Lettera aperta ai Consiglieri/e comunali di Torino riguardante la Delibera di iniziativa popolare di indirizzo a SMAT s.p.a

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Lettera aperta ai Consiglieri/e comunali di Torino
riguardante la Proposta di deliberazione d’iniziativa popolare n. 4541 / 2024:
“Indirizzi del consiglio comunale di Torino a SMAT s.p.a. in ordine alla gestione del servizio idrico integrato per far fronte alla crisi climatica e all’incombente siccità, a tutela della risorsa idrica, dell’ambiente
e della qualità della vita della cittadinanza.”
Sono più di due anni che aspettiamo il voto del Consiglio Comunale sulla nostra delibera di iniziativa popolare sottoscritta da oltre 2.000 cittadini/e torinesi.
Iscritta all’ordine del giorno del Consiglio il 16 febbraio 2024, discussa più volte nelle Commissioni competenti e oggetto di incontri inconcludenti con esponenti della maggioranza, non viene ancora liberata per il voto finale.
Ormai è chiaro ed evidente che per i nostri Consiglieri/e comunali la partecipazione dei torinesi alla formazione delle decisioni che li riguardano non è un diritto sancito dallo Statuto della Città ma un fastidio da evitare.
Benché gli strumenti legali e amministrativi per esercitare concretamente la partecipazione dal basso non manchino (istanze, petizioni, proposte di deliberazione e di referendum di iniziativa popolare) i torinesi che vi ricorrono hanno raramente la soddisfazione di vederli accogliere o respingere da parte dei consiglieri/e comunali.
Così le proposte d’iniziativa popolare sull’acqua bene comune, sulla proprietà e gestione dei servizi pubblici locali, sul verde pubblico, sull’ambiente fino all’apartheid dell’acqua praticato in Israele contro i palestinesi, restano da anni nel limbo dell’ordine del giorno del Consiglio comunale ma non vengono mai poste in votazione per essere approvate o respinte.
La stessa Presidente del Consiglio comunale, che dovrebbe garantire la correttezza della procedura di esame delle proposte fino alla conclusione con il voto, si limita al primo atto della loro presentazione e le abbandona poi al disinteresse e all'inerzia dei consiglieri/e.
Denunciamo con forza questa vergognosa assenza di democrazia nell’istituzione comunale che dovrebbe essere più vicina ai cittadini/e e chiediamo che gli eletti/e applichino e rispettino le norme esistenti a garanzia della partecipazione popolare alla gestione della cosa pubblica.
Torino, Luglio 2026


















