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Forum italiano dei movimenti per l'acqua

Comitato provinciale Acqua Pubblica Torino

Via Mantova 34 - 10153 Torino

www.acquabenecomunetorino.org

Tel. 388 8597492

 

Ai Sindaci dei Comuni membri di ATO3

 

Cc: Cav. Antonio Massa, Presidente di ATO3

       Dott. Giannetto Massazza, Direttore Generale di ATO3

       Rappresentanti delle AO e CM nella Conferenza ATO3

 

Ancora sulla tariffa dell’acqua

 Ci rivolgiamo direttamente a tutti i Sindaci destinatari della mail che ATO3 ha inviato il 5 settembre scorso, e siamo veramente dispiaciuti di non essere ancora riusciti a convincere il Presidente e il Direttore che il nostro atteggiamento nei confronti loro e della Conferenza dell’ATO3 non s’ispira affatto alla conflittualità, al contrario: il nostro intento è collaborativo per una gestione efficiente, trasparente e partecipativa del Servizio Idrico Integrato torinese.

Si veda ad esempio il nostro sostegno alla presa di posizione del Presidente ATO3 del 3 maggio scorso molto critica nei confronti di ARERA. Infatti concordiamo sulla necessità di avere regole omogenee a livello nazionale per la gestione del SII. Si deve però ammettere la totale inadempienza di ARERA su questo versante. Basti guardare alla quantità ed eterogeneità delle gestioni del SII nel nostro paese: altro che gestore unico per ogni singolo ATO!

Ci chiediamo perciò su quali basi, nella suddetta mail del 5 settembre, il Presidente e il Direttore di ATO3 possano attribuire ad ARERA “una marcata e positiva azione di omogeneizzazione delle regole a livello nazionale” .

Se omogeneizzazione c’è stata, essa riguarda unicamente il Metodo tariffario, con le cadenze temporali citate. Ma è proprio su questo che vertono le nostre critiche radicali perché le regole imposte da Arera agli ATO

  • tradiscono la volontà popolare espressa nel Referendum del 2011 che ha cancellato il profitto dall’acqua e che ARERA ha invece reintrodotto in tariffa sotto il nome di “oneri finanziari”

  • espropriano i Comuni del potere di governo del SII

  • impongono un Metodo tariffario opaco, ingiusto ed eccessivamente oneroso per gli utenti.

 Per questo abbiamo lanciato una campagna nazionale per lo scioglimento di Arera e il ritorno delle sue competenze al Ministero per l’Ambiente, con beneficio anche dei conti pubblici, v. http://www.acquabenecomune.org/attivita/campagne/stop-arera.

 Nella sua lettera, Ato3 contesta i dati da noi segnalati, senza entrare nel merito. E’ invece a nostro avviso quanto mai necessario approfondirli. A questo mira la nostra richiesta di incontro per un chiarimento che ponga fine alle spiacevoli polemiche in corso, come quella di aver usato l’aggettivo “nuovi” conguagli, quando esso qualifica semplicemente la componente del “Nuovo Metodo Tariffario” che li introduce in tariffa.

Arera infatti ha autorizzato non solo il conguaglio di minori o maggiori costi preventivati rispetto a quelli realmente sostenuti, ma anche il deprecabile addebito dei minori consumi effettivi d’acqua rispetto a quelli preventivati, come meglio chiarito di seguito e che rappresentano la parte più consistente del conguaglio stesso. Confermiamo che esso ammonta complessivamente a oltre 90 milioni di euro addebitati agli utenti per il periodo 2016-2019, e non solo ai € 267 000 citati nella mail di ATO3 che rappresentano solo il conguaglio…del conguaglio, v. più sotto (cfr. ATO3, determina 210 di Ottobre 2016 che corregge la 116 dello stesso anno).

Sappiamo bene che la maggiore responsabilità pesa su ARERA e la nostra critica precisa e puntuale necessita però di entrare nel merito dei meccanismi di calcolo.

 La tariffa, come fissano le direttive europee, deve coprire tutti i costi sostenuti per erogare il SII. Ma in tariffa sono veramente inclusi i soli costi del servizio?

  • La remunerazione del capitale proprio, ossia del gestore, abrogata dal referendum e ripristinata con la modifica della denominazione in “onere finanziario del Gestore” è un costo? NO !

Oneri Finanziari, ossia profitti di Smat spa caricati in tariffa dal 2013 al 2017 ammontano a circa 155 milioni di euro v. ATO3: All. A delibera 483/2013; All. A delibera 522/2017; all. D determina 210/2016

  • La tariffa comprende la componente morosità che dovrebbe essere riferita a costi/oneri realmente sostenuti dal Gestore per le insolvenze, le perdite per mancate riscossioni dei crediti e invece si tratta di una percentuale dell’ 1,6% (tariffe 2013/2014) e del 2,1% (tariffe dal 2015) calcolata sul fatturato realizzato dal gestore! (articolo 30.3 MTI-2 Arera) La c.d. morosità è un costo per il gestore? NO !

Componente morosità caricate in tariffa dal 2013/2017 circa 24 milioni di euro. Piccola curiosità: il Gestore negli anni dal 2013 al 2017 ha utilizzato dal “fondo accantonamento rischi su crediti” circa 12 milioni di euro per perdite certe.

v. ATO3: All. A delibera 522/2014 tariffa 2014/2015; Determinazione 210/2016 tariffa 2016/2019 (tools)

  • La tariffa comprende la componente conguaglio, calcolato sui bilanci consuntivi del gestore relativi ai due anni precedenti l’anno di riferimento della tariffa e si applica solo ad alcune componenti dei costi sostenuti dal Gestore, quali i costi per acquisto di energia elettrica, i costi per acquisto di acqua all’ingrosso, i costi c.d. ambientali, gli altri costi (tributi locali, contributi alle comunità montane, alle Autorità d’Ambito, all’Arera etc) e da ultimo, non per importanza, la variazione dei volumi d’acqua fatturata CHE NON E’ UN COSTO ma la differenza tra quanto preventivato dal piano economico finanziario predisposto dall’Ato e quanto fatturato a consuntivo dal Gestore (vedi un esempio esplicativo: ATO3, determina 116/2016 All. D, periodo regolatorio 2016/2019 pag. 26).

Ma si ritiene veramente che quest’ultima componente di conguaglio sia un costo sostenuto dal Gestore maggiore di quello preventivato? NO!

Componente variazione conguaglio volumi acqua fatturata rispetto a quella preventivata (negativo per gli utenti) caricate nelle tariffe dal 2014 al 2017, circa 109 milioni di euro.

ATO3: All. A delibera 522/2014; All. D determina210/2016; all. C delibera 692/2018

Noi riteniamo che sia quanto meno inqualificabile far pagare con il “nuovo conguaglio” stabilito dalla “nuova tariffa” del “nuovo metodo tariffario” imposto da Arera l’acqua non consumata ! Il Giudice di pace di Torino lo ha ritenuto addirittura illegittimo, condannando SMAT a rimborsarlo all’utente che aveva fatto ricorso.

Ecco perché la risposta dell’Autorità d’Ambito Torinese non ci ha affatto soddisfatto, e ribadiamo pertanto che la “nuova tariffa” è iniqua, opaca e “fabbricatrice” di utili per il gestore: essa ha reso a SMAT dal 2014 al 2017 ben 220 milioni di euro!

Ecco perché chiediamo la completa revisione del metodo tariffario con la soppressione di quello spropositato, dispendioso carrozzone di Arera e il trasferimento delle sue funzioni al Ministero dell’Ambiente!

Ato3 scrive che la tariffa di anno in anno non aumenta, o aumenta di poco, ma ciò deriva solo da una sapiente ripartizione degli oneri su più anni. Di quanto scenderebbe se davvero pagassimo solo i costi, come prevede la legge, e non gli artifici di Arera sopra descritti?

La pratica dei conguagli è un danno anche per l’ambiente: come si può pensare di incoraggiare il risparmio idrico facendo pagare l’acqua risparmiata? Il fatto che sia stata deliberata da ARERA non mette i Sindaci al riparo dalle responsabilità e dalle critiche. Abbiamo apprezzato il fatto che ATO3 abbia sollevato con Arera il problema che essa espropria i compiti che la legge assegna ai Comuni. Ci aspettiamo quindi un comportamento analogo rispetto al problema dei conguagli e dei suoi effetti nefasti per la tariffa e per le politiche ambientali.

In ultima analisi: qual è davvero il costo dell’acqua nel nostro territorio?

Eliminando dalla tariffa il profitto iniquo frutto dei meccanismi perversi di Arera, cosa manca (se qualcosa manca effettivamente) per ottenere un sistema di tariffazione che permetta un elevato livello di investimenti?

Come cittadini impegnati nella difesa del loro territorio, siamo disponibili a confrontarci, ma su dati certi e reali, non sulle fumosità di Arera che valgono solamente a rendere le aziende idriche appetibili per il mercato e la borsa, e non a costruire un sistema dove i cittadini collaborano anche con la propria bolletta alla difesa dell’Acqua Bene Comune.

Insistiamo per un incontro chiarificatore con ATO3 e vi chiediamo di voler sollecitare i vostri rappresentanti nella Conferenza dell’ATO affinché venga accolta.

Comitato provinciale Acqua Pubblica Torino

Torino, 30 settembre 2018