Vincono gli utili, perdono i tubi

Forum Italiano dei Movimenti dell’Acqua - Comitato Acqua Pubblica Torino
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Evviva! Nel generale compiacimento il bilancio 2025 di Smat Spa chiude con risultati record in termini di utili e con tutti gli indicatori economici in netto miglioramento.
Tralasciamo il fatto che Smat gestisce, in regime di affidamento esclusivo, il Servizio Idrico Integrato, un servizio pubblico essenziale, il cui bilancio non dovrebbe essere letto come quello di una normale impresa che compete sul mercato.
E tralasciamo anche che i brillanti risultati derivano in larga misura dall'aumento della tariffa a carico degli utenti, a fronte di una sostanziale stabilità dei volumi fatturati.
Concentriamoci, invece, su qualcosa nascosto tra le pieghe del bilancio, un dato in grado di generare allarme nel normale cittadino non analista contabile.
Spulciando la relazione sulla gestione, a pag. 109 si scopre che nel 2025 le perdite delle condutture sono state del 38,9%, in deciso aumento rispetto ai dati degli ultimi anni. Nel 2021 erano del 33,4%, valore confermato dal presidente di Smat Ing. Romano in un'intervista a La Stampa del giugno 2023, nella quale poneva l'obiettivo di una riduzione al 30% nel 2025 e al 23% entro il 2030.
La citata relazione, in merito agli investimenti volti alla riduzione delle perdite afferma. “Per affrontare in modo strutturato tale criticità, SMAT ha adottato un approccio integrato basato su due leve complementari: da un lato la digitalizzazione e il monitoraggio avanzato della rete, dall’altro la pianificazione degli interventi tramite modelli analitici multicriterio”..
Tutto molto bello, ma parrebbe che qualcosa non abbia funzionato.
D'altra parte, spinti dal preoccupante livello dello spreco idrico, un gruppo di comitati e associazioni nel corso del 2023 ha raccolto oltre 2000 firme a sostegno di una proposta di delibera, presentata al Comune di Torino (principale azionista di Smat) che tra i suoi obiettivi ha proprio l'adozione di un piano organico per il rinnovamento delle condutture, che vada oltre interventi limitati a “tappare le falle”.
La vetustà dei tubi è un problema noto e le non infrequenti notizie di stampa su rotture delle condotte nella Città Metropolitana vieppiù lo confermano (solo a Chivasso nell’ultimo mese ci sono state due grosse perdite, una delle quali ha trasformato Piazza del Duomo in una Piazza San Marco sabauda).
Che ne è della proposta di delibera? Ferma da due anni e mezzo, arranca in improduttive interlocuzioni con i proponenti da parte degli esponenti della maggioranza, anestetizzata dal sostanziale disinteresse dell'Amministrazione.
Non è difficile comprendere quanto sia grave lo spreco idrico in un contesto dove il deterioramento delle condizioni ambientali causato dal cambiamento climatico produce pesanti effetti sulla disponibilità d'acqua.
“Ad inizio della seconda decade di luglio 2026 il Piemonte presenta una situazione idrica complessivamente deficitaria, con criticità più evidenti sulle portate dei corsi d’acqua e sulle risorse idriche superficiali disponibili“. Così esordisce una nota sul sito Arpa Piemonte, che poi evidenzia dati sul calo delle precipitazioni davvero inquietanti.
Che questa non sia una situazione eccezionale, ma un fenomeno ormai strutturale e irreversibile, da affrontare in via prioritaria, dovrebbe essere ormai chiaro, soprattutto alle nostre classi dirigenti.
Se non lo è, speriamo che lo diventi presto, prima che i rubinetti restino a secco

Anomalia % di precipitazione registrata nel mese di giugno 2026 (sinistra) e complessivamente nei mesi di
aprile, maggio e giugno 2026 (destra) sul bacino del Po chiuso alla confluenza col Ticino (fonte ARPA Piemonte)


















