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Alla redazione de L’ESPRESSO

all’attenzione del direttore Lirio Abbate e di Antonio Fraschilla

Finalmente un giornale importante come l’Espresso divulga nel numero 32 di Ferragosto le vere cause dell’immane spreco idrico che tuttora si compie nel nostro Paese dove la crisi climatica è aggravata dall’ignavia dei governi nazionali e locali nella tutela e gestione del bene comune acqua.

Peccato che a pag. 16 incorra nell’errore di attribuire alla Legge Galli l’avvio della privatizzazione del servizio idrico. Non è così, anzi: i tentativi di privatizzazione dell’acqua sono stati molteplici ma tutti sconfitti, a partire dal Referendum del 2011 fino al recente Art. 6 del DdL Concorrenza, che il Movimento dell’Acqua ha convinto il Parlamento a depurare di ogni apertura verso il privato.

La legge Galli, in realtà, consente diverse forme di gestione del Servizio Idrico Integrato: dalla gestione diretta fuori mercato da parte del Comune/i tramite Azienda Speciale Consortile o attraverso la forma giuridica dell’ “in house providing” (confermata di recente dalla Sentenza della Corte di Giustizia Europea ), alla gestione pubblico-privato (PPP) fino alla totale concessione al privato.

Segnaliamo che solo in Italia e nei Paesi meno sviluppati sopravvive l’obiettivo della privatizzazione dell’acqua, mentre nel mondo intero si sta ritornando alla sua proprietà e gestione pubblica, v.

Ringraziamo per l’attenzione e per la correzione che vorrete pubblicare.

Comitato provinciale Acqua Pubblica Torino

www.acquabenecomunetorino.org

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cell. 388 8597492

Torino, 16 agosto 2022