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10 aprile 2017: Revisione della Carta del Servizio Idrico di ATO3

ATO
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Forum italiano dei movimenti per l'acqua

Comitato provinciale Acqua Pubblica Torino

Via Mantova 34 - 10153 Torino

www.acquapubblicatorino.org

Tel. 388 8597492

 

Torino, 10 aprile 2017

 

Alla Direzione dell’ATO3 torinese

Via Lagrange 35

10123 Torino 

 

Ai componenti della Conferenza dei Rappresentanti degli Enti Locali dell’ATO3 Torinese

Loro indirizzi

 

Alla Sindaca della Città Metropolitana di Torino

Corso Inghilterra 7

10138 Torino

 

Ai consiglieri Metropolitani

Loro indirizzi

 

All’Assessora all’Ambiente del Comune di Torino

via Corte d’Appello 16

Torino

 

Ai Comuni membri dell’ATO3 Torinese

Loro indirizzi 

Oggetto: Revisione della Carta del Servizio Idrico di ATO3

Per uno spiacevole disguido di cui siamo responsabili, non abbiamo inviato in tempo (entro l’8 marzo 2017) le osservazioni al testo di revisione della Carta del Servizio Idrico di ATO3.

 Non essendo ancora concluso l’iter di approvazione della delibera stessa, vi sottoponiamo le nostre considerazioni e proposte, elaborate allo scopo di restituire vita e vigore ai principi e valori della Convenzione istitutiva dell’Ato3 Torinese.

 Tale Convenzione enunciava, infatti, all’Art. 4 obiettivi e criteri operativi dei quali non c’è traccia nella Carta del Servizio Idrico, per quanto attiene alla

  1. effettiva rappresentanza dell’interesse economico degli utenti nella regolazione della tariffa che dovrà essere la minore e più omogenea possibile, compatibilmente …”

L’interesse economico degli utenti non è rappresentato

- né dalla reintroduzione in tariffa della voce “oneri finanziari” al posto della “remunerazione del capitale investito” abrogata dal Referendum 2011- sulla cui legittimità si attende la pronuncia del Consiglio di Stato

- né dall’operazione “Conguaglio tariffa ante 2012” sulla quale si attende il giudizio del Giudice di Pace di Torino.

  1. riqualificazione, salvaguardia e ottimizzazione delle risorse idriche naturali”

Delle aree di salvaguardia per le 1738 fonti di capitazione esistenti, solo 253 sono state definite a tutela della qualità dell’acqua e dell’ambiente. Del tutto insufficiente è anche l’inserimento dei misuratori sui prelievi idropotabili, per evitare emungimenti dannosi alla falda e prelevare quindi solo l’acqua necessaria a soddisfare il fabbisogno dell’utenza.

Ricordiamo che in sede di redazione del Piano d’Ambito 2016-2033 a fronte dei dati sullo spreco idrico da noi evidenziati, SMAT li ha sì contestati ma ha anche dovuto ammettere che le perdite reali ammontano a oltre 92.000.000 metri cubi d’acqual’anno, prelevati in eccesso rispetto al fabbisogno dell’utenza.

  1. la “valorizzazione delle competenze professionali esistenti e la promozione dello sviluppo dell’occupazione locale” a fronte del sempre crescente numero delle esternalizzazioni.

 Non risulta inoltre esistere il Regolamento prescritto dall’Art. 19 della Convenzione “L’assembleadell’area territoriale omogenea stabilisce un proprio regolamento di funzionamento ….”

La mancanza di tale Regolamento appare un alibi perfetto per eludere le prescrizioni di consultazione democratica tra i Comuni dell’Area stessa, sulle decisioni più rilevanti che il loro rappresentante dovrà assumere nella Conferenza ATO.

Si propone che la votazione dei Rappresentanti di Area Omogenea in sede di Conferenza sia accompagnata dal verbale dell’avvenuta riunione dei Comuni membri e dell’esito delle loro votazioni sui temi all’ordine del giorno.

Quanto invece al testo della Carta del Servizio Idrico risultante dalla revisione in corso, vi preghiamo di voler considerare le seguenti osservazioni. 

Art. 1.1. - Erogazione del quantitativo minimo vitale di acqua necessario al soddisfacimento dei bisogni fondamentali

Considerato il notevole avanzo di amministrazione realizzato da SMAT, chiediamo che esso sia in parte destinato a finanziare la gratuità dell’erogazione del minimo vitale a tutti gli utenti, e che in nessun caso il gestore proceda al distacco del contatore.

Art. 1.4. Partecipazione

Nell’attuale stesura, l’articolo sembra considerare alla stessa stregua l’informazione (per la quale s’individuano diverse modalità e strumenti) e la partecipazione che implica il coinvolgimento attivo degli utenti e dei lavoratori, con modalità e procedure che siano occasione di confronto vero e non solo di auspicabile benevola attenzione da parte dell’ATO3 e/o del Gestore (cfr. Art. 16 Convenzione istitutiva ATO3 torinese).

Chiediamo pertanto:

a) Che sia ufficializzata nel regolamento la possibilità da parte dei cittadini di assistere sia alla conferenza dei Sindaci di ATO3, sia alle riunioni delle aree omogenee, dando informazione della convocazione e dell’ordine del giorno sul sito di ATO3.

b) Che venga emanato un regolamento per indicare le modalità di presentazione da parte di cittadini, di istanze e proposte di delibera.

Art. 2.8. Misurazione e fatturazione dei consumi

Siamo certi che risulterà anche all’ATO3 e al Gestore la crescente richiesta da parte degli utenti di contatori individuali e non di condominio.

Abbiamo visto che anche l’AEEGSI si sta ponendo il problema. Se esso si è posto anche a livello locale, sarebbe opportuno che il risultato, ancorché interlocutorio, venisse reso noto.

Art. 3.1 Accessibilità al Servizio e trasparenza nei rapporti con l’Utenza

Riteniamo insufficiente l’operatività nel territorio dell’ATO3 di un solo sportello aperto al pubblico per un orario non inferiore alle 8 ore giornaliere nell’intervallo 8:00 - 18:00 nei giorni lavorativi (lunedì- venerdì) e un orario non inferiore alle 4 ore nell’intervallo 8:00 - 13:00 il sabato).

Proponiamo la presenza di uno sportello con le suddette caratteristiche almeno in ognuna delle Grandi Valli dell’ATO3, e nelle maggiori concentrazioni urbane del territorio torinese.

Esprimiamo la più totale contrarietà all’installazione di call center

3.2 Accesso alla documentazione

La conferma della possibilità già ora prevista per gli utenti di poter “aderire ad una assicurazione di tutela a fronte di eventuali perdite occulte sulla rete interna di loro proprietà” non deve in alcun modo esimere il Gestore dall’obbligo di “predispone procedure per la rilevazione e la segnalazione dei consumi anomali”.

Segnaliamo a questo proposito che il Regolamento del Servizio Idrico di SMAT, all’Art. 11 afferma invece che “SMA Torino non assume in merito alcun obbligo di richiamare l’attenzione dell’Utente su eventuali, anche sproporzionati, aumenti di consumo che potessero comunque essere rilevati, pur adoprandosi, quando possibile, a segnalare all’Utente tali anomalie” .

Sollecitiamo un fermo richiamo a SMAT per il rispetto della Carta del Servizio.

A supporto della necessità di questo richiamo, ricordiamo il caso avvenuto a Giugno 2014 a un utente di Pianezza, al quale è stato imposto lo spostamento del contatore dalla cantina al pozzetto imbocco strada privata, le cui dimensioni rendono molto difficile la lettura del contatore. L’utente ne chiede lo spostamento dal pozzetto inizio strada al pozzetto davanti casa. Si trattava di un piccolo intervento di buon senso: è diventato un’apoteosi della più ottusa burocrazia che ha per protagonisti non solo SMAT e ATO3 ma anche il Garante dell’utente SMAT (sic!), il Sindaco di Pianezza, il Difensore civico regionale, e la stessa AEEGSI.

Risultato: l’utente non riesce ancora a leggere il contatore e accorgersi di eventuali perdite anomale.

4.1 La tutela dell’Utente

Come sopra ricordato, l’utente riesce di rado ad ottenere soddisfacenti risposte dagli organismi indicati nella Carta del Servizio : ATO3, ASL, ARPA, Regione Piemonte e AEEGSI.

Valga il caso dell’utente di Nichelino che non è stato avvertito dall’incaricato della lettura del contatore di una enorme impennata dei consumi. L’utente se n’è accorto a distanza di sei mesi, al ricevimento della bolletta salita da qualche centinaio a oltre 18.000 euro!?!

A nulla è valso rivolgersi agli Enti indicati nella Carta del Servizio idrico in esame e oltre a quelli anche alla SMAT, al Difensore Civico, al Sindaco, alla Regione Piemonte e all’AEEGSI.

L’utente ha dovuto pagare un avvocato privato per ottenere quanto garantito a parole dalla Carta del Servizio Idrico dell’ATO3.

Art 6. IMPEGNO dell’AUTORITA’ D’AMBITO A FAVORE DEGLI UTENTI

Ci auguriamo che a differenza del passato anche recente, ATO3 s’impegni davvero a “ vigilare sul corretto e puntuale adempimento di quanto previsto dalla presente Carta ….”

Le osservazioni e proposte di cui sopra sono presentate anche a questo fine.

Segnaliamo inoltre un’inadempienza riguardo all’ART. 19 della Convenzione Istitutiva dell’ATO3:

L’Assemblea dell’area territoriale omogenea stabilisce un proprio regolamento di funzionamento…”

Sollecitiamo quindi la predisposizione del testo che dovrà contenere anche le eventuali sanzioni per chi si rendesse responsabile d’inosservanza o violazione.

Proponiamo infine che tale Regolamento stabilisca l’obbligo di redazione di un verbale delle avvenute consultazioni tra i Comuni, che il Rappresentante dell’Area Omogenea e/o Comunità Montana dovrà depositare a inizio seduta della Conferenza.

Confidiamo nell’attenzione e accoglimento delle suddette osservazioni e proposte, e inviamo i migliori saluti.

 Per il Comitato provinciale Acqua Pubblica Torino

Andrea Sacco

Cell. 388 8597492 
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