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Operazione verità

sulle balle1 dei privatizzatori dell’acqua in merito alla Proposta di Legge n. 52: “Disposizioni in materia di gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque, prima firmataria on.le F. Daga attualmente in discussione alla presso la Commissione VIII – Ambiente della Camera dei Deputati

 

Enzo Lavolta, vice presidente del Consiglio comunale di Torino

* diffonde la diceria che l’on. Federica Daga, avrebbe detto che “… la proposta di legge non passerà perché la maggioranza non la sostiene e, prima di farla bocciare, lei la ritirerà”

Falso

L’on Daga continua invece a dichiarare che non accetterà stravolgimenti della sua proposta di legge, ma se venisse snaturata, lei la ritirerà.

* afferma che SMAT va benissimo e la trasformazione in azienda di diritto pubblico sarebbe la sua rovina

Falso

Un uomo solo al comando ha creato una grande SMAT ma ha fatto il deserto di veri dirigenti attorno a sé: i più bravi se ne sono andati e nessuno di quelli rimasti era in grado di assumere le funzioni di Amministratore Delegato, che infatti è stato reperito addirittura a Roma,  e non sembra in grado di sottrarsi al potere del Presidente.  Questi, più prima che poi, se ne dovrà andare per incompatibilità di legge, e a quel punto la struttura di vertice di SMAT rischia di afflosciarsi come un castello di carte.

La trasformazione di SMAT è pertanto urgente e necessaria per evitare la sua decadenza

*Sempre lo stesso sostiene che la gestione consortile di SMAT imporrebbe nuovi gravami ai Comuni che sarebbero costretti a votare ogni anno i bilanci dell’Azienda

Falso

Ai Comuni viene invece restituito il potere/dovere di “controllo analogo” su SMAT come quello esercitato sui propri uffici,  che da un lato legittima davanti all’UE l’affidamento diretto del servizio idrico a SMAT stessa, e dall’altro li obbliga finalmente ad occuparsi di più della loro azienda

 

Il Giornale – 20 gennaio 2019

*La legge in cantiere ci costerà 15 miliardi, a regime peserà sui cittadini 5 miliardi l’anno

Falso

Il costo una-tantum è solo quello della riacquisizione del quote societarie detenute da soggetti privati (v. artt. 10 e 11 della Proposta di legge) per un ammontare di circa  € 2 miliardi.

Possono essere anticipati dalla Cassa Depositi e Prestiti il cui Piano industriale per gli anni 2019-2021 stanzia 25 miliardi a favore degli Enti Locali per investimenti in infrastrutture.

*La legge in cantiere moltiplicherà le poltrone

Falso

Il Consiglio di Amministrazione rimane lo stesso. I suoi componenti potrebbero anche scendere da 5 a 3.

*A regime peserà sui cittadini 5 miliardi l’anno  per la gratuità del quantitativo minimo vitale di 50 l/giorno e investimenti assolutamente necessari

 Falso

Il quantitativo minimo vitale deve essere posto a carico della fiscalità generale e non della sola platea degli utenti. Gli investimenti aggiuntivi, non di 5 ma di 2,5 miliardi l’anno -  soprattutto per l’ammodernamento della rete , per il risparmio idrico e la tutela ambientale - vanno posti a carico della collettività e non del singolo utente

 

Ing P. Romano, Presidente SMAT

*La trasformazione comporta un onere irragionevole a carico dei Comuni …che dovrebbero… rimborsare i 382 milioni di indebitamento esistente e trovare adeguate garanzie per i nuovi finanziamenti: altri 240 milioni … (La Repubblica 29 gennaio 2019)

Falso

L’ing. Romano prende lucciole per lanterne: la trasformazione di SMAT non comporta obbligo di questo genere. Diverso è il caso di scioglimento di una azienda e la costituzione di una azienda del tutto nuova.

In realtà, la trasformazione mantiene intatta la capacità finanziaria di SMAT, legata alla domanda d’acqua proveniente dagli utenti la quale, ovviamente, rimane  inalterata. Tale situazione fa si che gli enti finanziatori non abbiano alcun diritto di pretendere garanzie dai Comuni soci, in sostituzione di  quelle rilasciate dalla società.

Inoltre le banche richiedono l’obbligo di mantenimento di alcuni parametri finanziari i quali sono largamente rispettati dal debitore Smat (vedi relazioni sulla gestione ai bilanci) e sui quali la trasformazione in Azienda Speciale non avrebbe impatto alcuno.

 

[1] di fieno