Iter della proposta referendaria

consegna del milione e 400.000 firme in Cassazione (19 luglio 2010)

1) Presentazione dei quesiti, raccolta e consegna firme

I quesiti sono stati presentati alla Corte di Cassazione mercoledì 31 marzo 2010 alle ore 9.

L’obiettivo di 500.000 firme da depositare in Cassazione per ciascun quesito referendario deve necessariamente essere raggiunto nell’arco temporale di tre mesi, contando a partire dalla data del primo modulo vidimato. Per questo è importante partire con la vidimazione in tutta Italia nello stesso giorno.

Il giorno stabilito per la prima vidimazione è tassativamente il giorno 22/04/2010.

Entro il giorno 21/07/2010 i moduli completi di 500.000 firme autenticate e certificate dovranno essere depositati presso la Corte di Cassazione a Roma dalla Segreteria operativa centrale.


Schede referendum

2) Tappe legislative verso il referendum (fonte: Segreteria nazionale campagna referendaria acqua pubblica, 14/9/2010)

Avendo ricevuto da molti la richiesta di ricapitolare l'iter del referendum proviamo a sintetizzarlo in 4 punti basati sulla Legge 352/70 e su alcuni precedenti in tema di referendum.

Unica nota da fare è che su questo percorso incombono le sorti del governo e della possibile convocazione di elezioni anticipate.

 

La Cassazione:

Come sapete il 19 Luglio 2010 abbiamo depositato in Corte di Cassazione, in particolare presso l'Ufficio Centrale per il Referendum, oltre 1.400.000 firme per ognuno dei 3 quesiti. Quest'organo, entro il 31 ottobre, avrà il compito di verificare la validitià delle 500.000 firme necessarie per ogni quesito e, in caso di altre richieste referendarie simili ritenute valide, proporre l'accorpamento di quesiti “che rivelano uniformità o analogia di materia”.

Entro il 15 dicembre la Cassazione, sentiti i promotori, emette con ordinanza definitiva la decisione sulla legittimità delle richieste, provvedendo all'eventuale accorpamento (art. 32). Nel nostro caso l'unico “rischio” di accorpamento è tra il nostro primo quesito e il quesito sull'acqua proposto dall'IDV.

 

La Corte Costituzionale:

A questo punto il Presidente della Corte Costituzionale dovrà stabilire un'udienza entro il 20 Gennaio in cui valutare i referendum in relazione al dettato costituzionale. Da questo momento fino a tre giorni prima della data fissata per l'udienza è possibile la presentazione di memorie sulla costituzionalità dei quesiti da parte di promotori e del Governo.

Successivamente, con atto dal pubblicarsi entro il 10 Febbraio, la Corte si dovrà esprimere su “quali tra le richieste siano ammesse e quali respinte, perché contrarie al disposto del secondo comma dell'articolo 75 della Costituzione.” (art. 33)

 

Il Presidente della Repubblica:

Avuta notifica della sentenza della Corte Costituzionale il Presidente della Repubblica, su delibera del Consiglio dei Ministri, dovrà fissare una data per lo svolgimento del referendum in una domenica compresa tra il 15 Aprile e il 15 giugno.

Nel caso di anticipato scioglimento delle Camere o di una di esse, il referendum, sebbene già indetto, si intende automaticamente sospeso all'atto della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto di indizione dei comizi elettorali; i termini del procedimento per il referendum riprendono a decorrere a datare dal 365° giorno successivo alla data della elezione. (art. 34)


Elezioni Anticipate:

Avuta notifica della sentenza della Corte Costituzionale il Presidente della Repubblica, su delibera del Consiglio dei Ministri, dovrà fissare una data per lo svolgimento del referendum in una domenica compresa tra il 15 Aprile e il 15 giugno.

Nel caso di anticipato scioglimento delle Camere o di una di esse, il referendum, sebbene già indetto, si intende automaticamente sospeso all'atto della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto di indizione dei comizi elettorali; i termini del procedimento per il referendum riprendono a decorrere a datare dal 365° giorno successivo alla data della elezione. (art. 34)

 

 

 

Cronistoria della proposta di delibera per la modifica dello Statuto provinciale

 

Martedì 1 giugno 2010:

Ore 15: Quarta votazione in Consiglio Provinciale presso la Prefettura - Piazza Castello - Torino 

L'Acqua Pubblica entra nello Statuto della Provincia di Torino: Festeggiano il Comitato ed il "popolo dell'acqua"!

Leggi il Comunicato Stampa...

Consulta il dettaglio delle votazioni in Consiglio Provinciale [pdf 58 Kb] 

 

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Martedì 25 maggio 2010:

Terza votazione in Consiglio Provinciale presso la Prefettura - Piazza Castello - Torino 

Leggi il Comunicato Stampa...

 

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Martedì 18 maggio 2010:

Seconda votazione in Consiglio Provinciale

Ore 15 presso la Prefettura - Piazza Castello - Torino 

 

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Martedì 11 maggio 2010:

Prima votazione in Consiglio Provinciale.

Con il voto favorevole della maggioranza dei Consiglieri su un testo emendato, è stata espressa l’intenzione di recepire nello Statuto la maggior parte dei principi richiesti dai cittadini. Ma serviranno, per legge, altre due sedute con il voto della maggioranza assoluta dei Consiglieri per poter dichiarare approvata la delibera. 

Leggi il comunicato stampa

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Lunedì 10 maggio 2010:

Convocazione II Commissione Consiliare in seduta congiunta alla Conferenza dei Capigruppo con o.d.g. proposta di deliberazione a iniziativa popolare “Proprietà e gestione pubblica del servizio idrico”.

Audizione del Comitato Acqua Pubblica Torino.

 

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Lunedì 3 maggio 2010:

Convocazione II Commissione Consiliare in seduta congiunta alla Conferenza dei Capigruppo con o.d.g. proposta di deliberazione a iniziativa popolare “Proprietà e gestione pubblica del servizio idrico”.

Interviene l’assessore Roberto Ronco.

 

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Lunedì 19 aprile 2010 alle ore 11:

Convocazione II Commissione Consiliare in seduta congiunta alla Conferenza dei Capigruppo con o.d.g. approfondimenti proposta di deliberazione a iniziativa popolare “Proprietà e gestione pubblica del servizio idrico”

 

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Giovedì 1 aprile 2010 alle ore 11:

audizione del Comitato Acqua Pubblica Torino presso la Sala Consiglieri - via Maria Vittoria 12, Torino.

 

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Giovedì 18 marzo 2010:

la proposta di delibera è stata consegnata al Presidente del Consiglio provinciale insieme alle 9564 firme raccolte.

Leggi il comunicato stampa.

 

Referendum, perchè?

 

banner referendum

 

Perché l’acqua è un bene comune e un diritto umano universale. Un bene essenziale che appartiene a tutti. Nessuno può appropriarsene, né farci profitti. L’attuale governo ha invece deciso di consegnarla ai privati e alle grandi multinazionali. Oltre 1.400.000 cittadini non sono d’accordo e hanno chiesto di cancellare con un referendum quelle norme. Noi tutte e tutti possiamo farlo: votando 2 SI quando, nella prossima primavera, saremo chiamati a decidere con il nostro voto. E’ una battaglia di civiltà. Nessuno si senta escluso.

Due quesiti:


1. Abrogazione dell’art. 23 bis della legge 133/2008, che impone la privatizzazione della gestione dei servizi idrici attraverso un progressivo abbassamento sotto il 50% delle quote azionarie che ancora i comuni detengono nelle ex municipalizzate.

2. Abrogazione dell’art. 154 comma 1 del Codice dell’Ambiente che dispone “la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’adeguatezza del capitale investito” (logica che si vuole contrastare: il 7% in più della bolletta è garantito al gestore rappresentando “l’incentivo” a fare affari con l’acqua).

Due SÌ


per eliminare le norme che in questi anni hanno portato alla privatizzazione dell’acqua. Per togliere l’acqua dal mercato e i profitti dall’acqua.


Quale scenario dai referendum?

La vittoria dei Sì renderà possibile il ricorso alle aziende speciali o ad enti di diritto pubblico che qualificano il servizio idrico come servizio di interesse generale, senza scopo di lucro. Verrebbero poste le premesse migliori per l’approvazione della legge d’iniziativa popolare, già consegnata al Parlamento nel 2007 dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, corredata da oltre 400.000 firme di cittadini.


Consulta la pagina dedicata ai referendum sul sito del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua.

Vai alla nostra Home page.

Referendum per l'acqua pubblica - Coordinamento torinese

 

Si è costituito mercoledì 24 marzo il Coordinamento torinese per il Referendum per l'acqua pubblica.

Si è convenuto di adottare gli stessi criteri scelti a livello nazionale: rientrano tra i Promotori tutte le associazioni, movimenti, gruppi, singol* cittadin* che si impegnano a promuovere e sostenere con un proprio apporto l’iniziativa referendaria. Tra gli Aderenti: i partiti politici e quelle realtà che non si collocano tra i Promotori.

Leggi l'elenco dei Promotori e Aderenti: pdf 42 kb


Il Coordinamento torinese è aperto a nuove adesioni, contributi, collaborazioni.

Per segnalare la propria adesione: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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Comitati per l'Acqua in provincia di Torino

Oltre al Comitato Acqua Pubblica Torino fanno perte del Coordinamento torinese:

  • Comitato Acqua Pubblica Chierese
  • Comitato Acqua Pubblica Chivasso
http://www.facebook.com/profile.php?v=info&ref=profile&id=1022154955#!/group.php?gid=112406822120293
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Cell:348.3002638
  • Comitato Acqua Pubblica Grugliasco

http://www.facebook.com/group.php?gid=104876749551315

  • Comitato Intercomunale Acqua Pubblica Torino Sud

c/o circolo Arci Primo Maggio, via San Francesco d'Assisi 56, Nichelino(To)

www.acquapubblicatorinosud.org

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Cell: 333-6872146

  • Comitato Acqua Pubblica Pinerolo

c/o ARCI – stradale Baudenasca 17 – 10064 PINEROLO
informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
cell.3356752257

bandiera comitato

 

Lunedì 8 febbraio 2010 il Consiglio Comunale modifica lo Statuto della Città di Torino su inizativa popolare! 

Vengono messi qui a confronto il testo della delibera per la modifica dello Statuto, così come proposta dal Comitato Acqua Pubblica Torino e sottoscritta da 12.000 cittadini, e quello della delibera frutto della mediazione tra Comitato e maggioranza di centro sinistra e così approvata dal Consiglio comunale lunedì 8 febbraio 2010.

Leggi il testo finale.

Per maggiori approfondimenti leggi il documento di valutazione [pdf 308 kb].

Consulta il dettaglio delle votazioni in Consiglio comunale [pdf 28 kb].

Leggi la Cronistoria della Delibera Comunale



Testo proposto dal Comitato e sottoscritto da 12.000 cittadini (testo completo pdf 89 kb)
Testo emendato e approvato dal Consiglio comunale (testo completo pdf 50 kb)
all'articolo 2 - Finalità del Comune, comma 1, lettera b), dopo le parole "alla tutela della salute," aggiungere le parole "all'acqua"; all'articolo 2 - Finalità del Comune, comma 1, lettera b), dopo le parole "alla tutela della salute," aggiungere le parole "all'accesso a tutti i beni essenziali ed in particolare all'acqua,";
all'articolo 2 - Finalità del Comune, comma 1, aggiungere alla fine il seguente punto:
"n) assicurare il diritto universale all'acqua potabile attraverso la garanzia dell'accesso individuale e collettivo dei cittadini alla risorsa.";
non modificato
dopo l'articolo 71, aggiungere il seguente articolo 71 bis:
"Articolo 71 bis - Servizio idrico
1. Per tutti i fini previsti dalla legislazione vigente, il servizio idrico integrato è dichiarato servizio pubblico locale senza scopo di lucro.
dopo l'articolo 71, aggiungere il seguente articolo 71 bis:
"Articolo 71 bis - Servizio idrico integrato
1. Per tutti i fini previsti dalla legislazione vigente, la Città si impegna per garantire che la gestione del servizio idrico integrato sia operata senza scopo di lucro.
2. In osservanza della legge, la proprietà della rete di acquedotto e distribuzione è pubblica e inalienabile; la gestione della rete e l'erogazione del servizio idrico, tra loro indivisibili, sono attuate esclusivamente mediante enti o aziende interamente pubblici. 2. In osservanza della legge, la proprietà delle infrastrutture e delle reti del servizio idrico integrato è pubblica ed inalienabile. La Città si impegna per garantire che la gestione del servizio idrico integrato sia effettuata esclusivamente mediante soggetti interamente pubblici.
3. Il Comune assicura ai propri cittadini la disponibilità domestica gratuita di un quantitativo minimo vitale giornaliero per persona." 3. Il Comune assicura ai propri abitanti, attraverso strumenti compatibili con la normativa vigente, il diritto alla disponibilità di un quantitativo minimo vitale giornaliero per persona.".