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Comunicato Stampa

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Acqua pubblica, azienda di diritto pubblico, gestione pubblica e partecipativa!
La vittoria del movimento per l'acqua è la vittoria di tutte le comunità agrigentine



Una votazione storica quella che si è svolta ieri pomeriggio presso l'ATI di Agrigento: i Sindaci presenti hanno deliberato all'unanimità che il futuro gestore del servizio idrico integrato sarà una Azienda speciale consortile composta da tutti i comuni della provincia.
Con la costituzione dell'Azienda speciale consortile la provincia di Agrigento sarà la prima a livello nazionale a rispettare la volontà popolare espressa a larghissima maggioranza con i referendum del 2011. Per la prima volta in Italia ed in Sicilia sarà un ente di diritto pubblico e non una S.p.A. a gestire le risorse idriche a livello provinciale, garantendo la partecipazione ed il controllo democratico delle cittadinanze e dei lavoratori. Finora il primato era detenuto da Napoli con la gestione di ABC ma solo a livello comunale e non di provincia o ambito territoriale.

Una svolta epocale dopo 12 anni di disservizi, illegittimità ed illegalità subite con la gestione privata, archiviata dalla Procura di Agrigento con il commissariamento di Girgenti Acque.

Alla presidenza dell'ATI, che non ha mai interrotto l'interlocuzione con i comitati del Forum siciliano dei movimenti per l'Acqua, ed ai Sindaci, va il merito di aver fatto una scelta coerente alla volontà espressa di far tornare in mano pubblica e partecipata la gestione del SII.

Dalla provincia di Agrigento è partita 12 anni fa in Sicilia la mobilitazione contro le privatizzazioni dell'Acqua Bene Comune che ha contagiato l'intera regione; una straordinaria e continuativa mobitazione portata avanti insieme a tutte le realtà del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua che hanno promosso la legge di iniziativa popolare attualmente in discussione alla Camera ed in Sicilia a quella di iniziativa popolare e dei consigli comunali di cui ben 135 comuni sono stati promotori insieme ai cittadini ed alle realtà che compongono il Forum siciliano. Dopo la vittoria referendaria del 2011 abbiamo dovuto continuare a difendere per due legislature la vocazione pubblicista della gestione delle risorse idriche della legge popolare e consiliare, che infine ha dato vita alla l.r. 19/15 che mantiene intatta questa possibilità. La votazione di ieri mette un punto fermo sul futuro dell'acqua pubblica nella provincia di Agrigento, rappresentando, dopo l'esempio di Napoli a livello cittadino, la prima gestione consortile italiana.

Bisogna ora lavorare ad uno statuto che contempli la piena partecipazione dei cittadini per una gestione responsabile, efficace, efficiente, economica e sostenibile in grado di tutelare la risorsa, il territorio ed i diritti dei cittadini.

Siamo consapevoli che le difficoltà da affrontare non saranno poche ma confidiamo che l'assessorato regionalevoglia accompagnare con atti concreti questa scelta epocale, che pone oggi Agrigento a livello nazionale come un fiore all'occhiello della democrazia partecipativa per la gestione dei Beni Comuni.

Una vittoria della democrazia che grazie alla continuativa mobilitazione dei comitati locali e del movimento per l'acqua in generale da circa 13 anni, oggi diventa una realtà che apre la strada a livello regionale e nazionale alla ripubblicizzazione dei nostri Beni Comuni.

Non è che l'inizio, ma oggi festeggiamo una grande vittoria!

28 Settembre 2019.

Forum Siciliano dei Movimenti per l'Acqua ed i Beni Comuni
Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua


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Forum italiano dei movimenti per l'acqua

Comitato provinciale Acqua Pubblica Torino

Via Mantova 34 - 10153 Torino

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www.acquabenecomunetorino.org

Tel. 388 8597492

 

 

All’on. Alessandro Manuel Benvenuto

Presidente della VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici

Camera dei Deputati

Roma

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agli on.li componenti della  VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici

Camera dei Deputati

Roma

e per conoscenza:

Ai Sindaci dei Comuni di Torino Città Metropolitana

Alla Sindaca, Giunta e Consiglio Comunale di Torino

Alla Sindaca e Consiglieri di Torino Città Metropolitana

 

Proposta di Legge n. 52 Daga e altri,  “Disposizioni in materia di gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque".

Audizione di “REF Ricerche” del 12 dicembre 2018  davanti alla VIII Commissione della Camera dei Deputati

 

Onorevole Presidente,

abbiamo seguito l’audizione in oggetto e siamo rimasti allibiti dalla mancanza di rispetto,  non formale ma sostanziale, di REF Ricerche nei confronti dei legislatori, molti dei quali sicuramente provenienti da esperienze di impegno politico locale in quei Comuni che REF Ricerche giudica incapaci di una cultura industriale dell’acqua, inefficienti, clientelari.

Agli atti della Commissione, REF Ricerche -  che si presenta come: … il “luogo ideale” sia per condurre il dibattito sui Servizi Pubblici Locali su binari di “razionalità economica”, sia per porlo in relazione con il più ampio quadro delle compatibilità e delle tendenze macroeconomiche del Paese, - e rivendica come suoi punti di forza: “… l’indipendenza di giudizio e l’obiettività di analisi… “  ha anche depositato una documentazione assolutamente partigiana, ideologica, generica e in buona parte errata  che può indurre il legislatore a gravi errori di valutazione dell’esistente e di prospettiva.

Avevamo sperato in un chiarimento positivo nella riunione che abbiamo avuto con REF Ricerche il 18 febbraio scorso nella loro sede di Milano. Non è stato così e sentiamo pertanto il dovere di attirare la vostra attenzione su quanto segue:


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5S scelgono on line la proposta di legge sull'acqua da portare in Parlamento: ogni limite ha una pazienza!

Oggi 26 febbraio gli iscritti alla piattaforma Rousseau, noto strumento di partecipazione del M5S, potranno votare tra 23 proposte di legge sull'acqua chiedendo che siano prese in carico da un "portavoce" e depositate i Parlamento. A questo link tutte le informazioni.

Non si perda altro tempo! 

La proposta di legge sull'acqua esiste, è stata presentata con relatori diversi in 4 differenti legislature e in quella attuale ha come primi firmatari parlamentari del Movimento 5 Stelle.

In Commissione Ambiente alla Camera è in discussione da inizio legislatura la legge d'iniziativa popolare #acquapubblica, sottoscritta nel lontano 2007 da oltre 400 mila cittadini.

Una legge che rischia di essere affossata da 250 emendamenti presentati dalla Lega a sostegno della privatizzazione: 27 milioni di italiani hanno votato ai referendum del 2011 e aspettano da troppo tempo il rispetto della volontà popolare! 

Mettiamo le cose in chiaro #approvatelasubito


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 Contro il punto 1. del Contratto di Governo 5Stelle-Lega per l’acqua pubblica

La Lega sta sabotando l’approvazione della legge di iniziativa popolare per l’acqua pubblica promossa dal Movimento dell’Acqua e fatta propria dall’on Daga e altri,  che deve essere votata ai primi di marzo dalla Camera dei Deputati.

Anche sull’acqua pubblica la Lega sta mostrando il suo vero volto: ha presentato una serie di emendamenti che snaturano la nostra legge, tradiscono il Referendum, ignorano i gravissimi problemi dello spreco idrico e gli effetti disastrosi del riscaldamento globale e del cambiamento climatico.

Il PD segue la stessa linea praticata nella passata legislatura, quando era al Governo: la sua maggioranza aveva stravolto la nostra legge costringendo il Gruppo Interparlamentare che l’aveva presentata a ritirare le proprie firme.

Come il PD anche la Lega con i suoi emendamenti favorisce:

  *  la speculazione sull’acqua : negli ultimi 5 anni la bolletta di SMAT è aumentata del 28,5% e gli utili del 160% (per legge la bolletta deve coprire tutti i costi di gestione e di investimento e non profitti, sprechi, o peggio …),

  *  lo spreco idrico  =  41% dell’acqua prelevata – dati ISTAT -  con enormi danni ambientali  ignorando gli effetti catastrofici sulla disponibilità della risorsa idrica causati dal riscaldamento globale.

 La prossima settimana sarà decisiva 

Lo si capisce anche dal bombardamento ideologico contro la nostra legge scatenato dai grandi mezzi d’informazione. La Stampa di Torino sta sparando intere pagine contro la legge, diffondendo informazioni false, tendenziose e fuorvianti, censurando tutte le richieste di rettifica (o pubblicandone alcune solo sul sito web). 

 

Loro dicono che privatizzare significa entrare nella modernità.

Noi abbiamo in mente il futuro.

Torino, 22 febbraio 2019

Questo è il volantino che il Comitato Acqua Pubblica Torino sta distribuendo oggi, 9 febbraio 2019 presso il mercato di piazza della Vittoria a partire dalle ore 10, per informare i cittadini dell'iter della  legge sull'acqua in Parlamento e del convegno organizzato dal Forum il 23 Febbraio.

Clicca su una delle due immagini per scaricare il volantino [.pdf, 488KB]

20190209 Il cambiamento scorre sull acqua FRONTE 580x821

 

20190209 Il cambiamento scorre sull acqua RETRO 580x821

 

 

SmatAcquaPubblica 600x800

Operazione verità

sulle balle1 dei privatizzatori dell’acqua in merito alla Proposta di Legge n. 52: “Disposizioni in materia di gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque, prima firmataria on.le F. Daga attualmente in discussione alla presso la Commissione VIII – Ambiente della Camera dei Deputati

 

Enzo Lavolta, vice presidente del Consiglio comunale di Torino

* diffonde la diceria che l’on. Federica Daga, avrebbe detto che “… la proposta di legge non passerà perché la maggioranza non la sostiene e, prima di farla bocciare, lei la ritirerà”

Falso

L’on Daga continua invece a dichiarare che non accetterà stravolgimenti della sua proposta di legge, ma se venisse snaturata, lei la ritirerà.

* afferma che SMAT va benissimo e la trasformazione in azienda di diritto pubblico sarebbe la sua rovina

Falso

Un uomo solo al comando ha creato una grande SMAT ma ha fatto il deserto di veri dirigenti attorno a sé: i più bravi se ne sono andati e nessuno di quelli rimasti era in grado di assumere le funzioni di Amministratore Delegato, che infatti è stato reperito addirittura a Roma,  e non sembra in grado di sottrarsi al potere del Presidente.  Questi, più prima che poi, se ne dovrà andare per incompatibilità di legge, e a quel punto la struttura di vertice di SMAT rischia di afflosciarsi come un castello di carte.

La trasformazione di SMAT è pertanto urgente e necessaria per evitare la sua decadenza

*Sempre lo stesso sostiene che la gestione consortile di SMAT imporrebbe nuovi gravami ai Comuni che sarebbero costretti a votare ogni anno i bilanci dell’Azienda

Falso

Ai Comuni viene invece restituito il potere/dovere di “controllo analogo” su SMAT come quello esercitato sui propri uffici,  che da un lato legittima davanti all’UE l’affidamento diretto del servizio idrico a SMAT stessa, e dall’altro li obbliga finalmente ad occuparsi di più della loro azienda

 

Il Giornale – 20 gennaio 2019

*La legge in cantiere ci costerà 15 miliardi, a regime peserà sui cittadini 5 miliardi l’anno

Falso

Il costo una-tantum è solo quello della riacquisizione del quote societarie detenute da soggetti privati (v. artt. 10 e 11 della Proposta di legge) per un ammontare di circa  € 2 miliardi.

Possono essere anticipati dalla Cassa Depositi e Prestiti il cui Piano industriale per gli anni 2019-2021 stanzia 25 miliardi a favore degli Enti Locali per investimenti in infrastrutture.

*La legge in cantiere moltiplicherà le poltrone

Falso

Il Consiglio di Amministrazione rimane lo stesso. I suoi componenti potrebbero anche scendere da 5 a 3.

*A regime peserà sui cittadini 5 miliardi l’anno  per la gratuità del quantitativo minimo vitale di 50 l/giorno e investimenti assolutamente necessari

 Falso

Il quantitativo minimo vitale deve essere posto a carico della fiscalità generale e non della sola platea degli utenti. Gli investimenti aggiuntivi, non di 5 ma di 2,5 miliardi l’anno -  soprattutto per l’ammodernamento della rete , per il risparmio idrico e la tutela ambientale - vanno posti a carico della collettività e non del singolo utente

 

Ing P. Romano, Presidente SMAT

*La trasformazione comporta un onere irragionevole a carico dei Comuni …che dovrebbero… rimborsare i 382 milioni di indebitamento esistente e trovare adeguate garanzie per i nuovi finanziamenti: altri 240 milioni … (La Repubblica 29 gennaio 2019)

Falso

L’ing. Romano prende lucciole per lanterne: la trasformazione di SMAT non comporta obbligo di questo genere. Diverso è il caso di scioglimento di una azienda e la costituzione di una azienda del tutto nuova.

In realtà, la trasformazione mantiene intatta la capacità finanziaria di SMAT, legata alla domanda d’acqua proveniente dagli utenti la quale, ovviamente, rimane  inalterata. Tale situazione fa si che gli enti finanziatori non abbiano alcun diritto di pretendere garanzie dai Comuni soci, in sostituzione di  quelle rilasciate dalla società.

Inoltre le banche richiedono l’obbligo di mantenimento di alcuni parametri finanziari i quali sono largamente rispettati dal debitore Smat (vedi relazioni sulla gestione ai bilanci) e sui quali la trasformazione in Azienda Speciale non avrebbe impatto alcuno.

 

[1] di fieno