Comunicato stampa: Abbiamo sbagliato delibera?

Forse i Comitati torinesi dovrebbero innanzitutto presentare una delibera per modificare lo Statuto della Città di Torino e il Regolamento n. 297 sulla partecipazione, introducendo tempi certi per la discussione consiliare delle delibere di iniziativa popolare.
Durante la seduta del Consiglio comunale del 3 giugno scorso è stata nuovamente sospesa la discussione della delibera “No al rinnovo delle alberate con abbattimento di alberi sani”, depositata esattamente un anno prima, insieme a 2500 firme, da associazioni ambientaliste e da cittadini aderenti a comitati spontanei per la difesa di viali e parchi. Idem per la delibera “Salvare l’Acqua per Salvare il Futuro”, depositata dal Comitato Acqua Pubblica Torino il 19 dicembre 2023 con oltre 2000 firme.
Se questi rinvii significassero che i consiglieri stanno riflettendo sull’opportunità di approvare le delibere come presentate, senza emendamenti, saremmo felici di concedere loro altro tempo. Temiamo però che questo tergiversare, al contrario, dimostri il loro scarso interesse e la speranza (vana) che si affievolisca anche l’attenzione dei cittadini per queste istanze.
Di che cosa ha discusso il 3 giugno il Consiglio comunale? Scusate se per una volta non usiamo eufemismi: di merda. L’assessore Tresso ha risposto all’interpellanza del consigliere Iannò in merito alla gestione degli escrementi prodotti dai cavalli della polizia che pattuglia il parco del Valentino. Discussa ma non approvata per mancanza del numero legale la mozione della consigliera Patriarca sulle sanzioni alle deiezioni canine.
Vorremmo poter dire che oltre a questi due punti di infimo livello di rilevanza politica sono stati affrontati altri argomenti importanti. Il fatto è che “affrontati” non è la parola giusta. L’assessora Foglietta, assente anche stavolta, ha graziosamente inviato una risposta alle interpellanze sui blackout, dovuti alla mancata manutenzione straordinaria della rete elettrica da parte di IRETI. Come suo tipico, la Foglietta ha snocciolato numeri, che non dimostrano affatto però che IRETI stia investendo a sufficienza per risolvere il problema che danneggia i cittadini. I quali, secondo il consigliere Viale, devono essere semplicemente avvisati di dover subire i blackout nel presente e nel futuro. Resta ignoto, inoltre, come la situazione si concili con l’aumento degli abitanti torinesi a oltre 1.000.000 previsto nel Nuovo Piano Regolatore. (Ricordiamo che IRETI appartiene al gruppo IREN che, oltre a elettricità, gas e rifiuti, ambirebbe a mettere le mani pure sul servizio idrico.)
Inoltre è stato approvato un odg della presidente del Consiglio Grippo intitolato “Sostegno del Consiglio comunale al principio del non primo uso delle armi nucleari”: delle armi nucleari va bandito l’uso tout court e l’iniziativa della Grippo lascia quindi il tempo che trova.
L’atteggiamento del Comune di Torino continua quindi a essere lesivo dei diritti di partecipazione e ben poco democratico. Si preoccupa che le scarpe dei cittadini non si sporchino di escrementi animali, ma non garantisce la luce elettrica necessaria a evitare di finirci dentro, né una gestione senza sprechi dell’acqua con cui lavarci. Né ci assicura gli alberi che ci diano ombra e ossigeno e non vuole promuovere realmente la pace che ci consenta di portare avanti serenamente le nostre vite.
Torino, 5 giugno 2026
COMITATO ACQUA PUBBLICA TORINO
COMITATO SALVIAMO GLI ALBERI DI CORSO BELGIO
COMITATO LOCALE DEL FORUM SALVIAMO IL PAESAGGIO – TORINO


















