
Forum italiano dei movimenti per l'acqua
Comitato provinciale Acqua Pubblica Torino
Via Mantova 34 - 10153 Torino
Tel. 388 8597492
Con la deliberazione di iniziativa popolare per la trasformazione di SMAT in azienda speciale consortile di diritto pubblico, presentata al Consiglio comunale il 23 luglio 2012, migliaia di cittadini torinesi chiedevano il rispetto della volontà popolare espressa dal voto referendario del giugno 2011e la gestione pubblica dell’acqua, senza scopo di lucro.
L’esame della delibera ha avuto un iter lungo e defatigante, nonostante l’impegno del presidente della VI Commissione consiliare competente e l’assidua partecipazione del Comitato Acqua Pubblica Torino.
Una volta giunta al voto del Consiglio comunale, la delibera ha subito significative mutilazioni e un rinvio di tre mesi per verificare ulteriormente fattibilità e condizioni della trasformazione che mai, in nessun altro caso – e ve ne sono stati di meritevoli - il Consiglio comunale ha mai richiesto in precedenza.

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Dopo il cambiamento dello Statuto della Città per iniziativa dei cittadini e dopo il voto di 383.000 torinesi per l’acqua pubblica al Referendum, ora il Consiglio Comunale è “costretto” ad approvare la delibera di iniziativa popolare per l’avvio della trasformazione di Smat, la nostra azienda dell’acqua, in azienda pubblica e partecipata, seguendo il modello parigino. Questo malgrado l’opposizione dei forti poteri finanziari di questa città.
È il risultato dell’impegno popolare. Il merito spetta a tutti quei cittadini che hanno espresso la volontà di partecipare e decidere, con le firme, con la partecipazione al referendum, con tutti gli strumenti di Democrazia che la Costituzione della nostra Repubblica ci mette a disposizione.
Per questo diciamo: un grande passo in avanti.
Un piccolo passo per il Consiglio Comunale.
La delibera di iniziativa popolare è stata emendata nelle sue motivazioni: i consiglieri non hanno avuto il coraggio civile di condividere il distacco critico della maggioranza dei torinesi nei confronti dell’ideologia del “tuttomercato”. I cittadini italiani hanno deciso la separazione tra acqua e mercato, perché l’acqua non è merce ma Bene Comune dell’Umanità.
La timidezza del Consiglio Comunale non è comunque servita a placare gli estremismi ideologici della componente ultra-liberista della stessa maggioranza comunale, che si è platealmente dissociata.
Altrettanto grave è che il Consiglio Comunale ostacoli la volontà popolare imponendo ancora, dopo sei mesi e numerose sedute di commissioni, ulteriori verifiche e valutazioni.
Noi non ci spaventiamo, da anni studiamo la questione e siamo pronti far valere le nostre ragioni, confrontandoci però sui dati concreti e non sulla pretesa superiorità, questa sì tutta ideologica, del mercato (“a prescindere”, come diceva Totò!).
Una cosa è certa: con l’aiuto della cittadinanza, che non è mai mancato nella lotta per l’acqua pubblica, chiederemo e imporremo che questa pretesa analisi, queste valutazioni, non si svolgano in stanze inaccessibili, ma siano assolutamente pubbliche e si basino su dati totalmente, e senza eccezioni, accessibili ai cittadini.
LEGGI LA VERSIONE ORIGINALE DELLA DELIBERA PROPOSTA DAL COMITATO E FIRMATA DAI CITTADINI TORINESI
LEGGI LA VERSIONE FINALE EMENDATA DAL CONSIGLIO COMUNALE
Scarica il volantino [pdf 207 Kb]
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Lunedì 4 marzo un incerto Consiglio Comunale di Torino è stato costretto ad approvare la delibera di iniziativa popolare sotto la spinta democratica dei cittadini.
Emendamenti dell’ultimo minuto hanno comunque introdotto due elementi che giudichiamo negativamente.
Il PD ha voluto cancellare gran parte della c.d. “narrativa” che esprimeva le motivazioni che avevano portato alla proposta. La maggioranza di centro sinistra del Consiglio Comunale non ha avuto il coraggio di condividere il senso critico di larga parte della cittadinanza. Malgrado ciò non è riuscita a placare le intransigenti pregiudiziali ideologiche della componente ultra-liberista della stessa maggioranza.
Nel dispositivo si sono introdotti ulteriori passaggi di valutazione e analisi per l’effettiva applicazione della delibera,che, ricordiamo, viene discussa a distanza di sei mesi dalla sua presentazione.
Rispetto a questi ostacoli dell’ultimo minuto noi continueremo a portare avanti la nostra azione di coinvolgimento della cittadinanza.
Esprimiamo dubbi sulla serenità di giudizio di funzionari comunali che fino a ieri hanno posto un pregiudiziale NO alla trasformazione di SMAT. Pertanto chiediamo che l’approfondimento, richiesto con l’emendamento 11, data la sua delicatezza, sia svolto da un organismo indipendente di altissimo livello al quale sottoporre i diversi studi favorevoli o contrari che verranno effettuati.
Una valutazione più completa e articolata del Comitato Acqua Pubblica di Torino verrà espressa a breve.
Torino, 4 marzo 2013
Il Comunicato Stampa sul sito del Comune di Torino: "La SMAT S.p.A. potrebbe diventare azienda speciale consortile"

La I+VI Commissione del Comune di Torino, il 28 febbraio in seduta congiunta, hanno liberato per l’Aula la delibera di iniziativa popolare per la trasformazione di SMAT in Azienda speciale consortile di diritto pubblico con un emendamento integrativo e due emendamenti sostitutivi al testo originale.
Eccoli
Emendamento integrativo: nella parte illustrativa delle delibera viene recepita la Mozione n. 66 votata dal Consiglio comunale il 9 luglio 2012, promossa a suo tempo dal consigliere SEL Marco Grimaldi , Presidente della VI Commissione.
Emendamenti sostitutivi: proposti dal PD al dispositivo .,,,, Il Consiglio comunale delibera…
- Al punto 1: sostituire “La trasformazione di SMAT …” con “L’avvio della trasformazione di SMAT…”
- Al punto 3: sostituire “di dar mandato al Sindaco di promuovere l’adesione degli Enti locali soci SMAT….” con “di dar mandato al Sindaco di operare per promuovere l’adesione di tutti gli Enti locali soci SMAT….”
Buona prassi istituzionale vorrebbe che nessun altro emendamento venga più presentato, non essendo stato proposto in Commissione…
I due emendamenti presentati dal PD hanno chiaramente lo scopo di attenuare l’impegno del Comune . “avviare la trasformazione” invece di“trasformare” tout court; il Sindaco “operi per promuovere” invece di “promuova” ( in questo secondo caso c'è un fondamento, trattandosi di mettere d’accordo ben 280 Comuni dell’area torinese ATO3).
Il Consiglio Comunale procederà al voto nelle prossime settimane .
Rinnoviamo la richiesta a tutti i consiglieri comunali di non dividersi su un principio di civiltà che ha unito i torinesi di ogni orientamento politico nel Referendum del 12 e 13 giugno 2011 e di approvare quindi la delibera di trasformazione di SMAT proposta da migliaia di nostri concittadini per applicare il Referendum e impedire che SMAT sia privatizzata”.
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Il parere delle Circoscrizioni torinesi sulla delibera ditrasformazione di SMAT in Azienda speciale consortile |
Abbiamo chiesto alle 10 Circoscrizioni torinesi di esprimere il proprio parere sulla nostra Delibera di trasformazione di SMAT in Azienda speciale consortile.
Questo è in sintesi il risultato ottenuto finora.
8 Circoscrizioni su 10 hanno discusso la delibera ed approvato un Ordine del Giorno che esprime un parere favorevole alla delibera: sono le Circoscrizioni 2 (Santa Rita - Mirafiori Nord), 3 (San Paolo - Cenisia - Pozzo Strada - Cit Turin - Borgata Lesna), 5 (Borgo Vittoria - Madonna di Campagna - Lucento - Vallette), 6 (Barriera di Milano - Regio Parco - Barca - Bertolla - Falchera - Rebaudengo - Villaretto), 7 (Aurora - Vanchiglia - Sassi - Madonna del Pilone), 8 ( San Salvario - Cavoretto - Borgo Po), 9 (Nizza Millefonti - Lingotto - Filadelfia) e 10 (Mirafiori Sud).
Fanno eccezione la Circoscrizione 4 (San Donato - Parella) e la Circoscrizione 1 (Centro - Crocetta) che hanno totalmente ignorato sia la nostra richiesta del 20 settembre 2012 sia le numerose sollecitazioni successive. Nella Circoscrizione 4 abbiamo raccolto 350 firme per la convocazione di un Consiglio di Circoscrizione dedicato alla delibera di trasformazione di SMAT in Azienda Speciale di diritto pubblico.
Clicca sulle icone nella mappa per sapere come si è espressa ciascuna Circoscrizione e il dettaglio delle votazioni.
La mappa dei si
La mappa dei no

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La VI commissione comunale del 16 gennaio doveva approfondire l’esame delle norme giuridiche e amministrative che secondo gli uffici comunali impediscono la trasformazione di SMAT in azienda speciale consortile di diritto pubblico come proposto dalla deliberazione di iniziativa popolare sottoscritta da migliaia di cittadini torinesi.
Erano stati convocati in audizione il prof. Mattei, presidente di ABC – Acqua Bene Comune di Napoli, testimone in prima persona che la trasformazione compiuta a Napoli si può fare anche a Torino, e la dott.ssa Quarta esperta del ramo.
Purtroppo ad ascoltare gli argomenti giuridici, e a esaminare gli atti amministrativi prodotti dal Prof. Mattei e dalla Dott.ssa Quarta, mancava l’Assessore competente, allontanatosi all’inizio della seduta; latitanti quasi tutti i consiglieri comunali componenti la Commissione, salvo 4 su 14, il minimo per garantire il numero legale.
Diamo atto al presidente della Commissione M. Grimaldi di aver comunque condotto a buon fine l’audizione durante la quale il prof. Mattei e la dott.ssa Quarta hanno letteralmente smontato, pezzo per pezzo, gli argomenti contrari degli uffici comunali, dimostrandone l’infondatezza e pretestuosità di cui gli uffici stessi hanno dovuto prendere atto. Non senza però porre un’ultima condizione per il ritiro del loro parere sfavorevole alla nostra delibera: un cavillo per rimandare la votazione della nostra delibera di oltre un mese, al 19 febbraio, quando sarà definitiva la registrazione alla Camera di Commercio di Napoli dell’Azienda ai diritto pubblico Acqua Bene Comune: per la burocrazia del Comune gli adempimenti burocratici della CCIAA sono dotati di maggior peso giuridico dell’Atto costitutivo a rogito del Presidente del consiglio nazionale del notariato.
Un altro rinvio, come se non bastasse l’anno e mezzo trascorso invano dal Referendum, come se non bastassero i sei mesi di attesa per l’approvazione di questa delibera.
È sempre più evidente che dietro a tanta cocciuta ostilità a trasformare SMAT in Azienda di diritto pubblico si cela la volontà dell’Assessore Dealessandri (della Giunta? del Sindaco?) di privatizzare anche la nostra Azienda dell’acqua.
Per loro non contano i 383.651 Sì all’acqua pubblica espressi dai torinesi nel Referendum del 12-13 giugno 2011. E neppure le migliaia di concittadini che – di fronte all’inerzia della Giunta e del Consiglio comunale nell’attuare la volontà popolare – hanno promosso la delibera di iniziativa popolare per trasformare SMAT SpA in Azienda speciale consortile di diritto pubblico per metterla al riparo dalla privatizzazione.
Comitato provinciale Acqua Pubblica Torino
Leggi l'articolo pubblicato su La Stampa del 17 gennaio 2013