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Ai Sindaci dei Comuni membri di ATO3

 

Cc: Cav. Antonio Massa, Presidente di ATO3

       Dott. Giannetto Massazza, Direttore Generale di ATO3

       Rappresentanti delle AO e CM nella Conferenza ATO3

 

Ancora sulla tariffa dell’acqua

 Ci rivolgiamo direttamente a tutti i Sindaci destinatari della mail che ATO3 ha inviato il 5 settembre scorso, e siamo veramente dispiaciuti di non essere ancora riusciti a convincere il Presidente e il Direttore che il nostro atteggiamento nei confronti loro e della Conferenza dell’ATO3 non s’ispira affatto alla conflittualità, al contrario: il nostro intento è collaborativo per una gestione efficiente, trasparente e partecipativa del Servizio Idrico Integrato torinese.

Si veda ad esempio il nostro sostegno alla presa di posizione del Presidente ATO3 del 3 maggio scorso molto critica nei confronti di ARERA. Infatti concordiamo sulla necessità di avere regole omogenee a livello nazionale per la gestione del SII. Si deve però ammettere la totale inadempienza di ARERA su questo versante. Basti guardare alla quantità ed eterogeneità delle gestioni del SII nel nostro paese: altro che gestore unico per ogni singolo ATO!

Ci chiediamo perciò su quali basi, nella suddetta mail del 5 settembre, il Presidente e il Direttore di ATO3 possano attribuire ad ARERA “una marcata e positiva azione di omogeneizzazione delle regole a livello nazionale” .

Se omogeneizzazione c’è stata, essa riguarda unicamente il Metodo tariffario, con le cadenze temporali citate. Ma è proprio su questo che vertono le nostre critiche radicali perché le regole imposte da Arera agli ATO

  • tradiscono la volontà popolare espressa nel Referendum del 2011 che ha cancellato il profitto dall’acqua e che ARERA ha invece reintrodotto in tariffa sotto il nome di “oneri finanziari”

  • espropriano i Comuni del potere di governo del SII

  • impongono un Metodo tariffario opaco, ingiusto ed eccessivamente oneroso per gli utenti.

 Per questo abbiamo lanciato una campagna nazionale per lo scioglimento di Arera e il ritorno delle sue competenze al Ministero per l’Ambiente, con beneficio anche dei conti pubblici, v. http://www.acquabenecomune.org/attivita/campagne/stop-arera.

 Nella sua lettera, Ato3 contesta i dati da noi segnalati, senza entrare nel merito. E’ invece a nostro avviso quanto mai necessario approfondirli. A questo mira la nostra richiesta di incontro per un chiarimento che ponga fine alle spiacevoli polemiche in corso, come quella di aver usato l’aggettivo “nuovi” conguagli, quando esso qualifica semplicemente la componente del “Nuovo Metodo Tariffario” che li introduce in tariffa.

Arera infatti ha autorizzato non solo il conguaglio di minori o maggiori costi preventivati rispetto a quelli realmente sostenuti, ma anche il deprecabile addebito dei minori consumi effettivi d’acqua rispetto a quelli preventivati, come meglio chiarito di seguito e che rappresentano la parte più consistente del conguaglio stesso. Confermiamo che esso ammonta complessivamente a oltre 90 milioni di euro addebitati agli utenti per il periodo 2016-2019, e non solo ai € 267 000 citati nella mail di ATO3 che rappresentano solo il conguaglio…del conguaglio, v. più sotto (cfr. ATO3, determina 210 di Ottobre 2016 che corregge la 116 dello stesso anno).

Sappiamo bene che la maggiore responsabilità pesa su ARERA e la nostra critica precisa e puntuale necessita però di entrare nel merito dei meccanismi di calcolo.


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Ai Sindaci dei Comuni membri di ATO3 torinese.

Signor Sindaco,
ci chiediamo se Ella sia stato informato e abbia preso visione della deliberazione n. 692 approvata all’unanimità dei presenti e votanti nella seduta dell’ATO3 torinese del 26 giugno 2018.

Ci permettiamo infatti di ricordarle che la Convenzione ATO3 del Giugno 1998, sottoscritta dai Comuni aderenti all’ATO3, stabilisce tra l’altro che essi devono essere non solo informati in merito al funzionamento e ai programmi dell’Autorità (Art. 16) ma anche consultati sulle deliberazioni più rilevanti, quali ad esempio la determinazione delle tariffe (Artt. 19) con la precisazione che “Dell’avvenuta consultazione dovrà essere data informazione in sede deliberante”.

Abbiamo constatato che nessun accenno a tale consultazione è contenuto nella deliberazione n. 692 in oggetto e ci chiediamo perciò se Ella sia consapevole che, anche a nome Suo, è stato approvato quanto segue

  • Gli investimenti realizzati da SMAT negli anni 2016-2017 sono inferiori del -17% rispetto a quelli programmati dal Piano d’Ambito dell’ATO3. Forse perché nulla è stato fatto per ridurre lo spreco idrico?
  • Tali investimenti sono stati coperti dalla tariffa, senza bisogno per SMAT di ricorrere “al finanziamento oneroso di terzi…” sic!
    A che cosa è servito allora il prestito obbligazionario di € 135 milioni, lanciato da SMAT sul mercato di Dublino? Per non parlare dei costi degli advisor, dell’intera procedura finanziaria e dei nuovi e più complessi criteri internazionali a presidio della redazione del bilancio.
  • I circa € 20 + 20 milioni di investimenti programmati ma non effettuati sono stati sicuramente compresi nel calcolo degli oneri finanziari caricati nella tariffa alla voce “costo degli oneri finanziari” sotto la quale ARERA ha ripristinato i profitti sull’acqua che erano stati abrogati dal Referendum 2011.
    La delibera in oggetto impone quindi agli utenti di pagare a SMAT la percentuale di remunerazione (circa il 6%) anche di quella parte di capitale che non ha investito.
  • Scandalosa la previsione di nuovi conguagli della tariffa per € 90 milioni distribuiti nel periodo 2016-2019
    La pratica dei cosiddetti “conguagli”, avallata da ARERA, dà per scontato l’inaffidabilità del Piano d’Ambito, del Piano Finanziario e del Piano degli Investimenti di ATO3: comunque vadano le cose l’equilibrio di bilancio di SMAT viene assicurato “a piè di lista” secondo le deprecate pratiche della finanza allegra che ha portato all’enorme debito pubblico del nostro Paese.
    Ci chiediamo come sia possibile che i Sindaci dei nostri Comuni, che sono tra i primi a pagare gli effetti deleteri del debito pubblico, possano consentire a tanto! E a un così consistente aggravio della tariffa a carico dei cittadini amministrati.
  • Che merito c’è a fare utili in questo modo? Spremendo semplicemente le tasche degli utenti senza riuscire nemmeno a investire tutti soldi di cui si dispone? Ricordiamo che il totale degli utili SMAT per gli anni 2011-2017 ha raggiunto i € 386.816.000.
  • Ma un utile netto inammissibile, ingiusto e truffaldino viene realizzato sulla morosità (colpevole e incolpevole). ARERA ha proposto di far pagare agli altri l’inadempienza di alcuni tramite una percentuale fissa ….. dei ricavi annui di SMAT.
    Un confronto con i dati di bilancio SMAT rivela però che la morosità effettiva è ben più bassa di quanto calcolato forfettariamente e caricato in tariffa nella Delibera in oggetto.

Signor Sindaco,
Le abbiamo elencato solo alcuni dei più importanti elementi negativi che caratterizzano la deliberazione ATO3 n. 692 del 26 giugno 2018, approvata anche a suo nome, e che ci fanno dire che LA TARIFFA SMAT È UN IMBROGLIO.
Per porvi fine deve solo applicare la legge e la Convenzione del 1998 sottoscritta anche dal Suo Comune. Confidiamo che se ne voglia avvalere e in tal caso ci dichiariamo a Sua disposizione per ogni ulteriore informazione e chiarimento.

Con i migliori saluti

Comitato provinciale Acqua Pubblica Torino


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Al Presidente ATO3 Torinese

Cav. Antonio Massa

Al Direttore Generale ATO3 Torinese

Dott. Giannetto Massazza

cc. ai Rappresentanti dei Comuni in Conferenza d’Ambito 3 Torinese

Oggetto - Importi già corrisposti dagli utenti relativi alle grandi infrastrutture programmate nel Piano d’Ambito 2016-2033 : Collettore Mediano, Acquedotto Valle Orco e Acquedotto di Valle Susa.

Ringraziamo per la vostra risposta prot. 0002293 del 5 luglio 2018 che abbiamo esaminato nelle nostre riunioni del 10 e 18 luglio u.s. con esito insoddisfacente, che ha aumentato le nostre perplessità ed esigenze di chiarimento.

Stando alle vostre affermazioni si dovrebbe dedurre che in tariffa non solo non sono ancora stati conteggiati oltre € 3,7 milioni di spese di progettazione per gli interventi Collettore Mediano e Acquedotto Valle Orco, ma nemmeno i notevoli investimenti già effettuati per l’Acquedotto della Valle di Susa, del quale è stato appena appaltato l’ultimo tratto, tanto che l’intera opera è lungi dall’essere completata e potrà quindi essere addebitata in tariffa solo due anni dopo la messa in esercizio delle opere (art.13 dell’allegato A, Deliberazione AEEGSI n. 664/2015).

Poiché il Piano d’Ambito 2016-2033 dichiara che il 74% degli investimenti ivi previsti è coperto dalla tariffa, ci chiediamo a quale altra fonte di finanziamento, ad esclusione della tariffa, abbia fatto ricorso SMAT per la realizzazione dell’Acquedotto della Val di Susa.

Un altro quesito che vi chiediamo di chiarire riguarda l’addebito in fattura della “remunerazione del capitale investito “ fino al 2011, sostituita successivamente dalla voce “oneri finanziari”, relativamente agli investimenti per le grandi opere idrauliche preventivate nel penultimo e nell’ultimo Piano d’Ambito 2016-2033. Ci chiediamo cioè se gli utenti SMAT stiano già pagando in tariffa anche le quote “remunerazione del capitale investito” e “oneri finanziari” per investimenti su opere non realizzate.

Vista l’ingente quantità di utili realizzata anche nel 2017 da SMAT, che potrebbe anche essere il risultato di finanziamenti stanziati ma non effettuati, e considerata la complessità della questione, ci dichiariamo fin d’ora disponibili ed interessati ad un incontro per un chiarimento soddisfacente e definitivo.

In attesa, inviamo i migliori saluti

Comitato provinciale Acqua Pubblica Torino

Torino, 18 luglio 2018

 




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La presidenza dell’ATO3 Torinese – l’ente di governo del nostro Sistema Idrico Integrato - è vacante da oltre sei mesi. Si sta ora profilando la candidatura del sindaco di un piccolo Comune dell’area metropolitana il cui programma di governo dell’ATO3 torinese sarà determinante per il futuro della nostra acqua.

Un futuro che è già compromesso non solo dai cambiamenti climatici, dal riscaldamento globale e dalla scarsità stagionale delle piogge, ma anche dalla scarsa cura delle fonti e dai prelievi eccessivi rispetto al fabbisogno.

Facciamo appello ai Comuni affinchè la persona che sceglieranno per la Presidenza dell’ATO3 :
- sia espressione vera dell’istituzione democratica più vicina ai cittadini: i nostri Consigli comunali;
- sia libera da condizionamenti di partito, dei grandi gruppi e delle lobby finanziarie locali e nazionali,
- restituisca all’ATO il suo ruolo di governo del Sistema Idrico Integrato del nostro territorio.


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Nella riunione del 17 novembre 2016 della Conferenza dell’ATO3, i rappresentanti dei Comuni/Unioni Montane dell’ATO3 hanno preso atto che non c’è accordo tra PD e M5S sulla nuova Presidenza dell’ATO e hanno rinviato a nuova data la relativa votazione. Questo nuovo periodo di riflessione non produca accordi sottobanco, spartizioni di influenza (la Città Metropolitana al M5S e l’ATO3 al PD come si vocifera) ma conduca invece alla scelta di un/una Presidente dell’ATO3:

- che restituisca all’ATO il suo ruolo di governo del Sistema Idrico Integrato del nostro territorio,
- libero da condizionamenti di partito, dei grandi gruppi e delle lobby finanziarie locali e nazionali,
- espressione vera dell’istituzione democratica più vicina ai cittadini: i nostri Consigli comunali.

Non dobbiamo più consentire che quasi tutti i Rappresentanti dei Comuni/Unioni Montane nella Conferenza dell’ATO3 votino di testa propria secondo il partito di appartenenza e non esprimano invece la volontà dei Consigli da essi rappresentati, come prescritto dalla Convenzione istitutiva dell’Ato3 (v. http://www.ato3torinese.it/convenzione/)