione in merito ai temi dei Referendum. Questo per riparare allo scandaloso comportamento dei media che, con singolare unanimità, hanno negato visibilità ai Referendum sull’acqua (che hanno, peraltro, raggiunto il più alto numero di sottoscrittori nella storia della nostra Repubblica).
Le chiediamo di dichiarare pubblicamente quale sarà il Suo comportamento elettorale (qualunque esso sia) in occasione dei prossimi Referendum sull’acqua, allo scopo di contribuire alla necessaria trasparenza del dibattito su questa tema che riguarda sì, i diritti dei cittadini, ma coinvolge anche imponenti interessi finanziari in cerca di alleanze trasversali.
Ci permettiamo di ritenere che una Sua pubblica risposta alle nostre richieste, qualunque essa sia, contribuisca a portare il dibattito elettorale su temi di concreto interesse per la cittadinanza e lontano da quelle velenose polemiche personalistiche che nuocciono alla nostra democrazia.
Torino, 2 aprile 2011
Il Comitato Referendario Torinese 2Sì per l'Acqua Bene Comune,
riunito il 30 marzo 2011, presa visione dell'intervista del Sindaco a La Stampa del 27 corr, ha deciso di inviare al Sindaco stesso e ai mezzi di informazione, la seguente replica:
Signor Sindaco,
sentiamo il dovere di replicare alla Sua intervista apparsa su “La Stampa “ - del 27 marzo, per il numero e la gravità delle inesattezze che contiene:
La norma che si vuole abrogare con il Referendum OBBLIGA tutti i Comuni e gli Enti Locali a privatizzare. La sua abrogazione restituirà ai comuni il DIRITTO di decidere democraticamente.
Ci dispiace che Ella, con l'incarico che ricopre, non ne colga le fondamentali conseguenze per la difesa dell'autonomia comunale, com’è stabilita dalla Costituzione.
La distinzione tra bene pubblico e la sua gestione è, nei fatti, un artificio concettuale introdotto per mercificare quelli che i liberali classici definivano “monopoli naturali”.
Vogliamo ricordarLe che l'opera più importante per l'efficienza del ciclo idrico nella nostra città è stata il collettore e gli impianti per la depurazione, che ci mette ancora oggi all'avanguardia, ed è stata costruita ben prima che si parlasse di SpA per la gestione delle acque.
E' la legge che vogliamo abrogare che ci costringerebbe a dare addio alla Smat quale è oggi: con l'obbligo della cessione della maggioranza azionaria a privati o con la messa a gara del servizio, per ritrovarci magari sul groppone una multinazionale d'oltralpe per i prossimi decenni.
Noi siamo i primi a criticare i gravi limiti della gestione tramite SpA anche se totalmente di proprietà pubblica, ne ricordiamo solo: lo spreco per gli emolumenti faraonici degli amministratori, (nettamente superiori a quelli del Presidente degli Stati Uniti nel caso di IREN) e, ancor più grave, i 576 milioni di tasse che, come abbiamo già documentato, ha comportato la trasformazione delle aziende municipali in SpA.
Malgrado questo è grave che Ella non colga la distinzione tra una SpA di proprietà totalmente pubblica e una che persegue puri interessi privati di lucro. Distinzione estremamente rilevante per il diritto dell'Unione Europea
Ci permetta, Signor Sindaco, di chiudere con un’osservazione di stile: non è certo una sua scelta il titolo vagamente truce “Il sindaco alla guerra dell'acqua”; ma ci ricorda che in un'altra occasione Ella accostò il termine “nemico” ad avversari politici (vedere “La Stampa” 1-5-2009). Il nostro comunicato sulla modifica statutaria della nostra Città (relativa all'acqua pubblica) utilizzò una metafora meno bellicosa: “Siamo in maglia rosa, ma il Giro non è finito”.
Certo, sono solo parole, ma esprimono la nostra cultura: noi non abbiamo nemici, solo avversari.
Ci dispiace che Lei sia fra questi, speriamo non lo sia il nuovo Sindaco.
Cordiali saluti
Torino, 30 marzo 2011
Scarica l'intervista del Sindaco a La Stampa del 27 corr
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