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Crisi idrica e sprechi

Ultime notizie:

  • 5 gennaio 2024 - Crisi idrica: la politica dello struzzo 
  • 29 giugno 2023 - SMAT S.p.A. Basta sprechi e tubi rotti: rinnovate gli acquedotti! 
  • 16 febbraio 2023 - Quanti anni sono necessari per ridurre le perdite di un acquedotto? (Simulatore) 
  • 16 febbraio 2023 - Scende la pioggia? Mah, chissà... 
  • 7 gennaio 2023 - Spreco idrico del 34%: basta parole, chiediamo fatti 
Crisi idrica e sprechi

Spreco idrico del 34%: basta parole, chiediamo fatti

Dettagli
Crisi idrica
07 Gennaio 2023

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Il consiglio comunale di Torino si accinge a discutere il bilancio di previsione 2023. Saprà essere all’altezza delle sfide poste dalla crisi climatica alla gestione della nostra acqua? A partire dalla più cruciale di tutte: lo spreco idrico. I dati forniti da SMAT Spa in seguito a un lungo e laborioso accesso civico ai documenti, sono ormai scandalosi:

Anno 2021 – intero ambito torinese

  • 305.152.259 mc di acqua prelevata dall'ambiente;
  • 201.454.818 mc di acqua consumata/utilizzata;
  • 103.697.441 mc di perdite totali di acqua, pari quindi al 34% della quantità prelevata.

Le perdite delle reti idriche sono principalmente dovute ad una trascurata manutenzione ed alla mancata sostituzione dei tubi negli anni, che hanno portato all’attuale drammatica situazione.

Chiediamo: a cosa serve il programma dei mega investimenti per i nuovi invasi - vedi diga Tournon (già Combanera) – presentati da Smat SpA il 23 settembre scorso in VI e III commissione consiliare della Città di Torino all’interno del “Piano strategico di contrasto alla siccità”, se poi più di un terzo dell’acqua si perde nel percorso prima di arrivare ai rubinetti? E se poi succede che non piove e le dighe restano vuote, come è successo a Ceresole Reale questa estate?

Era già poco promettente il programma degli interventi approvato nel 2020 dalla Conferenza ATO3 che, per gli anni 2020-2023, destinava solo il 2% degli investimenti alla riduzione dello spreco idrico (indicatore M1 con priorità elevata).  Quanto di questo già scarno 2% è stato realizzato?

E’ ORA, se non già TARDI, di invertire le priorità degli investimenti!

La riluttanza di SMAT SpA a spendere per risparmiare acqua è evidente anche dal progetto di digitalizzazione delle reti finanziato dal PNRR, che da qui al 2028 si pone come unico obiettivo di rincorrere le falle con l’aiuto della tecnologia anziché di risolvere il problema alla radice.

I dati dimostrano ancora una volta come sia urgente e non più rimandabile un programma di integrale sostituzione della rete idrica, come ha fatto il Comune di Perrero, che gestisce in autonomia il proprio acquedotto.

Essenziale è anche il recupero sollecito e potenziamento delle capacità tecniche e progettuali all’interno di SMAT, per non affidare più la progettazione anche preliminare dei grandi lavori alle aziende appaltatrici, privandosi di ogni concreta possibilità tecnica non solo di progettazione ma anche e soprattutto di controllo sull’esecuzione e gestione delle opere stesse.

E ripristinare equità e trasparenza della tariffa: anche se Arera istiga ad addebiti ingiusti e ingiustificati come il ripristino sotto mentite spoglie del profitto sull’acqua,  il conguaglio che ci fa pagare anche l’acqua non consumata, o l’aggravio del 2% della tariffa che fa ricadere su tutti gli utenti l’onere della morosità non solo incolpevole ma anche di quella colpevole a solo vantaggio dei furbi e dei disonesti.       

Alla luce di queste problematiche chiediamo che il Consiglio comunale approvi al più presto un atto di indirizzo rivolto a SMAT SpA affinché dia priorità ad un piano di sostituzione della rete idrica a salvaguardia del più essenziale dei Beni Comuni, al potenziamento delle professionalità interne all’azienda e all’impiego degli utili a bilancio per la riduzione della tariffa. 

Torino, 7 Gennaio 2023

Riprendiamo la mobilitazione contro il decreto delegato sulla Concorrenza che rilancia le privatizzazioni

Dettagli
Crisi idrica
17 Ottobre 2022

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Varato dal Governo Draghi dimissionario il 16 settembre 2022, una settimana prima del voto, il decreto delegato di riordino dei servizi pubblici locali, si configura chiaramente come un “eccesso di delega” che non può in alcun modo essere accettato.

Discendente dalla Legge delega sulla concorrenza n. 118 del 5 agosto 2022, questo decreto

* esclude la possibilità per le aziende speciali di gestire i servizi a rete, ammessa dalla legislazione europea, nella stessa legge delega e mai messa in discussione in Parlamento

* reintroduce l’obbligo degli Enti Locali che scelgono l’autoproduzione dei servizi, di giustificare le ragioni del mancato ricorso al mercato, dizione espunta nel corso del dibattito parlamentare;

* stabilisce che tale relazione debba essere inviata all’Osservatorio per i servizi pubblici locali, ripristinando per questa via una “supervisione” nazionale che era stata esclusa in corso d’opera nella discussione del Parlamento.

Una volta insediato il nuovo Parlamento, il decreto delegato sarà esaminato dalle commissioni competenti per un parere solo consultivo, ma che necessita invece dell’intesa e cioè il consenso dalla Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Autonomie Locali), per poter essere rinviato al Consiglio dei Ministri per l’approvazione definitiva. Ricordiamo che la “riforma Madia” sui servizi pubblici locali del 2016 venne giudicata incostituzionale proprio perché prevedeva solo il parere e non l’intesa con la Conferenza Unificata.

Ci troviamo di fronte ad un provvedimento che stravolge il mandato parlamentare e che non può che essere rigettato dal Governo entrante e dalle nuove Commissioni parlamentari competenti.

Dobbiamo quindi riprendere la mobilitazione dei mesi scorsi che ci ha portato all’approvazione dell’Art. 8 della legge sulla concorrenza. Non è un traguardo glorioso ma almeno lascia le cose come stanno, e chiude la strada alla privatizzazione dell’acqua e degli altri servizi pubblici locali

Vi proponiamo perciò di incontrarci già il prossimo martedì 18 ottobre 2022, ore 21

per valutare insieme il da farsi,

da ACMOS in via Leoncavallo, 27- Torino

oppure a distanza collegandovi qui https://us02web.zoom.us/j/87609545568?pwd=dmxMVzFRbVlKY0tjZlI5d2wwQ2o3Zz09

Sbarriamo la strada a scelte che spingono verso la privatizzazione dei servizi pubblici locali e non rispettano l’esito dei referendum del 2011.Torino, ottobre 2022

Un buco nell'acqua: L'Espresso del 14 agosto 2022

Dettagli
Crisi idrica
16 Agosto 2022

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Alla redazione de L’ESPRESSO

all’attenzione del direttore Lirio Abbate e di Antonio Fraschilla

Finalmente un giornale importante come l’Espresso divulga nel numero 32 di Ferragosto le vere cause dell’immane spreco idrico che tuttora si compie nel nostro Paese dove la crisi climatica è aggravata dall’ignavia dei governi nazionali e locali nella tutela e gestione del bene comune acqua.

Peccato che a pag. 16 incorra nell’errore di attribuire alla Legge Galli l’avvio della privatizzazione del servizio idrico. Non è così, anzi: i tentativi di privatizzazione dell’acqua sono stati molteplici ma tutti sconfitti, a partire dal Referendum del 2011 fino al recente Art. 6 del DdL Concorrenza, che il Movimento dell’Acqua ha convinto il Parlamento a depurare di ogni apertura verso il privato.

La legge Galli, in realtà, consente diverse forme di gestione del Servizio Idrico Integrato: dalla gestione diretta fuori mercato da parte del Comune/i tramite Azienda Speciale Consortile o attraverso la forma giuridica dell’ “in house providing” (confermata di recente dalla Sentenza della Corte di Giustizia Europea ), alla gestione pubblico-privato (PPP) fino alla totale concessione al privato.

Segnaliamo che solo in Italia e nei Paesi meno sviluppati sopravvive l’obiettivo della privatizzazione dell’acqua, mentre nel mondo intero si sta ritornando alla sua proprietà e gestione pubblica, v.

  • L’Acqua pubblica è il Futuro, 2015,
  • Il ritorno alla gestione pubblica dei servizi di base, 2017, 
  • Il Futuro è pubblico, 2020.

Ringraziamo per l’attenzione e per la correzione che vorrete pubblicare.

Comitato provinciale Acqua Pubblica Torino

www.acquabenecomunetorino.org

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

cell. 388 8597492

Torino, 16 agosto 2022

 

Crisi idrica - andrà tutto bene?

Dettagli
Crisi idrica
12 Agosto 2022

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In Piemonte non c'è mai stata così poca acqua nelle falde, scrive Repubblica del 10 Agosto, riportando le parole di Angelo Robotto, direttore di Arpa Piemonte.
A Torino la situazione appare un po’ meno peggio degli altri luoghi monitorati, tuttavia c’è poco da rallegrarsi dato che “anche le falde si prosciugano e a Torino il livello di soggiacenza misurato dal rilevatore di piazza d'Armi è di 22,8 metri, di poco superiore alla media che è di 22,38, ma nemmeno troppo lontano dal valore peggiore mai misurato che è 23,39 metri”.
 
Non ci risulta che queste notizie allarmanti sulle condizioni delle risorse idriche di Torino abbiano sollecitato qualche consigliere comunale a chiedere al Sindaco di intervenire nei confronti di SMAT ma anche degli utenti.
Finora Comune di Torino e SMAT hanno sempre negato che Torino possa avere in futuro problemi di approvvigionamento in quanto i Comuni della pianura attingono alla falda profonda.
 
Tuttavia lo stato della falda superficiale descritto nell’articolo è l’ennesimo segnale di una crisi che non sarà temporanea, in quanto effetto della crisi climatica.
Pertanto ci rivolgiamo al Sindaco di Torino, all’assessora Foglietta, ai componenti della VI Commissione Consiliare e della Commissione Servizi Pubblici Locali chiedendo se sono a conoscenza della situazione e quali provvedimenti sono stati presi per fronteggiare la siccità.
 
Dal canto nostro, riteniamo fondamentale:
 
  • Un piano per la ristrutturazione della rete idrica obsoleta che perde più del 30% in tutto l’ambito, destinando ad esso gli utili delle aziende che gestiscono il servizio;
  • Una corretta informazione della cittadinanza sulla necessità di risparmio idrico;
  • Ordinanze per evitare almeno gli sprechi più evidenti: lavaggio veicoli, strade (salvo necessità urgenti di igiene pubblica), innaffiamento giardini (almeno nelle ore diurne) - sono sicuramente misure impopolari, ma sarà ben più sgradevole per i cittadini vedersi razionare l’acqua in un prossimo futuro;
  • Ammodernare gli impianti di irrigazione in agricoltura (ad es. irrigazione a goccia) e utilizzare le acque piovane;
  • Incentivare la realizzazione di reti idriche duali e l’installazione di dispositivi per il  risparmio idrico nell’edilizia di servizio, residenziale e produttiva.
Torino, Agosto 2022
 

Il Comune di Perrero dà l'esempio

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Crisi idrica
30 Giugno 2022

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La sostituzione delle reti degli acquedotti
continua a non essere una priorità per l’ATO3

 

Nonostante la nostra sollecitazione, la Conferenza d’Ambito, che riunisce i/le rappresentanti delle Aree omogenee e delle Unioni montane, nella riunione di oggi giovedì 30 giugno, dichiara che la situazione per la gestione dell’emergenza idrica è sotto controllo.

SMAT SpA ha pronte le autobotti per intervenire nei territori che dovessero rimanere senz’acqua, un sistema semaforico dà indicazione ai sindaci e alle sindache su quando emanare l’ordinanza per ridurre i consumi.

Un progetto da ben 50 milioni di euro è stato candidato al PNRR per la ricerca delle perdite di rete con alta tecnologia.

Non una parola sulla necessità di intervenire sulla ristrutturazione della rete idrica obsoleta che perde più del 30% in tutto l’ambito.

Unica voce fuori dal coro, il Comune di Perrero, piccolo abitato montano che guarda caso gestisce in proprio il Servizio Idrico Integrato.

L’amministrazione comunale ha deciso per tempo di investire per sostituire tutta la rete idrica comunale, lunga più di 50 km, riducendo drasticamente le perdite e sta per intervenire anche per limitare le dispersioni dei troppo pieni delle dieci captazioni di sua competenza.

Anziché combatterli nelle aule processuali, si prenda esempio dai piccoli Comuni che si assumono direttamente la responsabilità di gestire l’acqua come bene comune e non come merce.

Torino, 30 giugno 2022

640px Perrero panorama

Foto: Comune di Perrero (fonte Wikipedia)

 

Montagna scavata, acqua sprecata

Dettagli
Crisi idrica
23 Febbraio 2022

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In questi giorni i media riportano con frequenza notizie sulla siccità in Piemonte.

Non è la prima volta e certo non sarà l'ultima. Anzi, gli effetti del cambiamento climatico porranno con sempre maggiore urgenza il tema della carenza d'acqua e della disomogenea distribuzione delle precipitazioni nel corso dell'anno.

Questa situazione causerà inevitabili impatti sulla popolazione, con rischio di razionamento della distribuzione in alcune zone e problemi per l'irrigazione delle colture agricole.

In questo contesto, nel cuore delle montagne della Valsusa e della Maurienne (in Francia) si verifica da anni un colossale spreco d'acqua.

Infatti, i lavori per la realizzazione del cunicolo esplorativo del TAV Torino-Lione, lungo 7 km, dal 2013 causano fuoriuscite d'acqua provenienti dalle falde intercettate dalle trivelle.

I dati disponibili indicano una portata media di 102,6 litri/secondo. Su base annua, il volume d'acqua fuoriuscito equivale al fabbisogno di una comunità di 40.000 persone.

Analoghe sottrazioni e sprechi si verificano sul versante francese, dove i tunnel di servizio sono tre e asciugano le Alpi dal 2010.

Considerando che questi dati riguardano gallerie secondarie, di limitato chilometraggio e profondità, è ragionevole prevedere che lo scavo dei due tunnel principali, ciascuno lungo 57 km e che raggiungeranno maggiori profondità, causerà perdite d'acqua decisamente più rilevanti.

Forse Telt intende prendere alla lettera il tema della Giornata Mondiale dell’Acqua 2022 che si celebrerà il 22 marzo prossimo: acque sotterranee - rendere visibile l’invisibile, ma, nella sostanza, si sottrae l'acqua al suo ciclo naturale, rischiando così di compromettere interi ecosistemi.

E' sconcertante che questi “effetti collaterali” siano stati previsti in fase progettuale ed approvati dalle autorità competenti. Evidentemente sono stati considerati irrilevanti rispetto agli ipotetici e ampiamente discutibili benefici (per chi?) derivanti dalla realizzazione della “Grande Opera”.

E' sconcertante la distanza tra i dichiarati intenti dei vari organi di governo, locali e nazionale, volti al contrasto del cambiamento climatico e alla tutela delle risorse ambientali, e le azioni concrete che spesso, come in questo caso, vanno nella direzione opposta (nel PNRR il TAV è considerata opera prioritaria).

E' sconcertante che, finora, ciò sia avvenuto nella più totale indifferenza.

Si dovrà attendere che i rubinetti restino a secco prima che la nostra classe dirigente inizi ad agire seriamente, scevra da pregiudizi ideologici e senza la pressione di interessi economici, per la tutela del bene comune acqua?

 

VENUTE D’ACQUA* NEL CUNICOLO ESPLORATIVO DE  LA MADDALENA (CHIOMONTE) PER LA LINEA FERROVIARIA AD ALTA VELOCITA’ TORINO-LIONE

Dati forniti da TELT in data 3 dicembre 2021

* venuta d’acqua = fuoriuscita improvvisa di una sensibile quantità d’acqua dalla parete di scavo, proveniente da una falda o da una sacca (fonte: Treccani)

Data avvio scavo

22/01/2013

Data termine scavo

20/02/2017

Lunghezza cunicolo

7.020 m

Numero venute d’acqua

245

Distanza media tra le venute

30 m

Portata complessiva delle venute attive a febbraio 2017

102,6 l/s

Volume d’acqua fuoriuscito dal cunicolo in un anno

3.235.593,6 mc/a

NB il dato non comprende le 78 venute d’acqua che a febbraio 2017 sono risultate esaurite ma che negli anni di scavo precedenti sono state censite come attive

Volume d’acqua fuoriuscito, stimato sul dato di febbraio 2017,

dalla conclusione dello scavo al 31 dicembre 2021

16.177.968 mc

Consumo di acqua potabile pro capite al giorno (fonte Istat)

220 litri

Consumo di acqua potabile pro capite all’anno

80.300 litri

Il volume d’acqua fuoriuscito in un anno dal cunicolo esplorativo di circa 7 km è dunque pari al fabbisogno idrico annuo di circa 40.000 persone

Per l’intera galleria di 57 km, oltre 8 volte la lunghezza del cunicolo esplorativo, prevista per la realizzazione della linea ad alta velocità Torino-Lione si può ipotizzare, al termine dello scavo, la fuoriuscita di un volume d’acqua ogni anno pari a: 24.590.500 mc corrispondente al fabbisogno idrico annuo di 300.000 persone.

Considerata la doppia canna prevista dal progetto, il dato potrebbe raddoppiare, arrivando a corrispondere al fabbisogno annuo di ben 600.000 persone.

Non va dimenticato che l’acqua che esce dalle viscere della montagna ha una temperatura superiore a quella dei corpi idrici superficiali ed è potenzialmente contaminata dai lavori di cantiere, pertanto non può essere immessa nell’ambiente senza essere raffreddata e purificata.

 

23 febbraio 2022.

Segreteria Operativa Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

Via Macerata, 22/A – 00176 Roma - Tel. +39 333 6876990

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. / Sito web: www.acquabenecomune.org

 

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