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Programma di governo della Sindaca di Torino - Osservazioni e proposte

 

Rileviamo che il Programma di governo 2016-2021 della sindaca Appendino dedica solo una breve frase alla politica dell’acqua a pag 32: “sancire una proprietà e gestione interamente pubblica e partecipativa dell'acqua, senza scopo di lucro” riassumendo in modo incompleto quanto già stabilito dall’Art.80 dello Statuto della Città che per essere attuato richiede la trasformazione di SMAT in Azienda di diritto pubblico.

Il Programma si dilunga in azioni di breve, medio, lungo periodo per molti temi, ad es. per la qualità dell’aria, il piano del verde, la tutela degli animali, ecc. ma nulla dice in merito al governo del nostro SII Servizio Idrico Integrato, né è prevista una delega assessorile per le politiche dell’acqua.

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Comune di Torino: tre anni per demolire l’esito referendario

Avevamo cercato il dialogo, offerto tutta la nostra collaborazione per costruire un’Azienda pubblica sana ed efficiente, partecipativa, senza scopo di lucro e rispondere così alla volontà popolare espressa nel Referendum del 12 e 13 giugno 2011.

In questi tre anni, la maggioranza di centro sinistra al Comune di Torino ha respinto ogni possibilità di dialogo e ha frapposto continui ostacoli, sempre più capziosi e pretestuosi, per affossare la delibera di iniziativa popolare che applicava il referendum e metteva SMAT al riparo dalla privatizzazione.

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Con la deliberazione di iniziativa popolare  per la trasformazione di SMAT in azienda speciale consortile di diritto pubblico,  presentata al Consiglio comunale  il 23 luglio 2012,  migliaia di cittadini torinesi chiedevano il rispetto della volontà popolare espressa dal voto referendario del giugno 2011e la gestione pubblica dell’acqua, senza scopo di lucro.

L’esame della delibera ha avuto un iter lungo e defatigante, nonostante l’impegno del presidente della VI Commissione consiliare competente e l’assidua partecipazione del Comitato Acqua Pubblica Torino.

Una volta giunta al voto del Consiglio comunale, la delibera ha subito significative mutilazioni e un rinvio di tre mesi per verificare ulteriormente fattibilità e condizioni della trasformazione che mai, in  nessun altro caso – e ve ne sono stati di meritevoli  - il Consiglio comunale ha mai richiesto in precedenza.

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Dopo il cambiamento dello Statuto della Città per iniziativa dei cittadini e dopo il voto di 383.000 torinesi per l’acqua pubblica al Referendum, ora il Consiglio Comunale è “costretto” ad approvare la delibera di iniziativa popolare per l’avvio della trasformazione di Smat, la nostra azienda dell’acqua, in azienda pubblica e partecipata, seguendo il modello parigino. Questo malgrado l’opposizione dei forti poteri finanziari di questa città.
È il risultato dell’impegno popolare. Il merito spetta a tutti quei cittadini che hanno espresso la volontà di partecipare e decidere, con le firme, con la partecipazione al referendum, con tutti gli strumenti di Democrazia che la Costituzione della nostra Repubblica ci mette a disposizione.

Per questo diciamo: un grande passo in avanti.


Un piccolo passo per il Consiglio Comunale.

La delibera di iniziativa popolare è stata emendata nelle sue motivazioni: i consiglieri non hanno avuto il coraggio civile di condividere il distacco critico della maggioranza dei torinesi nei confronti dell’ideologia del “tuttomercato”. I cittadini italiani hanno deciso la separazione tra acqua e mercato, perché l’acqua non è merce ma Bene Comune dell’Umanità.
La timidezza del Consiglio Comunale non è comunque servita a placare gli estremismi ideologici della componente ultra-liberista della stessa maggioranza comunale, che si è platealmente dissociata.
Altrettanto grave è che il Consiglio Comunale ostacoli la volontà popolare imponendo ancora, dopo sei mesi e numerose sedute di commissioni, ulteriori verifiche e valutazioni.
Noi non ci spaventiamo, da anni studiamo la questione e siamo pronti far valere le nostre ragioni, confrontandoci però sui dati concreti e non sulla pretesa superiorità, questa sì tutta ideologica, del mercato (“a prescindere”, come diceva Totò!).

Una cosa è certa: con l’aiuto della cittadinanza, che non è mai mancato nella lotta per l’acqua pubblica, chiederemo e imporremo che questa pretesa analisi, queste valutazioni, non si svolgano in stanze inaccessibili, ma siano assolutamente pubbliche e si basino su dati totalmente, e senza eccezioni, accessibili ai cittadini.


Ricordiamoci: l’opposto di “pubblico” non è “privato” ma “segreto”!

Perciò diciamo: a Torino siamo 383.000, non perdiamoci di vista!

Perché si scrive acqua ma si legge democrazia

LEGGI LA VERSIONE ORIGINALE DELLA DELIBERA PROPOSTA DAL COMITATO E FIRMATA DAI CITTADINI TORINESI

LEGGI LA VERSIONE FINALE EMENDATA DAL CONSIGLIO COMUNALE

Scarica il volantino [pdf 207 Kb]

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Delibera di iniziativa popolare per la trasformazione di SMAT SpA in Azienda speciale di diritto pubblico

Lunedì 4 marzo un incerto Consiglio Comunale di Torino è stato costretto ad approvare la delibera di iniziativa popolare sotto la spinta democratica dei cittadini.

Emendamenti dell’ultimo minuto hanno comunque introdotto due elementi che giudichiamo negativamente.

Il PD ha voluto cancellare gran parte della c.d. “narrativa” che esprimeva le motivazioni che avevano portato alla proposta. La maggioranza di centro sinistra del Consiglio Comunale non ha avuto il coraggio di condividere il senso critico di larga parte della cittadinanza. Malgrado ciò non è riuscita a placare le intransigenti pregiudiziali ideologiche della componente ultra-liberista della stessa maggioranza.

Nel dispositivo si sono introdotti ulteriori passaggi di valutazione e analisi per l’effettiva applicazione della delibera,che, ricordiamo, viene discussa a distanza di sei mesi dalla sua presentazione.

Rispetto a questi ostacoli dell’ultimo minuto noi continueremo a portare avanti la nostra azione di coinvolgimento della cittadinanza.

Esprimiamo dubbi sulla serenità di giudizio di funzionari comunali che fino a ieri hanno posto un pregiudiziale NO alla trasformazione di SMAT. Pertanto chiediamo che l’approfondimento, richiesto con l’emendamento 11, data la sua delicatezza, sia svolto da un organismo indipendente di altissimo livello al quale sottoporre i diversi studi favorevoli o contrari che verranno effettuati.

Una valutazione più completa e articolata del Comitato Acqua Pubblica di Torino verrà espressa a breve.

Torino, 4 marzo 2013

 

Il Comunicato Stampa sul sito del Comune di Torino: "La SMAT S.p.A. potrebbe diventare azienda speciale consortile"